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5 trend per i fondi sostenibili nel terzo trimestre

La crescita del patrimonio è superiore a quella dell’universo dei prodotti tradizionali. Le strategie passive guadagnano terreno. L’offerta aumenta, ma gli obbligazionari ESG sono ancora pochi.

Sara Silano 04/11/2019 | 14:31

Il terzo trimestre è stato più magro del secondo, ma i fondi sostenibili hanno continuato ad attrarre flussi di investimento. Secondo le stime di Morningstar, in Europa, le sottoscrizioni nette sono state pari a 24,9 miliardi di euro, contro i circa 30 dei tre mesi precedenti. Da gennaio, sono entrati 70,4 miliardi, pari al 39% dei 180,9 miliardi dell’intero universo disponibile nel Vecchio continente. Guardando oltre i dati di insieme, si possono individuare cinque trend nel periodo, alcuni dei quali sono in linea di continuità con il passato.

Flussi netti nei fondi sostenibili su base trimestrale

Flussi netti nei fondi sostenibili su base trimestrale - 2019

1. Il patrimonio cresce più velocemente di quello dei fondi tradizionali
In Europa, il patrimonio dei fondi ed Etf (Exchange traded fund) che dichiarano di integrare i criteri ambientali, sociali e di governance (ESG) nel processo di investimento o di voler generare un impatto positivo sulla società accanto ai risultati finanziari è cresciuto del 6% nel periodo luglio-agosto, contro il 2,6% degli strumenti tradizionali.

2. L’offerta di fondi obbligazionari sostenibili è troppo limitata
Per l’industria del risparmio gestito, il 2019 è stato (almeno fin qui) l’anno dei fondi obbligazionari, che sono stati i più popolari tra gli investitori. Gli strumenti sostenibili non hanno tratto pienamente vantaggio da questo trend. “La ragione principale è la scarsa offerta di prodotti ESG specializzati sul reddito fisso”, spiega Hortense Bioy, direttore della ricerca sulle strategie passive e sostenibili di Morningstar in Europa. “Ad esempio, nell’universo di fondi tradizionali si sono registrati alti flussi negli obbligazionari governativi in dollari, per cui non esiste una versione sostenibile”.

3. Etf e index fund si fanno strada
Il 71% dei flussi del terzo trimestre è andato nei fondi sostenibili attivi; tuttavia i passivi continuano a guadagnare terreno: hanno catturato il 29% dei nuovi capitali diretti verso gli strumenti ESG, in aumento del 22% rispetto al periodo aprile-giugno. La loro quota di mercato è raddoppiata negli ultimi cinque anni e ora rappresenta il 19% del totale contro il 10% del 2014.

Patrimonio nei fondi attivi e passivi sostenibili su base trimestrale dal 2014 ad oggi

Patrimonio nei fondi attivi e passivi sostenibili su base trimestrale dal 2014 ad oggi

Il dato che fa ancora più riflettere è che quattro index fund ed Etf dominano la classifica dei fondi che hanno raccolto di più nel periodo considerato. Il primo è iShares MSCI EMU ESG screened ETF, lanciato circa un anno fa, che ha ricevuto flussi netti nel terzo trimestre per 572 milioni. Segue iShares ESG Screened Euro Corporate Bond Index Fund (non disponibile in Italia) con 541 milioni.

4. La top 10 delle società di gestione è index
Proprio i forti flussi negli strumenti indicizzati hanno permesso a BlackRock, di cui iShares fa parte, di collocarsi in cima alla classifica delle società di gestione per la raccolta in fondi sostenibili nel terzo trimestre. Seguono UBS e BNP Paribas. Nella top 10, c’è anche l’italiana Eurizon (gruppo Intesa Sanpaolo), che ha beneficiato in particolare dei capitali entrati nel comparto specializzato sui green bond (Eurizon absolute green bond) e in Eurizon Sustainable global e Diversificato etico.

Le prime 10 società di gestione per raccolta sui fondi sostenibili nel terzo trimestre

Le prime 10 società di gestione per raccolta sui fondi sostenibili nel terzo trimestre

5. Il cambiamento climatico è un tema di investimento
Nel terzo trimestre, l’offerta si è ulteriormente espansa, con 93 nuovi fondi sostenibili che hanno debuttato sul mercato europeo. Tra i tematici, il focus è stato il cambiamento climatico. “Si tratta di prodotti che permettono di mitigare il rischio o guadagnare l’esposizione alle aziende che beneficeranno o contribuiranno alla transizione verso un’economia a basse emissioni di CO2 e alle sfide sociali ad essa connesse”, spiega Bioy. La maggior parte dei nuovi comparti ha il termine “ESG” o “sostenibile” nel nome.

Secondo le previsioni di Morningstar, il numero di lanci potrebbe eguagliare o eccedere quello del 2018 (erano stati 311), dato che da inizio anno sono nati 252 prodotti e mancano ancora i dati dell’ultimo trimestre, tipicamente caratterizzato dalla promozione di nuovi strumenti.

Lanci di fondi sostenibili in Europa per trimestre

Lanci di fondi sostenibili in Europa per trimestre

Nel presente studio, l’universo dei fondi sostenibili comprende gli open-end fund e gli Etf domiciliati in Europa che, da prospetto, indicano di usare criteri ESG come parte integrante del processo di selezione dei titoli o di investire in tematiche sostenibili o di ricercare un impatto ESG positivo e misurabile, accanto ai ritorni finanziari. La definizione esclude i comparti che si limitano ad escludere le armi e le cosiddette “sin stock” (tabacco, alcol, gioco d’azzardo, pornografia, ecc.). Sono inclusi, invece, i fondi che usano fattori di esclusione accanto all’integrazione dei criteri ESG nel processo di investimento. Sono anche tenuti in considerazione i fondi che applicano screening basati su normative internazionali come i principi di UN Global compact, che riguardano le questioni ambientali, i diritti umani, le condizioni lavorative e l’etica negli affari.

 

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Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Eurizon Absolute Green Bonds R Cap105,36 EUR0,09
Eurizon Diversificato Etico10,33 EUR-0,04
Eurizon Sustainable Global Eq R EUR Acc113,06 EUR-0,26
iShares MSCI EMU ESG Scrn ETF EUR Acc5,80 EUR0,66

Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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