Ancora azioni nei portafogli d’autunno

Torna a crescere il numero di gestori ottimisti su Tokyo, più prudenza sulla Borsa americana. Non muta il giudizio sul Vecchio continente. L’euro resta favorito sul dollaro. Per il mercato obbligazionario, il rally è alle spalle.

Sara Silano 12/09/2006 | 18:34
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Più del 60% dei gestori è convinto che le Borse europee e Wall Street cresceranno nei prossimi sei mesi. E oltre il 77% è ottimista sul Giappone, mentre per Piazza Affari il giudizio non si discosta da quello del Vecchio continente. I dati emergono dall’ultimo sondaggio condotto da Morningstar, tra il 5 e l’11 settembre, che ha coinvolto 22 delle principali case di investimento operative in Italia.

Più cautela su Wall Street

A

giugno e luglio (ad agosto non è stato condotto il sondaggio) i fund manager ottimisti sui listini azionari americani erano circa il 67%, mentre a settembre la percentuale è scesa al 63,6%. Al calo, però, non è corrisposto un aumento dei pessimisti, che, al contrario sono scesi sotto il 10%; bensì un incremento di coloro che prevedono una stabilizzazione attorno agli attuali livelli. I gestori sono convinti che nel breve periodo Wall Street rimarrà volatile a causa dei timori inflazionistici e di deterioramento degli utili aziendali, ma nel medio termine è attesa una ripresa, in quanto il rallentamento dell’economia difficilmente si tradurrà in recessione.

Stabile il giudizio sull’Europa

Come nel mese scorso, i gestori che stimano una crescita delle Borse europee nei prossimi sei mesi rappresentano circa il 63% degli intervistati, a fronte di un 9% di pessimisti. Salvo poche eccezioni, tra cui Anima Sgr, le case di investimento considerano complessivamente ancora attraenti le valutazioni azionarie e buono il quadro macroeconomico. Non mancano tuttavia i timori che un rallentamento globale possa colpire anche il Vecchio continente e che la forza dell’euro sul dollaro deprima gli utili aziendali e, di conseguenza, i corsi azionari. Per Piazza Affari valgono le medesime considerazioni, cui si aggiungono i benefici del processo di consolidamento nel settore bancario.

Tokyo torna a piacere

Negli ultimi tre mesi, il giudizio sulla Borsa giapponese ha subito notevoli variazioni. Nel sondaggio di settembre, gli ottimisti sono tornati a crescere (77%), dopo essere scesi al 55,6% a luglio (erano il 70% a giugno). Gran parte dei gestori è convinta che le valutazioni dei titoli siano più attraenti rispetto a quelle occidentali. Inoltre, la dinamica degli utili rimane favorevole e molte aziende hanno sorpreso in positivo gli analisti. Nonostante il rallentamento della crescita economica nel secondo trimestre, la spesa per investimenti delle imprese continua ad essere sostenuta e il buon stato di salute del mercato del lavoro alimenta i consumi. Permane, comunque, il rischio di volatilità, mentre all’orizzonte si profilano nuovi rialzi dei tassi.

Non è ancora tempo di dollari

Quasi il 43% dei gestori è convinto che l’euro continuerà ad apprezzarsi sul dollaro nei prossimi sei mesi, mentre il 38% stima una stabilizzazione attorno agli attuali livelli. Gli ottimisti, comunque, sono in diminuzione rispetto a luglio (erano quasi il 60%). Meno del 20% degli intervistati prevede una ripresa del biglietto verde, che potrebbe avvenire solo in corrispondenza con una pausa nella fase di rialzo dei tassi da parte della Banca centrale europea (Bce).

Rally alle spalle per i bond

Circa il 60% dei gestori è convinto che i prezzi delle obbligazioni europee scenderanno nei prossimi sei mesi (erano il 44% a luglio), contro il 18% che stima un aumento. Gran parte dei fund manager prevede che i tassi si riporteranno verso i massimi dell’anno, perché la Bce effettuerà ancora almeno un rialzo dei saggi di riferimento. Secondo Société Générale asset management (Sgam) Italia, nel Vecchio continente è interessante il mercato degli high yield per effetto dei processi di ristrutturazione aziendale e delle operazioni di acquisizione e fusione.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, il 43% dei fund manager stima una stabilizzazione dei prezzi attorno agli attuali livelli, mentre il 38% si attende una discesa dei corsi. Nel complesso, l’atteggiamento dei gestori sul mercato americano resta cauto, in attesa delle prossime mosse della Federal Reserve.

Hanno partecipato al sondaggio, condotto tra il 5 e l’11 settembre, 22 delle principali società di diritto italiano ed estero operanti sul territorio, che contano per circa l’80% degli asset gestiti in Italia. Si tratta di Aletti Gestielle Am, Alpi Fondi, American Express, Anima Sgr, Banca Fideuram, Banca Profilo, Bipiemme Gestioni, Caam Sgr, Compagnie Monegasque du Banque, Dws Investments Italy, Euromobiliare Sgr, Henderson Global Investors, Hsbc, Investitori Sgr, Julius Baer, Mps Am, Nextam Partners, Pioneer Im, Sanpaolo Imi am, Sella Gestioni Sgr, Sgam, Zenit Sgr.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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