La stagione delle trimestrali saprà diradare le nuvole sopra Wall Street?

I primi profit warning sono già arrivati. Se si esclude il settore energetico, le stime di consenso indicano utili minori rispetto all’anno scorso per gli altri comparti. Focus sulle banche e i tecnologici.

Fabrizio Guidoni 18/10/2022 | 00:10
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La nuova stagione delle trimestrali delle aziende americane - quella relativa ai risultati di bilancio registrati a fine terzo trimestre 2022 - è solo all’inizio e già sferza i mercati statunitensi e di riflesso quelli mondiali con i suoi venti turbolenti. La notizia non sta però sorprendendo più di tanto gli investitori, pronti ad affrontare la raffica di risultati delle corporation Usa con grande prudenza.

In effetti, negli ultimi mesi non sono mancate fonti di preoccupazioni sugli utili societari. Basti pensare alla violenta fiammata dell’inflazione, non certo temporanea, al forte rialzo del costo del denaro, alla crisi energetica e alla scarsità di diverse materie prime necessarie per i processi produttivi. Il tutto con sottofondo il rumore del conflitto in Ucraina e le decisioni che emergono del nuovo Congresso del Partito comunista cinese concentrato a tracciare le linee strategiche sociali, politiche ed economiche della Cina per i prossimi anni.

Senza dubbio, rappresentano tutte motivo di tensioni importanti per gli investitori, ma la realtà sta nel fatto che saranno solo i numeri delle aziende americane a dare le risposte che il mercato cerca.

Stime di consenso in continuo calo
Secondo le aspettative di diversi analisti, la stagione degli utili del terzo trimestre 2022 dovrebbe mostrare dati non disastrosi soprattutto se confrontati con un consenso delle attese già tagliato più volte negli scorsi mesi. I problemi maggiori, di contro, potrebbero arrivare da una cautela diffusa da parte dei vertici aziendali sulla visibilità e consistenza futura dei profitti dei prossimi trimestri. Probabile quindi che le stime sugli utili futuri di consenso proseguano nel trend di continue revisioni al ribasso.

Chi vince e chi perde sul fronte utili
I risultati del terzo trimestre del 2022 vedono gli utili come la voce più delicata in confronto ad altri dati come i ricavi. Nel complesso le aspettative sugli utili totali dell'S&P 500 scontano una sostanziale assenza di crescita, o al limite marginale (+0,1%), rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, con un aumento dei ricavi visto intorno al +9%. Attenzione però. Se si escludono dal calcolo i contributi del settore energetico, gli utili del terzo trimestre per il resto dell'indice S&P 500 potrebbero accusare un calo fino a -6,8% rispetto al livello dell'anno precedente, secondo quanto riportato da Zacks Research.

A livello settoriale, come anticipato, il settore energetico dovrebbe risultare portatore di ottime notizie sul fronte degli utili. Risultato per altro facilmente prevedibile tenendo conto della salita alle stelle del prezzo dell’energia nelle sue varie forme. Di contro, il maggior calo degli utili tra tutti gli indici settoriali dell’S&P 500 è stimato arrivare dal comparto bancario, che per altro ha già cominciato a comunicare i risultati di alcuni importanti istituti finanziari. In sofferenza dovrebbe apparire anche il settore tecnologico penalizzato dall’impatto dei tassi di interesse elevati e dalle restrizioni imposte da Washington nei confronti della Cina. 

L’antipasto “amaro” a suon di profit warning
In attesa che la nuova stagione delle trimestrali entri nel vivo nella seconda parte di ottobre, le prime società dell’S&P 500 a diffondere i dati hanno già iniziato a comunicarli. A ben vedere, sono state anticipate da una serie di illustri profit warning lanciati nel corso del mese di settembre. Tra questi sono finiti sono i riflettori quello di Ford e, più eclatante, Fedex.

In questo clima hanno diffuso i dati del terzo trimestre entro lo scorso 13 ottobre 21 società dell'S&P 500. Cosa è emerso? Il livello di sorprese positive rispetto alle aspettative di utili e ricavi è il più basso nei precedenti 20 cicli di diffusione dati (cioè 5 anni di trimestrali). Tra questi primi assaggi della nuova stagione delle trimestrali, gli analisti hanno posto particolare attenzione sugli annunci di calo delle previsioni di utili e di licenziamenti del 19% della propria forza lavoro globale da parte di Beyond Meat.

Il primo verdetto importante: le banche
Dopo un assaggio con le prime società dell’S&P500, sono arrivati venerdì 14 ottobre i primi numeri importanti con la diffusione dei risultati di alcune big del settore bancario. Il verdetto è stato a senso unico. Chase, Morgan Stanley, Citigroup e Wells Fargo hanno tutte annunciato un calo dell'utile netto, a fronte di una volatilità dei mercati tra luglio e settembre scorsi che ha penalizzato le attività di investment banking mentre le banche hanno aumentato gli accantonamenti per coprire le insolvenze sui prestiti.

Qualche notizia positiva non è però mancata. JPMorgan ha battuto le aspettative di mercato sull'utile, mettendo a segno un reddito da interessi netti record, con ricavi dell'investment banking risultati superiori alle aspettative e un piano per riprendere i riacquisti di azioni nel 2023. E chi cercava indizi di recessione economica proprio nei numeri di JpMorgan Chase non li ha di certo trovati nei livelli di insolvenze con carte di credito che rimangono ben al di sotto dei livelli pre-pandemia. Un segnale che il consumatore americano ha ancora capacità di spesa per almeno tutto il quarto trimestre 2022.

 

Figura 1

 

 

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Info autore

Fabrizio Guidoni  collabora con Morningstar come data journalist. Ha una lunga esperienza sul mercato azionario italiano e sulla finanza sostenibile.

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