Elezioni e caro-greggio spaventano le Borse

L’esito incerto alle urne affossa Piazza Affari. Il nuovo balzo del petrolio e i dati macro incoraggianti aumentano i timori di un ulteriore aumento dei tassi americani.

Michela Muscio, 14/04/2006 | 17:33
Facebook Twitter LinkedIn
La settimana corta in vista del lungo weekend di pausa per la festività di Pasqua si è chiusa ieri all’insegna dei realizzi sui mercati internazionali. A Piazza Affari gli indici Mibtel e S&P/Mib hanno segnato un ribasso dello 0,8%, appesantiti dalla vittoria risicata del centrosinistra che potrebbe portare a uno scenario politico di scarsa chiarezza.

Le vendite hanno colpito in particolare modo i bancari, penalizzati dal possibile blocco delle aggregazioni, dovuto al possibile stallo politico. Il calo ha interessato anche Fiat (-1,62%) penalizzata dalle prese di profitto, dopo i guadagni delle ultime settimane, in un settore europeo dell’auto debole, mentre ha chiuso l’ottava in controtendenza Mediaset, in rialzo dello 0,71%, sull’affievolirsi dei timori di una nuova legge sul co

nflitto di interessi e della revisione della legge Gasparri, dati i pochi voti di scarto tra le due coalizioni.

Dell’incertezza legata alle elezioni italiane e del nuovo balzo delle quotazioni del greggio, che hanno superato i 70 dollari al barile, hanno risentito le Borse europee. Le piazze finanziarie di Francoforte e Parigi hanno lasciato sul terreno rispettivamente lo 0,6% e l’1,4%, mentre il Ftse100 ha chiuso invariato rispetto a settimana scorsa.

Oltreoceano, si teme che la nuova impennata del prezzo del petrolio, legata alle tensioni per il programma nucleare iraniano e al calo delle scorte settimanali di benzina, possa spingere la Federal Reserve (Fed) ad alzare nuovamente il costo del denaro. La paura della stretta monetaria ha innescato una pioggia di vendite sul mercato obbligazionario, spingendo i Treasury bond decennali sopra la soglia del 5% per la prima volta dal 2002.

Il rialzo dei tassi potrebbe giungere anche in vista dei dati macro statunitensi incoraggianti. Il deficit commerciale americano si è ridotto al 4,1% in febbraio a 65,7 miliardi di dollari, mentre, secondo i dati preliminari, è in lieve aumento, e in linea con le stime, l'indice di fiducia dei consumatori statunitensi elaborato dall'università del Michigan. In crescita è anche il dato sulle vendite al dettaglio a marzo, migliore delle attese.

A Wall Street l’S&P 500 ha registrato una flessione dello 0,5%, mentre il Dow Jones è in frazionale rialzo dello 0,16%. Segno meno per il Nasdaq, appesantito dal titolo Google che, nonostante si sia visto alzare le stime sui ricavi del primo trimestre dalla divisione brokeraggio di Piper Jaffray, ha subito un downgrade da parte di JMp Securities. I realizzi sono stati contenuti dal rialzo di Intel, che sembra essere intenzionata a tagliare i prezzi dei chip per ampliare la propria fetta di mercato.

L’indice americano delle blue-chips è riuscito chiudere in territorio positivo per via del rialzo di Boeing, che ha beneficiato di un grosso ordine dalla Cina, e di General Motors. Alcoa, il colosso dell’alluminio, ha aperto la stagione delle trimestrali con utili record, accendendo l'ottimismo degli investitori sulle prospettive di robusti profitti societari nel primo trimestre 2006. Dati di bilancio migliori delle previsioni anche per Circuit City Stores Inc., secondo distributore di prodotti elettronici statunitensi.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

 

© Copyright 2024 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy        Cookie Settings        Disclosures