Fondi etici, pochi big

Il patrimonio medio degli italiani è di 100 milioni di euro, quattro volte più piccolo degli asset complessivi dei fondi comuni. E in Europa le dimensioni sono ancora più contenute. Ma non mancano le eccezioni.

Sara Silano 18/03/2005 | 12:30
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Pochi, con un patrimonio esiguo e rendimenti non molto brillanti, i fondi etici stentano a decollare. Quelli italiani che Morningstar identifica come “socialmente responsabili” sono appena 21 contro un’offerta complessiva di 1.205 fondi gestiti da sgr domestiche e hanno un patrimonio medio di 100 milioni di euro, quattro volte più piccolo degli asset medi complessivi.

Ma non mancano le eccezioni. Il più grande fondo italiano, Pioneer Obbligazionario euro corporate etico a distribuzione, ha asset per 980 milioni di euro, pur essendo tra i più giovani. Gestito da Raffaele Bertoni, investe prevalentemente in bond di qualità (investment grade) emessi da società dell’area euro che soddisfano determinati criteri socio-ambientali. Inoltre, a differenza della maggior parte dei fondi vend

uti in Italia, che sono ad accumulazione dei proventi, prevede la possibilità di percepire ogni anno gli interessi maturati.

Superano di gran lunga le dimensioni medie anche i Sanpaolo Obbligazionario etico e Azionario internazionale etico, entrambi con oltre 350 milioni di asset, che sono tra i primi prodotti di questo tipo ad essere stati lanciati in Italia. Nel complesso, però, l’offerta italiana non si discosta da quella europea, dove i prodotti etici rappresentano meno dell’1,5% del totale e hanno un patrimonio medio di 66 milioni.

Il nodo critico resta la distribuzione, in quanto i fondi etici sono poco promossi dai canali di vendita, perché erroneamente associati all’idea di beneficenza contrapposta al profitto. “E’ importante, invece, far passare i concetti di etica e di sviluppo sostenibile”, dice Fabrizio Carenini, direttore commerciale di Aletti Gestielle. “Grazie a un buon lavoro di sensibilizzazione delle filiali”, aggiunge “siamo riusciti a raddoppiare il patrimonio in gestione dei fondi del ‘Sistema etico’ in meno di quattro mesi, passando da 50 a oltre 100 milioni di euro”.

In termini di performance, fondi italiani ed esteri non differiscono molto, essendosi collocati in media nel terzo quartile nell’ultimo triennio. A differenza del resto del Vecchio continente, dove prevalgono gli Azionari internazionali, però, quasi la metà dei fondi italiani sono bilanciati, per cui sono riusciti a contenere meglio le perdite nella fase Orso delle Borse.

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Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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