Investire con stile

Lo stile d’investimento è sempre più riconosciuto come un elemento essenziale nella costruzione di un portafoglio. Gli investitori che non ne tengono conto perdono di vista un’importante dimensione dell’investimento.

Marc Buffenoir, 19/11/2002 | 15:14
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Sebbene solo recentemente lo stile d’investimento sia diventato ben riconosciuto, in Italia, come nel resto d’Europa, molti specialisti concordano sulla sua importanza. Spesso le performance dei fondi -sia positive che negative- possono essere ampiamente spiegate proprio guardando lo stile d’investimento, così come situazioni di mercato differenti tendono a favorire il prevalere di stili differenti.

Sfortunatamente però la terminologia crea spesso confusione. Quando ci si riferisce allo stile growth versus value si hanno in mente significati specifici e oggettivamente definiti, ma per capire come questa distinzione si applica ai fondi è prima necessario analizzare il riferimento ai titoli. Lo stile è fondamentalmente un metodo per esaminare le relazioni tra i prezzi delle azioni e

i loro tassi di crescita.

Growth in questo contesto si riferisce alle azioni che hanno più possibilità di avere una crescita degli utili sopra la media nel futuro. Questa caratteristica può essere catturata da un indicatore, come la crescita prevista degli utili o l’andamento del cash flow storico.

La azioni value, al contrario, sono fondamentalmente quelle considerate le più economiche. Questa caratteristica può essere misurata da indicatori standard dei mercati azionari, come il prezzo/cash flow e il price/book.

Titoli core

Naturalmente può essere impossibile classificare tutte le azioni come value oppure come growth: nel mezzo ci sono i titoli core.

Partendo da questa definizione di stile relativamente alle azioni si capisce perché lo stile di un fondo ha un significato più specifico del semplice stile di gestione del money manager. I fondi growth investono soprattutto in azioni growth e i fondi value in azioni value.

Da questa definizione base è possibile avere una visione più completa delle performance dei fondi. Un esame più approfondito dell’andamento negli ultimi anni del mercato azionario statunitense fornisce interessanti risultati: per le opportunità di investimento convenzionali, i titoli growth, il 1999 è stato un anno molto positivo mentre il 2000 è stato negativo. Viceversa, nel 1999 i fondi value che investono in società a bassa o media capitalizzazione hanno avuto un pessimo anno mentre nel 2000 i segmenti value e core hanno avuto delle ottime performance.

Questo dimostra che gli investitori possono compiere scelte di acquisto o vendita spettacolarmente sbagliate se scambiano performance cattive dovute allo stile per sbagliata gestione. Anche per questo è di essenziale importanza che gli investitori siano al corrente dello stile e delle caratteristiche dei vari fondi. Questo può consentire loro di ridurre la volatilità dei portafogli di fondi e spostarli verso la direzione che reputano più opportuna.

La scelta dello stile d’investimento

Senza dubbio alcuni affermeranno che lo stile non è affatto utilizzato in Europa. Ma questo argomento è reso nullo dal fatto che ad oggi molti gestori di fondi si auto-definiscono GARP, cronimo di Growth At a Reasonable Price, cioè crescita ad un prezzo ragionevole. Questo mostra che gli investitori, almeno da questo versante dell’Atlantico, stanno tenendo conto dello stile d’investimento. E anche se lo stile non è consapevolmente seguito, un processo d’investimento può condurlo ad una particolare scelta di stile.

Una crescita consapevole dell’importanza data allo stile d’investimento può essere un considerevole beneficio per gli investitori, permettendo loro di costruire un portafoglio di fondi meglio bilanciato e contemporaneamente dando una dimensione nuova all’investimento in fondi. Ecco perché gli investitori dovrebbero dare allo stile di investimento adeguata importanza.

Marc Buffenoir è il responsabile della ricerca in Europa per Morningstar.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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