Settimana da record per le Borse mondiali

Le notizie e i rumor di fusioni e acquisizioni hanno fatto volare i listini. Il Dow segna un record che non vedeva da oltre 50 anni. L'asia corre grazie alle materie prime. Le M&A tengono banco anche in Europa.

Marco Caprotti 04/05/2007 | 18:36
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E’ stata una settimana da record per le principali piazze finanziarie internazionali. A fare la parte del leone sono stati i mercati Usa. Il Dow Jones giovedì 3 è riuscito a toccare il nuovo record storico a 13.241 punti. Primato nel primato, inoltre, ha chiuso 22 delle ultime 25 sedute con segno positivo. Un andamento che non si registrava dal 1955. Lo Standard&Poor’s 500 ha fatto la sua parte segnando 1.500 punti. Un livello che non vedeva da settembre del 2000.

A far passare il buon umore non sono bastati i contrastanti dati macroeconomici. L’indice Ism dei servizi ad aprile è cresciuto fino a 56 punti, contro i 52,4 di marzo. Il dato ha sorpreso gli analisti che si attendevano quota 53 (quando il dato dell’Ism supera i 50 significa che i servizi, che rappresentano l’80% dell’

economia Usa, sono in buona salute). La crescita dell’occupazione, invece, è ai minimi degli ultimi due anni. Il tasso di disoccupazione ad aprile è salito al 4,5%. A marzo era del 4,4%. E a questo punto bisognerà vedere cosa farà la Federal Reserve nella prossima riunione.

A rendere tonici i mercati americani sono state le operazioni di fusione e acquisizione che, solo questa settimana, hanno sfiorato i 70 miliardi di dollari. E l’ondata, secondo i rumor di Borsa, non si è ancora esaurita se, come dicono le voci, Microsoft ha davvero intenzione di acquistare Yahoo!.

Ottava da record anche per l’Asia che ha approfittato dei giorni di vacanza del sonnacchioso Giappone per testare nuovi massimi. L’indice Msci Asia Pacific (ex Japan) nell’ultima settimana ha guadagnato l’1,8%. Nella seduta di giovedì ha toccato quota 433,62, per poi arrivare, il giorno seguente, a 437,68.

A dare gas ai listini è stato l’aumento del prezzo dei metalli che ha spinto i titoli delle società minerarie. A questo si sono uniti i dati sull’aumento della produttività negli Stati Uniti (+1,7% nel primo trimestre dell’anno). L’America è il secondo utilizzatore di materie prime dietro la Cina. Un aumento del consumo, quindi non può che fare bene alle aziende del comparto.

L’Europa non è stata a guardare. Anche nel Vecchio continente sono state le fusioni e acquisizioni (e le proposte di matrimonio) a tenere banco. Le operazioni di questo tipo, dall’inizio del 2007, hanno raggiunto un valore di oltre 988 miliardi di dollari. Nell’intero 2006 avevano superato di poco i 1.500 miliardi.

E secondo gli analisti nell’intero 2007 l’attività di takeover aumenterà ancora di più, spinta soprattutto dalle società di private equity. A dare ragione agli esperti è arrivata la notizia di due proposte di acquisizione a Reuters e a Emi.

Nella corsa dell’Europa, l’Italia ci ha messo del suo. L’indice Mibtel ha chiuso la settimana a 34.090 punti, l’S&P/Mib a 43.973 e l’AllStar a 19.426. Proprio quest’ultimo listino, secondo i dati di Borsa Italiana, ad aprile ha segnato il suo massimo storico a 19.451 (+15,1% rispetto allo stesso mese del 2006).

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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