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Recovery fund e Mes, due parole-chiave dell’estate sui mercati

I leader dell’Ue hanno raggiunto un accordo per il piano straordinario di intervento per la ripresa post-Covid-19. Che non è da confondere con il fondo salva-Stati. Ecco cosa significa per gli investitori.

Sara Silano 03/08/2020 | 13:09
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MES E Recovery fund

Meccanismo europeo di stabilità e Recovery fund sono due parole-chiave per gli investitori in questa estate caratterizzata dagli sforzi per uscire dalla crisi economica causata dalla pandemia e dai timori di nuove ondate di Covid-19.

Il Recovery fund
Nella notte del 21 luglio, i 27 leader dell’Unione europea hanno raggiunto l’accordo sul piano straordinario d’intervento per la ripresa, dopo quattro giorni di trattative serrate. Anche chiamato Next generation EU, è uno strumento da 750 miliardi per aiutare gli stati a ripartire, rilanciare l’economia e sostenere gli investimenti privati e trarre lezioni dalla crisi. Prevede trasferimenti diretti per 390 miliardi e prestiti per 360. L’Italia è il primo beneficiario, dal momento che dovrebbe ricevere circa il 28% dei fondi. La manovra complessiva corrisponde a circa il 5% del Prodotto interno lordo (Pil) della regione.

Integrazione contro disgregazione
E’ un accordo storico per diverse ragioni. “Gli ultimi anni per il continente europeo sono stati caratterizzati dalla dominanza delle forze centripete su quelle aggreganti”, commenta Andrea Delitala, responsabile strategie multi-asset in euro di Pictet Asset Management. “La diffusione di movimenti politici di stampo populistico e anti-europeista, che spesso cavalcavano il malumore dei cittadini dei vari stati membri nei confronti dell’Ue per guadagnare consenso, ha portato più volte la già fragile unione molto vicina al punto di rottura definitivo. Eppure, come è già successo spesso in passato nella storia dell’Unione, in reazione ad una situazione estremamente complicata è stata trovata la volontà politica ed economica di fare un determinante passo in avanti verso una maggiore integrazione, a dimostrazione di come anche le crisi più acute possano portare a cruciali punti di svolta in positivo”.

Come ricorda Antonio Amendola, co-gestore Italia ed Europa di AcomeA, è importante il “precedente” che si è creato con il Recovery fund, perché rappresenta uno strumento nuovo nelle mani dei governi per fronteggiare crisi future. Inoltre, aggiunge, nasce una prima bozza di bond europei, un asset importante che rappresenta una pietra miliare per il processo di integrazione comunitaria.

Benefici per l’Italia
“Per quanto riguarda l’Italia, le risorse erogate, unite alla sospensione (temporanea) del patto di stabilità, pongono le basi per importanti riforme strutturali per il nostro Paese, da troppo tempo abituato ad un ‘crescita’ asfittica del Pil”, continua Amendola. “Le risorse, se canalizzate verso la giusta direzione (infrastrutture, sanità, digitalizzazione ecc.), possono portare ad una crescita impensabile fino a qualche anno fa. Il tutto ovviamente non è privo di rischi dato che bisogna passare per la volontà politica e di indirizzo degli investimenti. Tuttavia, a nostro avviso il mercato oggi non sconta quasi per nulla il circolo virtuoso investimenti-crescita che si può innescare”.

Le prossime tappe
Il percorso di attuazione del Recovery fund è ancora lungo. “In autunno è prevista l’approvazione da parte dei parlamenti nazionali degli stati membri, che nel frattempo dovranno predisporre e presentare i loro piani di riforma”, continua Delitala. “Si attenderà poi il parere definitivo da parte della Commissione, in una serie di passaggi che farà slittare l’erogazione effettiva dei fondi al 2021, con la possibilità però di usare tali risorse anche per coprire spese sostenute tra febbraio e dicembre di quest’anno e quindi per finanziare il deficit del 2020 (il 70% delle risorse complessive verrà erogato tra il 2021 e il 2022)”.

Dinamiche dei titoli governativi
Dal punto di vista degli investitori in obbligazioni governative, il piano per la ripresa è rilevante perché influenzerà in misura significativa l’emissione futura di titoli di Stato europei. “Quest’anno, per Italia e Spagna l’offerta netta dovrebbe essere leggermente negativa in quanto le emissioni sono più che compensate dagli acquisti della Banca centrale europea nell’ambito del programma di Quantitative easing”, si legge in una nota del team di reddito fisso di JP Morgan asset management. “Nel 2021, il beneficio derivante da un’offerta netta negativa sarà anche maggiore: oltre agli acquisti della Bce che aiutano ad assorbire gran parte delle emissioni, l’offerta dell’Ue (sotto forma di prestiti e sussidi nell’ambito del Recovery fund) ridurrà l’esigenza di finanziarsi emettendo obbligazioni. Prevediamo, inoltre, che nel più lungo termine aumenteranno le emissioni di titoli con rating AAA e che nei prossimi quattro anni l’Ue dovrà finanziarsi per circa 850 miliardi di euro, che rappresentano il 40% dell’attuale stock di titoli AAA denominati in euro”.

L'offerta UE ridurrà l'esigenza di finanziarsi con titoli di Stato

Cosa è il Mes
Il Recovery fund non è da confondere con il Mes, ossia il Meccanismo europeo di stabilità, anche detto fondo salva-Stati, che è stato istituito il 2 febbraio 2012 per garantire la stabilità finanziaria nell’area euro. Si tratta di un'organizzazione intergovernativa regolata dal diritto pubblico internazionale, con sede in Lussemburgo. I suoi azionisti sono i paesi della zona euro. Il Mes emette strumenti di debito per finanziare prestiti e altre forme di assistenza finanziaria nei paesi della zona euro. A seguito della pandemia, l’Eurogruppo ha portato delle modifiche all’impianto originario prevedendo la possibilità per gli Stati che lo riterranno necessario di accedere a finanziamenti agevolati con condizionalità limitate al fatto che vengano utilizzati per le spese sanitarie e quelle supplementari di prevenzione dovute alla pandemia di Covid-19. In sostanza, non ci sono quei vincoli di austerità e ristrutturazione del debito che erano stati decisi ai tempi della crisi del debito sovrano.

Alta solvibilità
DBRS Morningstar ha recentemente (24 luglio 2020) confermato il rating AAA (trend stabile) per il Mes, che corrisponde al massimo del giudizio di solvibilità. Nel commentare la decisione, gli analisti sostengono che la coesione tra gli Stati membri è aumentata durante la pandemia e le misure intraprese sono state massicce. Finora, nessun governo è ricorso al meccanismo di stabilità, perché i sostanziali interventi della Bce sul mercato obbligazionario hanno ridotto, per il momento, l’esigenza di accedervi. DBRS Morningstar valuta positivamente anche l’approvazione del Next Generation EU, tuttavia “continuerà a monitorare potenziali divergenze nelle posizioni economiche, fiscali e del debito tra i paesi europei, perché la percezione di tali tendenze potrebbe fomentare gli euro-scettici e determinare nuove sfide all’integrazione”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia