Con gli ETF si vende efficacia, non un sogno

Questi fondi indice quotati in Borsa riscuotono un successo crescente nel mondo. Mark Sinsheimer, responsabile del loro sviluppo presso la francese Crédit Lyonnais am, spiega le ragioni di questa infatuazione.

Frédéric Lorenzini 21/03/2002 | 23:11
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Come si spiega il successo degli Exchange traded funds nel mondo?

Si tratta di prodotti che offrono una grande flessibilità. Permettono di lavorare a brevissima scadenza nell'intraday perché sono quotati in continuo così come a lungo temine. In questo senso gli ETF sono succedanei dei futures per certi operatori.

Ai vantaggi classici dei fondi comuni di investimento indicizzati, l'ETF aggiunge dei costi molto ridotti che si riassumono essenzialmente nei costi di negoziazione, mentre i costi amministrativi sono assai limitati. Questi sono elementi che rendono gli ETF attrattivi per investitori, spec

ulatori e arbitraggisti. Quando questi tre tipi di operatori sono attivi, il mercato degli ETF è liquido, una condizione indispensabile per il suo successo.

A tendere, gli ETF comporteranno la morte dei fondi indice?

Una delle grandi qualità degli ETF risiede nel loro esiguo costo di transazione. I fondi indice, dal canto loro, presentano altre caratteristiche. Certi fondi indice fanno come gli ETF una pura replica dell'indice e cioè riproducono il paniere dei titoli dell'indice sul quale sono costruiti. Altri fondi indice, invece, ricorrono alla replica sintetica creando un paniere di titoli più ridotto rispetto all'indice da replicare e tendono a copiare i movimenti dell'indice modellizzando il suo comportamento. Possono utilizzare dei futures e, perché no, anche degli ETF.

Se con un ETF si ottiene un tracking error che tende a zero, eccezion fatta per il margine denaro lettera di negoziazione, con un fondo indice invece ci si può allontanare un po' dall'indice sottostante se il fondo è oggetto di ottimizzazione, anticipando per esempio i cambiamenti dell'indice e cercando di speculare su questa informazione.

Nel caso di un ETF che fa una pura replica, non c'è gestione e dunque nemmeno dell'ottimizzazione. Si fa della semplice amministrazione.

E’ un approccio abbastanza minimalista ...

Cerchiamo di essere chiari: con gli ETF il valore aggiunto intellettuale risiede dal lato del fornitore dell'indice, non della società di gestione. Se un investitore vuole prendere posizione su un mercato perché ha una solida convinzione, deve trovare un indice che rappresenti al meglio questo mercato e la sua evoluzione. Questo è il lavoro dei fornitori d'indici che hanno in questo senso una gran responsabilità. In qualità di emittente-gestore, la nostra responsabilità è quella di ottimizzare i costi affinché l'investitore possa prendere una posizione sull'indice al miglior prezzo possibile.

Con gli ETF, noi non offriamo prodotti che fanno sognare ma solo ed esclusivamente dei prodotti efficaci. Ciò che differenzia gli ETF è la qualità dell'indice sul quale sono costruiti, fatto salvo per noi emittenti-gestori di offrire i costi più contenuti.

Chi acquista oggi un ETF?

Negli Usa la clientela è primariamente istituzionale. Bisogna capire che con gli ETF le reti distributive servono a poco ..., in effetti, sono prodotti che non sono "venduti" ma che una clientela di investitori autonomi e attivi acquista.

Con l'ETF non si riceve consiglio d'investimento ma è possibile gestire a basso costo la componente cash o non investita del proprio portafoglio.

Quale è il futuro degli ETF?

Il loro futuro dipenderà dalla capacità degli emittenti-gestori come noi di offrire le migliori prestazioni in termini di costo, ma soprattutto della creatività a livello di indici. Quando si acquista un ETF, si acquista innanzi tutto un mercato.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Frédéric Lorenzini

Frédéric Lorenzini  est Directeur de la Recherche de Morningstar France.

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