In luce Piazza Affari

Cala Wall Street sulla scia di crescenti pressioni sui prezzi, accanto a nuovi segnali di rallentamento congiunturale. In Eurolandia la Bce non varia i tassi di interesse, ma prepara il mercato al rialzo di dicembre. E’ la Borsa milanese il listino migliore.

Michela Muscio, 03/11/2006 | 18:32
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Dopo un mese all’insegna degli acquisti, Wall Street si avvia a concludere l’ottava con il segno meno. Il Dow Jones ha perso lo 0,4%, mentre il Nasdaq è arretrato dello 0,6% (a metà seduta di venerdì).

Sul listino tecnologico americano è pesato il declassamento di Intel da parte di Merrill Lynch. Le vendite sono state limitate da Dell che è salita di oltre 3% dopo che Goldman Sachs ha migliorato il rating e di Biogen Idec, in rialzo di circa il 7%, sulla scia di una trimestrale oltre le previsioni. Spunti positivi sono arrivati anche da Ibm, dopo l’approvazione di un buyback (riacquisto di azioni) da 4 miliardi di dollari.

Poco i

ncoraggianti sono stati i risultati delle vendite diffusi in ottobre dalla maggior parte delle catene di distribuzione, tra cui il gigante mondiale Wal-Mart. A deprimere Wall Street ha contribuito anche Pfizer, in calo dopo aver reso noto i risultati preliminari dello studio sperimentale su un farmaco anti-colesterolo.

E’ in controtendenza Sirna Therapeutics che ha guadagnato quasi il 100%, dopo che Merck ne ha annunciato l'acquisizione. Sotto i riflettori anche un'altra società biotech, Celgene, che ha guadagnato oltre il 5% dopo aver sostituito AmSouth Bancorp nell'indice S&P 500.

Protagonisti dell’ottava sono stati gli indicatori macroeconomici statunitensi. Il dato sul costo del lavoro è risultato superiore alle attese, aumentando i timori di inflazione. Allo stesso tempo la debole crescita dell'attività manifatturiera ha accresciuto le preoccupazioni relative ad un rallentamento dell'economia più forte del previsto. Sul mercato americano sono pesati anche i due indicatori inferiori alle stime relativi alla fiducia dei consumatori e all'attività economica nell'area del Midwest.

Gli effetti della frenata statunitense si avvertono ancora poco nel Vecchio Continente dove l'indice sul sentiment delle imprese ad ottobre è rimasto abbastanza alto, mentre sono calate le vendite al dettaglio in Germania. Segnali positivi sono arrivati dal mercato del lavoro tedesco sulla scia del calo della disoccupazione, ai minimi da quattro anni.

Intanto la Banca centrale europea (Bce) ha mantenuto invariati i tassi, al 3,25%, ma la decisione è stata accompagnata dal preavviso di una possibile stretta a dicembre, sulla scia dei timori legati all’abbondante liquidità presente sul mercato.

I listini di Francoforte e Londra hanno chiuso l’ottava sostanzialmente invariati, mentre è negativo il francese Cac40 (-0,8). E’ andata meglio a Piazza Affari dove il Mibtel e l’S&P/Mib hanno messo a segno un +1,5%, sostenuti da Fiat che ha beneficiato dei positivi dati sulle immatricolazioni di ottobre, della modifica delle previsioni da parte di Moody's e del buon giudizio dei broker. Sotto i riflettori anche Mediaset, sostenuta dalla speculazione per un possibile approdo in Germania e dall’attesa dei conti del trimestre.

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