La Settimana degli investimenti obbligazionari

Nel 2018, è aumentata la quota allocata in fondi monetari a discapito del reddito fisso. E’ tempo di ripensare le strategie su questa asset class? Come muoversi in un contesto di politiche monetarie meno accomodanti?

Sara Silano 18/02/2019 | 09:20

Negli anni successivi alla crisi finanziaria, gli investitori si sono spostati verso i segmenti a più alto rendimento (e quindi rischio) del mercato obbligazionario, ossia il debito societario, emergente e high yield, perché i bassi tassi di interesse dei titoli governativi non remuneravano più adeguatamente il capitale. Nel 2018, il reddito fisso è stato l’asset class più impopolare a livello globale. Morningstar stima flussi netti per 153 miliardi di dollari, il peggior risultato dal 2013.

Le turbolenze dei mercati hanno creato qualche ansia agli investitori, i quali si sono domandati se non fosse il caso di rivedere la composizione del portafoglio. “Lo spostamento verso fondi a più alto yield ha beneficiato alcuni nel breve termine, ma quando lo scenario macroeconomico evolve e le politiche monetarie accomodanti si avviano alla conclusione, è necessario chiedersi se questo approccio sia adatto al lungo termine”, spiega Kunal Mehta, Senior Investment Product Specialist, di Vanguard Europe. “Una questione chiave nel considerare la propria esposizione al reddito fisso è se essa fornisce un’adeguata protezione dalla volatilità delle Borse”.

Il fiume di liquidità immesso sul mercato dalle banche centrali ha favorito la compressione degli spread, ossia dei differenziali tra obbligazioni più pericolose e governativi considerati risk-free (ad esempio il Bund tedesco). Probabilmente, ha fatto anche perdere di vista le caratteristiche di rischiosità di questi strumenti, che ora potrebbero riemergere in seguito alle politiche di normalizzazione monetaria.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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