Fuori dagli Azionari Italia

I riscatti sono stati di 312 milioni di euro a novembre, il livello più alto in un solo mese. In Europa, gli azionari si salvano grazie agli indicizzati.

Sara Silano 14/01/2015 | 16:35
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Novembre 2014 è stato un mese da dimenticare per i fondi azionari Italia. Secondo l’ultimo Morningstar asset flow report, i riscatti netti sono stati pari a 312 milioni di euro, il livello più alto mai visto in un mese. Il saldo dei primi undici mesi del 2014 è comunque positivo per 1,45 miliardi, con un tasso di crescita organica (flussi in percentuale del patrimonio iniziale) del 24,47%.

Bene gli azionari internazionali
Il dato italiano stona con l’andamento dei fondi azionari a livello europeo a novembre. Morningstar stima, infatti, una raccolta netta complessiva di 1,68 miliardi, che però non è riuscita a far dimenticare del tutto il pessimo mese di ottobre (-5,59 miliardi). Il buon risultato è da attribuire ai fondi indicizzati (+1,75 miliardi), mentre quelli attivi sono leggermente in territorio negativo.

I flussi si sono diretti soprattutto verso gli Azionari internazionali large cap blend, che hanno registrato il miglior risultato mensile da maggio 2013, grazie soprattutto alle strategie passive. Le vendite hanno, invece, colpito i comparti specializzati sulle Borse europee, con due eccezioni: gli Europe large cap growth e gli Europa – reddito (questi ultimi privilegiano i titoli ad alto dividendo). Tra le categorie più penalizzate figurano gli Area euro large cap (-1,06) e gli Europa large cap value (-456 milioni).

Il reddito fisso fa il pieno
In termini assoluti, i fondi obbligazionari hanno attirato i flussi di investimento maggiori a novembre (+10,19 miliardi), seguiti dai bilanciati (+9,93 miliardi). Questi ultimi sono stati i più gettonati nel 2014 e hanno registrato un tasso di crescita organica del 18,62% nei primi undici mesi.

Nel reddito fisso, gli investitori hanno preferito i titoli meno rischiosi, ossia quelli di buona qualità (investment grade). La categoria che ha raccolto di più è stata quella degli Euro corporate bond, seguita dai diversificati e dai governativi. Per contro, gli obbligazionari a scadenza, nel quale sono compresi molti fondi a cedola italiani, hanno subito riscatti per 905 milioni. Tra i bilanciati, la preferenza è andata per le allocazioni prudenti e moderate in euro.

A novembre, sono tornati in territorio positivo gli alternativi, che hanno ricevuto flussi netti per 2,53 miliardi (-480 milioni in ottobre), grazie soprattutto ai Multistrategy, che combinano diverse strategie e asset class.

Via dai monetari
La maggiore propensione al rischio ha spinto gli investitori a uscire dai monetari, che hanno registrato riscatti per 5,7 miliardi, dopo una raccolta netta superiore di quasi 27 miliardi il mese precedente. Nel complesso, i fondi a lungo termine (ossia tutte le tipologie esclusi quelli di liquidità) chiudono novembre con flussi netti positivi per 25,19 miliardi.

Chi sale e chi scende
Tra le principali case di investimento, si è collocata al primo posto per raccolta mensile BlackRock (+2,28 miliardi), seguita da Nordea, Allianz Global Investors e Amundi. Per contro, i deflussi hanno ancora colpito Pimco (anche se in misura minore rispetto ai mesi precedenti) Aberdeen e Ignis.

Per quanto riguarda le dimensioni dei fondi, novembre è stato un mese di cambiamenti. M&G Optimal Income è diventato il più grande per patrimonio in Europa, togliendo il podio al Templeton Global Bond. Il sorpasso è avvenuto per effetto dei forti flussi registrati dal bilanciato prudente guidato da Richard Woolnough nell’ultimo anno e mezzo.

I più grandi fondi in Europa

Per leggere il commento di ottobre, clicca qui.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia