VIDEO: Draghi da 10 e lode

Secondo Matteo Villani (Vontobel), intervistato in occasione dei Morningstar Awards 2016, i subordinati bancari sono una forma di extra rendimento, ma devono essere maneggiati con molta cura. E promuove a pieni voti la Bce.

Valerio Baselli 22/04/2016 | 09:21

 

Valerio Baselli: Buongiorno e benvenuti. Mi trovo in compagnia di Matteo Villani, responsabile per l’Italia di Vontobel, il cui fondo Vontobel Euro Mid Yield Bond si porta a casa questa sera il Morningstar Award come miglior fondo obbligazionario in euro.

Buongiorno Matteo e grazie.

Matteo Villani: Buongiorno.

Baselli: La Bce ha finalmente deciso di utilizzare il famoso “bazooka”, prendendo delle decisioni che forse per la prima volta sono andate più in là rispetto alle previsioni. Come giudica queste manovre, saranno sufficienti a risollevare la crescita e quali sono le principali conseguenze per gli investitori obbligazionari europei?

Villani: Noi abbiamo giudicato fin dall’inizio la manovra della Bce come molto efficace, anche se il mercato non l’aveva recepita in questo modo. Perché? A parte il prolungmento del nuovo Tltro (Targeted long term rifinancing operation, Ndr), questa avrà un’efficacia sull’economia reale. Mario Draghi ha detto che comprerà dei bond societari, ancora ci deve sorprendere sul come lo farà, però ci sono 20 miliardi che entreranno sui corporate bond. Questo permetterà alle aziende di rifinanziarsi a tassi più bassi, abbiamo visto che lo spread di credito è diminuito, e quindi permette alle aziende anche di finanziarsi con canali alternativi. Quindi implicazioni senz’altro positive sull’economie reale.

Oltre a questo c’è l’impatto sugli investitori. Siamo in un regime di tassi molto bassi, in cui da un parte ritorna l’attenzione sul credito, perché il mercato si è stabilizzato dopo una fase volatile, dall’altra gli investitori devono stare attenti a quel che succede sulla duration, perché con tassi negativi si spostano su durate più lunghe e anche la matematica non aiuta: tassi più bassi, duration più lunga e quindi rischio volatilità per gli investitori. 

Baselli: Alla luce di tutto ciò in quali aree del redito fisso si può trovare ancora valore oggi?

Villani: Generalmente tendiamo a pesare i governativi con delle eccezioni, ad esempio alcuni governativi periferici, come l’Italia o il Portogallo. Crediamo che possano essere interessanti i prodotti “a spread”, quindi il corporate investment grade, ma anche l’high yield e il debito emergente. Sul debito emergente, suggeriamo di andare in valuta forte, anche se le valute locali si sono deprezzate, ci può essere molta volatilità.

Per l’investitore diventa difficile, quindi il consiglio è di avere un approccio flessibile e di passare da soluzioni proposte da investitori professionali che sono ben equipaggiati per gestire al meglio la volatilità.

Baselli: Per chiudere, le banche hanno vissuto mesi parecchio difficili dall’inizio dell’anno, qual è la vostra visione sul settore del credito europeo e sui titoli subordinati in particolare?

Villani: Sul credito europeo secondo noi l’effetto della Bce è stato molto importante, di fatto Draghi ha stoppato la crisi bancaria. C’è da fare una considerazione: le banche, rispetto ad alcuni anni fa, sono molto più patrimonializzate. Questo “aggredire” il mercato bancario in generale era più dovuto alle criticità sull’evoluzione del proprio business model e dei tassi negativi.

Le banche stanno meglio di prima e quest’anno ci saranno 60-70 miliardi di titoli finanziari che andranno in scadenza, molti di questi anche da parte delle banche italiane. Le banche hanno abbastanza liquidità per rimborsare questi crediti, ma questa liquidità dovrà essere rifinanziata e attraverso il Tltro avranno la possibilità di rifinanziarla a costi veramente bassi. Quindi minor costo per le nuove emissioni e anche per rifinanziarsi.

Noi crediamo che i subordinati bancari possano essere una fonte di sovraperformance. Su questi però utilizziamo un approccio Barbell: visto che sono prodotti molto volatili, cerchiamo di bilanciare con titoli come i Treasury americani per avere una volatilità media di portafoglio decorosa. Anche qui, non sono prodotti adatti a un investitore privato se non riesce a sopportare elevata volatilità, però all’interno di un portafoglio più complesso e gestito da un professionista sono senz’altro una forma di extra rendimento.

Baselli: Perfetto. Grazie mille a Matteo Villani.

Villani: Grazie a voi.

Baselli: Per Morningstar, Valerio Baselli, grazie per l’attenzione.

Clicca qui per conoscere tutti i vincitori dei Morningstar Awards 2016.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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