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Perché Credit Suisse è sotto pressione?

Il titolo è crollato in apertura nella seduta di ieri, ma gli analisti di Morningstar sono convinti che la banca svizzera sia sufficientemente capitalizzata e che sia improbabile un suo default.

James Gard 04/10/2022 | 15:04
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credit suisse

Ora che i mercati non sono più spaventati dalla riforma fiscale del Regno Unito, è la banca svizzera Credit Suisse (CGSN) al centro delle ansie degli investitori globali, con le sue azioni che sono precipitate all'apertura dei mercati europei il primo giorno di negoziazione di ottobre. 

Nel frattempo, la società si è mossa per rassicurare gli stakeholder esterni e il personale sulla sua posizione. Ulrich Koerner, CEO del gruppo, ha detto ai dipendenti di ignorare la recente debolezza del prezzo delle azioni e di concentrarsi sulla "solidità del capitale e sulla riserva di liquidità". 

Il punto di vista di Morningstar
Johann Scholtz, analista azionario di Morningstar, non crede che Credit Suisse rischi il default, ma ammette che sia probabile una revisione del fair value del titolo. 

"Alcuni commentatori hanno sollevato la possibilità di un crollo in stile Lehman Brothers. Sulla base di ciò che sappiamo attualmente, riteniamo che ciò sia improbabile. Credit Suisse è ben capitalizzata e la sua liquidità è un punto di forza che il mercato sottovaluta", afferma Scholtz.

"A Credit Suisse viene chiesto di rafforzare le riserve di capitale. Anche noi vediamo questa necessità, anche perché le banche sono solitamente più esposte al sentiment del mercato rispetto ad altri settori ugualmente indebitati e perché i recenti errori nella gestione del rischio di Credit Suisse hanno ispirato pochissima fiducia nel mercato. Per questo ipotizziamo che la banca svizzera possa subire un downgrade sul suo merito creditizio da parte delle agenzie di rating”. 

Si rivedono i CDS
Gli investitori non sono stati così entusiasti dei credit default swap (CDS) dalla crisi del debito dell'Eurozona, che ha raggiunto il suo picco 10 anni fa. Lunedì, i CDS di Credit Suisse sono saliti ai massimi storici, un riflesso della rischiosità percepita della banca svizzera. I social media hanno rapidamente ripreso i post di Reddit sulla posizione precaria del gruppo, che naturalmente ha attratto venditori allo scoperto e speculatori.

Cosa sono i credit default swap? In sostanza, sono derivati che agiscono come contratti assicurativi contro il rischio default di una società o uno stato sovrano: più grandi sono i CDS, maggiore è il rischio e più costoso è il loro acquisto.

La banca ha avviato una revisione strategica e fornirà ulteriori dettagli sui risultati del terzo trimestre il prossimo 27 ottobre. Cosa comporta questa revisione? Principalmente la vendita di asset non performanti, la riduzione dei costi attraverso tagli del personale e quella che è stata descritta come una "trasformazione digitale a livello aziendale". L'attenzione è concentrata sulla banca d'affari, che potrebbe essere scissa e ristrutturata come “un capital-light business”. 

Come per la crisi finanziaria del 2008-2009, alcuni investitori temono che i problemi di Credit Suisse siano la prova del rischio di contagio tra le banche europee. Ma le banche sono meglio capitalizzate rispetto al passato, con coefficienti patrimoniali più elevati, e l'aumento dei tassi di interesse aumenta la redditività dei prestiti nel settore. I dividendi sono stati sospesi in tutto il settore bancario europeo durante la crisi del Covid, ma da allora le banche europee hanno ripristinato i pagamenti. 

Problemi interni
Secondo l'agenzia di rating DBRS Morningstar, nel caso di Credit Suisse le sfide esterne come la guerra, l'inflazione e gli aumenti dei tassi di interesse si scontrano con questioni interne come i cambiamenti nella leadership. Quest’estate Thomas Gottstein si è dimesso dalla carica di amministratore delegato e al suo posto è subentrato Ulrich Koerner, mentre l'ex presidente Antonio Horta-Osorio, in precedenza amministratore delegato di Lloyds Banking Group, si è dimesso all'inizio del 2022. La società è stata anche associata a vari scandali, tra cui Archegos e Greensill Capital. Credit Suisse e i suoi clienti hanno subito un duro colpo finanziario a causa dei legami con Archegos Capital Management, un family office il cui fondatore è stato incriminato con l'accusa di frode e racket. 

“Sebbene alcune banche e aziende potrebbero trarre vantaggio dall'elevata volatilità del mercato, DBRS Morningstar ritiene che per Credit Suisse le sfide siano rese ancora più provanti a causa dei vari cambiamenti nel management che si sono registrati in un arco di tempo molto ristretto”, hanno scritto gli analisti il 28 settembre. 

"La stabilità del management è una considerazione chiave per la reputazione di qualsiasi organizzazione in quanto una gestione solida dovrebbe essere in grado di progettare ed eseguire una strategia coerente che preservi il valore del gruppo e possa contare sul supporto di azionisti e investitori". 

DBRS Morningstar valuta Credit Suisse con un rating pari ad A (Low) con trend negativo. La valutazione tiene conto della solida posizione patrimoniale del gruppo e del fatto che ha intrapreso azioni per migliorare la gestione del rischio, inclusa la scelta di uscire da alcune attività di investment banking. Tuttavia, il trend negativo riflette la possibilità che i danni alla sua reputazione, prodotti dagli errori di gestione commessi negli ultimi anni, possano tradursi in una contrazione del suo business.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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James Gard  Editor di Morningstar