Le tensioni geopolitiche affossano i listini

Profondo calo dei mercati internazionali, sulla scia del rincaro del greggio e delle vicende politiche mondiali. Avvio deludente della stagione delle trimestrali. A Tokyo la Bank of Japan alza i tassi come largamente atteso dal mercato.

Michela Muscio, 14/07/2006 | 18:04
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Prezzo record del greggio e tensioni politiche, insieme a trimestrali poco confortanti, sono le principali ragioni che hanno generato incertezza sulle piazze finanziare globali. Il boom del prezzo del petrolio che ha superato la soglia di 76 dollari al barile è stato determinato dalla crisi mediorientale, dopo che Israele ha imposto un blocco ai porti libanesi e attaccato l'aeroporto di Beirut, in rappresaglia al rapimento di alcuni soldati israeliani da parte dei guerriglieri Hezbollah.

Alle alte quotazioni petrolifere, di cui però non hanno beneficiato i titoli del comparto energetico, ha contribuito il proseguimento dei programmi nucleari iraniani e coreani e il calo superiore alle attese delle scorte statunitensi di petrolio. Sulle Borse mondiali ha pesato anche l’attentato te

rroristico a Mumbay, in India.

A Wall Street, dove il Dow Jones ha lasciato sul terreno il 2% circa, su base settimanale (a metà seduta di venerdì) i primi effetti del caro-greggio si sono riflessi su Wal-Mart che, a causa dell'inasprirsi dei costi energetici, ha subito il declassamento da parte di Merrill Lynch. Ha pesato sul listino l’avvio deludente della stagione delle trimestrali, tra cui quella di Alcoa che ha perso il 4,5% in una sola seduta. Gli unici risultati di bilancio migliori delle previsioni sono stati pubblicati da Pepsi e di Marriott International.

Nota positiva della settimana è stato il dato sulla bilancia commerciale di maggio che è cresciuta meno delle attese, con un saldo negativo che si attesta al di sotto dei 64 miliardi di dollari.

Settimana nera per il Nasdaq che ha perso il 3,6%. Le previsioni negative degli analisti sui conti di Apple e Dell e la sanzione inflitta dalla Commissione europea a Microsoft per le infrazioni alla normativa antitrust del 2004 hanno affossato i titoli tecnologici. Al crollo del listino tech americano ha contribuito il taglio da parte di Merrill Lynch sul settore e l’allarme sui profitti di EMC Corp e Lucent Technologies.

La discesa dei listini statunitensi ha appesantito la Borsa di Tokyo, che ha chiuso l’ottava in flessione del 3%. Il mercato non ha risentito del rialzo, dopo 6 anni di immobilismo, dei tassi d'interesse dallo 0 allo 0,25% da parte della Banca del Giappone. L’unica eccezione sono stati i titoli immobiliari più direttamente influenzati dalla manovra di politica monetaria.

La flessione dei titoli tecnologici americani ha impattato anche sui listini del Vecchio continente, in particolare su quello di Francoforte che si avvia a chiudere l’ottava in calo del 3,6%. Il Dax è stato penalizzato dalla trimestrale al di sotto delle attese comunicata da Sap, il colosso del software tedesco che è calato in una sola seduta di oltre il 6%. Londra e Parigi hanno lasciato sul terreno più di due punti percentuali. A Piazza Affari, dove il Mibtel e l’S&P/Mib hanno subito una flessione dell’1,8%, l’attenzione degli investitori si è rivolta all'imminente conclusione del collocamento privato del 35% di Pirelli Tyre.

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