Stanco dei Magnifici Sette? Prendi un po’ di small-cap

Il rally di Wall Street è guidato dai big della tecnologia, capitanati da Nvidia. Ma le valutazioni sono elevate a differenza di quelle delle small-cap, che potrebbero ripartire con il taglio dei tassi.

Sara Silano 27/03/2024 | 16:16
Facebook Twitter LinkedIn

 Simbolo di una S con grafici sullo sfondo

  • Quattro titoli dei Magnifici Sette sono stati responsabili di circa il 50% dei rendimenti dell’indice azionario statunitense da inizio anno.
  • Le valutazioni azionarie favoriscono le small-cap rispetto alle società a larga capitalizzazione.
  • Nel segmento delle small-cap, i gestori attivi possono fare la differenza rispetto alle strategie passive.

 

I “Magnifici Sette” sono i protagonisti indiscussi del rally di Wall Street da oltre un anno. Nel 2023, sette società, ossia Nvidia (NVDA), Meta Platforms (META), Apple (AAPL), Amazon (AMZN), Microsoft (MSFT), Alphabet (GOOGL) e Tesla (TSLA), sono state responsabili del 33% dei guadagni dell’indice Morningstar US Market e da gennaio quattro di questi titoli (Nvidia, Microsoft, Meta e Amazon) hanno rappresentato circa il 50% dei rendimenti totali.

Il mercato statunitense è in rialzo dell’11,19% in euro dall’inizio dell’anno, dopo aver guadagnato il 21,57% nel 2023 (indice Morningstar US market). Il rally sta iniziando a preoccupare gli investitori per le valutazioni elevate dei Magnifici Sette, con alcuni che evocano i timori di una bolla speculativa come quella tecnologica del 2000 e altri, tra cui Wei Li, global chief investment strategist di BlackRock, che sottolineano come gli utili di queste società siano stati solidi e quindi possano giustificare ulteriori rialzi dei prezzi. Per Nvidia, ad esempio, gli analisti di Morningstar hanno recentemente alzato la stima del fair value da 730 a 910 dollari.

Gli investitori, però, guardano anche ad altri indicatori, in particolare alla resilienza dell’economia, all’inflazione, al mercato del lavoro e alla crescita dei salari, oltre che alle mosse delle banche centrali e ai rischi geopolitici. Nella riunione di mercoledì 20 marzo, la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse, ma gli analisti di Morningstar sono convinti che li taglierà cinque volte nel corso dell’anno.

Le small-cap sono a sconto

“In questo contesto, gli investitori azionari devono prestare attenzione, considerato che solo poche società hanno una leadership di mercato e che le valutazioni sono elevate, soprattutto tra i titoli a grande capitalizzazione”, dice Saira Malik, chief investment officer di Nuveen. Per contro, le small-cap sono rimaste indietro negli ultimi due anni, perché sono state penalizzate dal rialzo dei tassi di interesse e dai timori di recessione.

“Le azioni USA a piccola capitalizzazione hanno sottoperformato le loro controparti a capitalizzazione maggiore di quasi 10 punti percentuali nel 2023”, afferma Malik. “Questo ha fatto sì che il rapporto P/E forward dell'indice Russell 2000 delle società a piccola capitalizzazione si sia attestato vicino al livello più basso dal dicembre 2001 rispetto all'indice Russell 1000 delle società a grande capitalizzazione. Dato che le large cap appaiono piuttosto costose su questa base, le valutazioni attualmente favoriscono le small-cap”.

Il coraggio di essere contrarian ai Magnifici Sette

Molti gestori e strategist sono convinti che le small cap diventeranno più interessanti quando la Fed assumerà una politica monetaria più accomodante. Per David Sekera, chief US market strategist di Morningstar, è il momento di “essere contrarian” e cercare i titoli che, a differenza dei Magnifici Sette, sono largamente sottovalutati. Tra questi ci sono le small-cap.

“Le nostre valutazioni sostengono una posizione di sovrappeso nelle small-cap, un modesto sovrappeso nelle mid-cap e un sottopeso nei titoli a grande capitalizzazione”, dice Sekera. “Le azioni a piccola capitalizzazione hanno avuto performance inferiori alle large-cap, in quanto il mercato si è preoccupato eccessivamente del fatto che l'aumento dei tassi d'interesse avrebbe frenato la crescita degli utili, in quanto soggette a un maggiore rischio di finanziamento. Inoltre, sono state messe sotto pressione per i timori di recessione”.

Anche per UBS, le small-cap potrebbero sovraperformare nel 2024. “La Fed taglierà i tassi, aiutando le piccole capitalizzazioni più di quelle grandi”, si legge in una nota della società svizzera. “Non ci aspettiamo un lungo ritardo nell'inizio del ciclo di allentamento. L'ampia tendenza al rallentamento dell'inflazione è proseguita, con l'indice core delle spese per consumi personali, l'indicatore preferito della Fed che si è attestato a un tasso annualizzato del 2% nel quarto trimestre. In questo contesto, la nostra ipotesi di base rimane una riduzione dei tassi di 100 punti base quest'anno”. La resilienza dell’economia americana e un allentamento delle condizioni del credito da parte delle banche potrebbero giocare ulteriormente a favore delle small-cap.

