Il mercato azionario Usa è davvero troppo costoso in questo momento?

Tutto ciò che gli investitori devono sapere sulle valutazioni delle azioni scambiate a Wall Street e perché questo segnale potrebbe non essere così negativo.

Sarah Hansen 12/03/2024 | 15:42
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Il mercato azionario americano ha iniziato il 2024 con un rally vertiginoso, con l'indice Morningstar US Market in rialzo del 7,8%, che gli vale un +26% rispetto ai minimi registrati lo scorso ottobre. Ma il ritmo incessante dei guadagni ha fatto sì che alcuni osservatori iniziassero a essere preoccupati per l'impennata delle valutazioni dell’equity a stelle e strisce.

"Quando i prezzi salgono così tanto, raramente gli utili salgono nella stessa misura", afferma Ed Clissold, chief US strategist di Ned Davis Research Group. Gli investitori temono che le azioni sopravvalutate siano il segnale di un mercato malsano e vulnerabile a un'improvvisa flessione.

Questa preoccupazione è solo amplificata dalle elevate valutazioni raggiunte da alcuni dei "Magnifici sette" del settore tecnologia, che hanno un peso rilevante sulla performance del mercato americano. Dall’altra parte, però, i buoni numeri registrati nelle trimestrali potrebbero giustificare il fatto che alcuni di questi titoli rimangano costosi ancora per un po'. "Finché la crescita degli utili continuerà a migliorare, gli investitori potrebbero essere disposti a sopportare valutazioni più elevate", spiega Clissold.

Come misurare il valore del mercato azionario

Esistono diversi metodi utilizzati dagli analisti per misurare se i singoli titoli o il mercato nel suo complesso sono sopravvalutati, sottovalutati o valutati equamente. La maggior parte di essi si basa sul confronto tra i fondamentali di un'azione, o di un indice, e il suo prezzo, al fine di capire se gli investitori stanno pagando di più o di meno rispetto al valore reale.

Uno dei modi più comuni per determinare la valutazione di un titolo è il rapporto Price/Earning (P/E), calcolato dividendo il prezzo di mercato per gli utili per azione (EPS). L'utilizzo dell’EPS consente di avere una visione migliore del contesto storico di un titolo, mentre l'utilizzo delle stime future (Forward EPS) è più indicato per capire come il titolo si comporterà da qui in avanti.

 

Morningstar US Market Index: Price to Earnings Ratio

Source: Morningstar Direct, February 29, 2024

 

A fine febbraio, l'indice del mercato statunitense presentava un rapporto P/E di 24,01. Negli ultimi 10 anni, tale rapporto ha toccato il suo picco a quota 28,61, nel marzo 2021, ed è sceso fino a 16,72 nel dicembre 2018.

“Quando si parla di valutazioni, tutto è relativo", afferma Adam Turnquist, chief technical strategist di LPL Financial. "Un rapporto P/E non significa nulla senza un contesto relativo. Tuttavia, gli attuali multipli di mercato mostrano che l’equity Usa è relativamente caro”.

L'indice S&P 500 è scambiato con un rapporto P/E di 24,77. In base ai dati di FactSet, si tratta di un valore ben superiore alla media di lungo termine che si attesta attorno a 19, ma vicino al valore medio degli ultimi cinque anni di 24,46. "Queste valutazioni sono elevate", afferma Clissold, "ma non sono vicine ai massimi storici".

Gli analisti utilizzano anche altre metriche per valutare i titoli, come il rapporto Price/Book o il premio per il rischio azionario. Tutti questi modelli mirano a tracciare un quadro di come i fondamentali di un'azione o di un indice si confrontano con quanto gli investitori sono disposti a pagare per essa.

Secondo gli analisti di Morningstar il mercato Usa è valutato in linea con il fair value

Gli analisti di Morningstar valutano se un titolo è costoso o è a buon mercato confrontando il suo prezzo di mercato con la stima del fair value. Un rapporto superiore a 1 indica che il titolo è sopravvalutato, o costoso, mentre un rapporto inferiore a 1 indica che è sottovalutato, o economico.

In questo momento, il rapporto P/FV del mercato azionario statunitense è pari a 1,02. Si tratta di un valore significativamente superiore a quello dello scorso autunno, quando il P/FV era sceso sotto lo 0,8, ma inferiore a quello del 2021, quando il rapporto era salito sopra l'1,1.

Dave Sekera, chief US market strategist di Morningstar, afferma che con le azioni scambiate a prezzi che sono in linea con il fair value "il mercato inizia a sentirsi tirato". Sekera raccomanda agli investitori di puntare su strategie contrarian in settori sottovalutati come real estate, utility ed energia, piuttosto che continuare a essere esposti ai titoli tecnologici e delle telecomunicazioni che hanno spinto il mercato fino ad ora. "Una volta che un trend è diventato pienamente valutato, un investitore dovrebbe essere disposto ad andare controcorrente e iniziare a orientare il proprio portafoglio verso settori in cui le valutazioni sono più interessanti", aggiunge Sekera.

