I monetari sono ancora un rifugio?

Nel 2015 si è risvegliato l’interesse per questi fondi, ma i bassi tassi (e le buone performance degli asset rischiosi) li hanno resi una delle peggiori asset class degli ultimi anni. 

Sara Silano 21/09/2016 | 09:21
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I tassi di interesse negativi minano alla funzione di rifugio dei fondi monetari. Nel 2008, dopo lo scoppio della crisi dei mutui di bassa qualità americani (subprime), i flussi netti verso questi strumenti a breve termine (in tutte le valute) erano stati di oltre 158 miliardi di euro a livello europeo. Nel 2011, quando sono finiti sotto shock i debiti sovrani dei paesi europei e la Federal Reserve aveva già portato i saggi di riferimenti vicino allo zero (la Bce si è mossa dopo e con più lentezza), la raccolta netta era stata di gran lunga inferiore, 23,7 miliardi.

Popolarità in calo
Successivamente, la popolarità è stata piuttosto bassa, fino al 2015, quando hanno archiviato sottoscrizioni nette per 87,2 miliardi. Due potrebbero essere le ragioni: la volatilità dei mercati azionari ed obbligazionari e il generale andamento positivo dei flussi verso tutti i prodotti del risparmio gestito. Più recentemente, tuttavia, si è riproposta la questione relativa alla funzione di rifugio dei fondi di liquidità. Dopo il referendum inglese favorevole a Brexit, a giugno gli investitori sono usciti dai prodotti azionari, senza però prendere una chiara direzione. I monetari, dunque, hanno beneficiato solo in parte dell’aumento dell’avversione al rischio.

Tempo di alternativi?
C’è però un’altra tipologia di fondi che ha guadagnato popolarità negli anni della crisi finanziaria, ponendosi come obiettivo un rendimento svincolato da quello dei mercati e/o il maggior controllo della volatilità. Si tratta degli alternativi, il cui tasso di crescita organica tra il 2011 e il 2015 è stato del 147%. E’ presto, però, per dire se prenderanno il posto dei monetari come rifugio nei periodi turbolenti. Ad esempio, non hanno catalizzato più flussi di altri dopo il voto inglese nel giugno scorso; al contrario negli ultimi mesi sembra essersi affievolito l’interesse, dopo essere stata la miglior asset class per organic growth rate nel 2015.

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Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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