Quali small-cap preferire?

Per Malik di Nuveen, le società a piccola capitaliazzaione da preferire sono quelle che hanno un potere di determinazione dei prezzi in grado di attenuare l'impatto dell'inflazione e di proteggere o espandere i margini. In particolare, Malik si orienta verso le aziende con le seguenti caratteristiche:

 

  • Società di alta qualità esposte ai ricavi delle imprese, fonte più affidabile di flussi di cassa. “Il comparto industriale, ad esempio, è sostenuto da iniziative di politica fiscale come la spesa per le infrastrutture e l'edilizia non residenziale”, dice l’esperta.
  • Aziende di software con modelli di business duraturi e domanda anelastica dei loro prodotti e servizi.

 

Investire nelle small-cap USA con i fondi

Sulle small-cap USA, i gestori attivi possono fare la differenza. L’ultimo European Active/Passive Barometer di Morningstar rivela che il 46,3% dei fondi attivi specializzati su questo segmento ha battuto i corrispondenti passivi nel 2023, percentuale che sale al 53% nel quinquennio (ma scende su orizzonti più estesi). Il dato si confronta con il 12,6% degli active manager che l’anno scorso hanno sovraperformato gli indicizzati nella categoria degli Azionari USA large-cap growth, che è dominata da titoli tecnologici, inclusi i Magnifici sette.

Tra i fondi Azionari USA small-cap disponibili per gli investitori italiani, sono diversi quelli con un Morningstar Medalist Rating positivo (vedi tabella).

 

T. Rowe Price US Smaller Companies Equity Q2 USD

Tra i migliori per rendimento nel triennio troviamo T. Rowe Price US Smaller Companies Equity Q2 USD, che ha una valutazione pari a Silver e ha guadagnato in media il 6,6% annuo in euro nel periodo considerato. La strategia mostra una preferenza per i titoli con minore volatilità e per quelli che si comportano meglio in fasi di ribasso del mercato. Al 31 gennaio, il portafoglio mostra un sovrappeso del real estate rispetto alla categoria e un sottopeso degli industriali. Il fondo ha cinque stelle Morningstar, che indicano un profilo di rischio/rendimento migliore della media dei concorrenti.

Il portafoglio annovera 178 titoli, con i primi dieci che pesano solo il 13%. Le principali posizioni sono Teledyne Technologies TDY  (tecnologie per i settori industriali, della difesa e aerospaziali), Vulcan Materials VMC (materiali edili) e Element Solutions ESI (prodotti chimici). Tutti i dati sono a fine febbraio 2024.

Heptagon Driehaus US Micro Cap Equity AE EUR Acc

Dall’inizio dell’anno, il miglior comparto con Medalist Rating positivo è Heptagon Driehaus US Micro Cap Equity AE EUR Acc, con una performance del 14,6% e un giudizio pari a Silver. La strategia investe in titoli a minor capitalizzazione e con un maggiore orientamento alla crescita rispetto alla categoria. Al 31 gennaio, il portafoglio risulta essere sovrappesato sui farmaceutici e sottopesato su tecnologici e immobiliare rispetto alla categoria. Negli ultimi tre anni ha avuto performance inferiori alla media, mentre è tra i migliori fondi a cinque anni a fronte di una volatilità piuttosto elevata.

Il portafoglio è composto da 115 titoli, con i primi dieci che pesano per il 22%. Le posizioni più rilevanti sono FTAI Aviation FTAI (settore aerospaziale), Crinetics Pharmaceuticals CRNX (industria farmaceutica) e Modine Manufacturing MOD (società produttrice di soluzioni termiche di riscaldamento e raffreddamento). Tutti i dati sono al 31 gennaio 2024.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Iscriviti alle newsletter Morningstar.

Clicca qui.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Alphabet Inc Class A155,47 USD0,69Rating
Amazon.com Inc181,28 USD-1,11Rating
Apple Inc168,00 USD-0,81Rating
Crinetics Pharmaceuticals Inc44,01 USD1,20
Element Solutions Inc23,77 USD-1,29
FTAI Aviation Ltd69,91 USD-2,52
Heptagon Driehaus US Micro Cp Eq AE€Acc221,53 EUR-0,11Rating
Meta Platforms Inc Class A494,17 USD-1,12Rating
Microsoft Corp411,84 USD-0,66Rating
Modine Manufacturing Co85,64 USD-5,22
NVIDIA Corp840,35 USD-3,87Rating
T. Rowe Price US Smlr Cm Eq Q2 USD16,56 USD-2,62Rating
Teledyne Technologies Inc400,27 USD-0,18
Tesla Inc155,45 USD-1,06Rating
Vulcan Materials Co258,26 USD-0,11Rating

Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

© Copyright 2024 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookie Settings        Disclosures