Le condizioni di mercato supportano valutazioni azionarie più elevate

Secondo alcuni parametri, comunque, le elevate valutazioni non sono necessariamente una cattiva notizia. Turnquist sottolinea diversi fattori che contribuiscono a sostenere l’attuale livello dei prezzi: l'inflazione è in calo, l'economia statunitense sta reggendo bene e la Federal Reserve sta per allentare la politica monetaria. I tassi di interesse dovrebbero stabilizzarsi. Stiamo inoltre uscendo da una recessione degli utili e le società hanno in gran parte bilanci solidi e hanno registrato buone trimestrali.

"Credo che tutto questi elementi siano sufficienti a compensare le preoccupazioni per le valutazioni elevate", afferma Turnquist.

I titoli sopravvalutati non sono necessariamente un segnale di allarme

Una valutazione elevata non significa necessariamente che un'azione non otterrà buoni risultati nel breve o addirittura nel medio termine. "Il mercato potrebbe rimanere caro, o addirittura diventare più caro, e si potrebbero comunque ottenere rendimenti positivi", afferma Ben Bakkum, senior investment strategist di Betterment. Secondo Bakkum, gli investitori spaventati dalle valutazioni elevate nel 2018 e nel 2019 non hanno potuto approfittare dell'enorme rally degli ultimi anni.

 

US Stock Market Performance

Source: Morningstar Direct, March 7, 2024

 

Sebbene l'S&P 500 possa essere "esageratamente caro" rispetto alla sue quotazioni storiche, Savita Subramanian, head of Us strategist di Bank of America, ha recentemente concluso che le azioni sono ancora pronte a salire. "Le società dell'S&P 500 hanno una leva finanziaria più bassa, una qualità superiore e una volatilità degli utili inferiore a quella dei decenni precedenti", ha scritto Subramanian la scorsa settimana. Ciò significa che le valutazioni storiche potrebbero non essere il riferimento più utile per gli investitori.

Anche David Kostin, strategist di Goldman Sachs, è del parere che il rally odierno è diverso da quello storico: “A differenza del 2021, quando le valutazioni estreme erano diffuse sul mercato azionario, le valutazioni elevate di oggi sono più concentrate in una manciata di titoli. Paradossalmente, questo è un aspetto positivo. Gli investitori stanno pagando valutazioni elevate soprattutto per i titoli growth a più alta capitalizzazione di mercato dell'indice. Tuttavia, riteniamo che le valutazioni dei Magnifici Sette siano attualmente supportate dai loro fondamentali”.

I rischi delle alte valutazioni azionarie

Naturalmente, gli investitori non si preoccuperebbero delle elevate valutazioni di mercato se non comportassero dei rischi. Quando le valutazioni delle azioni sono più alte, gli earning yield scendono. Con i tassi di interesse così alti, le obbligazioni tornano a essere un'alternativa interessante alle azioni. Di conseguenza, le sorprese sui tassi potrebbero avere un impatto sul mercato azionario.

Un altro rischio è che la crescita degli utili non regga come gli osservatori del mercato si aspettano. "Il mercato è salito in attesa di una buona crescita degli utili", afferma Clissold. "Se la crescita dei profitti societari si realizzerà, le valutazioni dei titoli dovrebbero tenere. Se così non fosse, si concretizzerebbe il rischio di un mercato al ribasso".

Secondo Bakkum, un mercato sottovalutato può fornire agli investitori un maggiore margine di sicurezza in caso di ribasso. Se invece si entra in una fase di ribasso quando le valutazioni sono elevate, allora c’è il rischio che gli investitori possano subire perdite significative.

Cosa significano le valutazioni elevate per gli investitori?

Gli analisti sottolineano che, nel breve termine, il rapporto P/E non è un grande predittore dei rendimenti futuri.

Tuttavia, gli investitori possono utilizzare questo indicatore per identificare delle opportunità. Clissold le vede all’interno del settore finanza, che secondo lui è attualmente scambiato a tassi di sconto elevati.

Turnquist indica i titoli nel comparto delle telecomunicazioni, che appaiono interessanti in base al rapporto Price/Earning-to-growth ratio medio del settore che, a differenza del semplice rapporto P/E, tiene conto della crescita futura attesa degli utili della società.

Nel lungo termine, invece, le valutazioni tendono a essere più predittive. Su un orizzonte temporale di cinque o dieci anni, rapporti P/E più elevati sono correlati a rendimenti più bassi.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Sarah Hansen  è markets reporter di Morningstar.com

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