Il dato sul lavoro guasta il fine settimana

Pesanti ribassi hanno colpito i listini mondiali nell’ultima seduta dell’ottava. Le Banche centrali continuano a intervenire per arginare la crisi e la Bce lascia i tassi invariati. Crescono le preoccupazioni per la crescita economia.

Sara Silano 07/09/2007 | 16:42
Facebook Twitter LinkedIn
La decisione della Banca centrale europea (Bce) di lasciare i tassi invariati era attesa dai mercati, ma è servita ugualmente a dar loro slancio in un’ottava ancora caratterizzata da alti e bassi. L’istituto guidato da Jean-Claude Trichet, insieme alla Federal Resereve americana, ha inoltre continuato ad immettere liquidità nel sistema per aiutare i listini a superare la crisi generata dai mutui subprime (quelli di minor qualità).

Sul fronte congiunturale sono, però, aumentate le preoccupazioni. Il Fondo monetario internazionale (Fmi) ha lanciato un nuovo allarme, annunciando possibili ribassi delle stime di crescita, che interesseranno soprattutto gli Stati Uniti. L’Ocse, l’organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo, ha già provveduto a una revisione dal 2,1 all’1,9% per l’

America e dal 2,7 al 2,6% per l’area Euro, spiegando che la crisi dei mutui subprime è stata “più forte del previsto”.

Stati Uniti. Nell’ultima settimana, l’indice Msci North America ha guadagnato oltre l’1% in euro, ma nell’ultima seduta ha subito il colpo dei deludenti dati sul mercato del lavoro ad agosto, scesi ai minimi degli ultimi quattro anni. Intanto, la Banca centrale continua negli sforzi per arginare la crisi nel settore dei mutui. Nei giorni scorsi sono state emanate le linee-guida speciali da adottare per evitare il default delle famiglie che rischiano di perdere la casa, perché non sono in grado di pagare le rate. Gli investitori, però, sono sempre più preoccupati per i riflessi sull’economia e sui bilanci societari. L’indice Ism del settore manifatturiero è sceso ad agosto a 52,9 punti, sotto le stime degli analisti. E’ calata anche la fiducia dei consumatori, risentendo dei licenziamenti che hanno interessato molti dipendenti del settore immobiliare.

Europa. Nella riunione del 6 settembre, la Bce ha deciso di prendere tempo, rimandando il rialzo dei tassi di interesse che prima dell’estate veniva dato per scontato. Trichet ha ammesso che la volatilità sui mercati ha generato incertezza per cui è necessario attendere che il quadro si schiarisca. Il presidente dell’istituto centrale ha, però, ricordato che le pressioni inflazionistiche sono in crescita e l’economia continua la sua fase espansiva a un ritmo “sostenibile”. Sulla stessa linea si è mossa la Bank of England, che ha mantenuto il tasso ufficiale al 5,75% e ha dichiarato che è troppo presto per capire l’impatto della crisi dei mutui sulla disponibilità di credito per le imprese e le famiglie. Dopo aver oscillato tutta la settimana, le Borse del Vecchio continente hanno chiuso in rialzo dello 0,9%, grazie agli spunti positivi venuti dai settori bancario e minerario.

Asia. I mercati dell’Estremo oriente hanno chiuso la settimana in positivo (+1,6% l’Msci dell’area), sempre con gli occhi rivolti all’America. Ha brillato soprattutto Shanghai, che ha guadagnato lo 0,8%, beneficiando della decisione della Banca centrale di alzare dello 0,5% i requisiti di riserva degli istituti di credito, portandoli al 12,5%. L’obiettivo è raffreddare la corsa agli investimenti speculativi. Il listino cinese ha beneficiato anche della dichiarazione del governo di Pechino di voler accorpare alcune compagnie aeree per renderle più competitive. La maglia nera tra le Borse asiatiche è andata a Tokyo, con l’indice Nikkei che ha perso lo 0,9%, a causa delle vendite che hanno colpito i finanziari e i titoli legati all’export.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

© Copyright 2024 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookie Settings        Disclosures