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Italia, lo spettro della recessione è alle spalle. Almeno per quest’anno

Le banche sono state oggetto di forti vendite in Borsa dopo il caso Silicon Valley Bank, ma per Alessandro Tentori (Axa IM) non ci sono motivi di preoccupazione nel nostro Paese. Il debito pubblico è da tenere d’occhio soprattutto se i tassi di interesse rimarranno alti a lungo.  

Sara Silano 15/03/2023 | 10:32
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Buongiorno e benvenuti. Siamo entrati nel 2023 con la paura di una recessione. Ora altri timori non fanno dormire sonni tranquilli agli investitori. Qual è la situazione dell’Italia?

Lo abbiamo chiesto ad Alessandro Tentori, capo degli investimenti di AXA IM.

Sara Silano: Tentori, possiamo considerare lo spettro della recessione alle spalle in Italia?

Alessandro Tentori: Direi proprio di sì. Almeno per quest'anno. Poi non è detto che le traiettorie del debito, l'inflazione e la geopolitica non abbiano ripercussioni nel lungo periodo, ma almeno per quest'anno, se non per i prossimi due trimestri, sembra effettivamente scongiurato, sulla scia di dati migliori, di una riapertura della Cina e di una congiuntura statunitense che tutti davano quasi per spacciata, mentre invece si sta rivelando molto più resiliente delle aspettative, al netto di piccoli scossoni che possono verificarsi, come quello che abbiamo visto in due giorni.

Silano: Il debito pubblico italiano è aumentato nel 2022 a 2.762,5 miliardi di euro. Quali potrebbero essere le conseguenze di tassi di interesse in rialzo ed elevata inflazione?

Tentori: Diciamo che un po’ si compensano l'inflazione con i tassi di interesse, perché quello che è importante per le dinamiche del debito pubblico, per la sostenibilità del debito pubblico è in verità la crescita nominale, non la crescita reale. Quindi, nella misura in cui l'inflazione aumenti e si attesti oltre il tasso di interesse nominale, si ha comunque una dinamica più o meno virtuosa.

Preoccupa sicuramente il fatto che i tassi di interesse possano rimanere alti ben oltre il periodo di inflazione in accelerazione, che stiamo vivendo adesso. Questo potrebbe poi ripercuotersi sulle dinamiche di lungo periodo. Però, ci conforta il fatto che l'Italia non è entrata in recessione, che quindi ci sia un contributo positivo anche dal lato di una crescita reale.

Silano: Veniamo alla stretta attualità. Le banche sono state oggetto di forte sell-off dopo il fallimento di Silicon Valley Bank. In Italia, abbiamo motivi di preoccupazione?

Tentori: Né in Italia né nel resto del mondo. L'episodio legato a quella banca americana è un episodio, diciamo di mismanagement, dove le pratiche in uso dalla maggior parte - quasi tutte le banche mondiali - non sono state seguite. Quindi si è verificata una situazione, una contingenza che difficilmente si potrebbe ripetere in particolare sul mercato europeo e italiano, che sono strettamente regolamentati e supervisionati dalla Banca centrale europea.

Silano: Alessandro, grazie mille per la tua disponibilità. Per Morningstar sono Sara Silano. Grazie per averci seguito.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia