UBS Asset Management: in questo momento preferiamo le obbligazioni

Teresa Gioffreda: non prevediamo una recessione, ma un rallentamento economico. Bond ed equity torneranno a muoversi in modo diversificato. Sulla parte azionaria, ci piace la Cina.

Sara Silano 30/01/2023 | 14:18
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Buongiorno e benvenuti. Sono in compagnia di Teresa Gioffreda, Head of Wealth Management Client Coverage Italy di UBS Asset Management per parlare delle previsioni per il 2023 sui mercati finanziari.

Sara Silano: Gioffreda, gli investitori sono entrati nel 2023 con una serie di preoccupazioni: l’alta inflazione, la guerra in Ucraina e una performance dei mercati nel 2022 da dimenticare. Quali sono le vostre previsioni per il nuovo anno?

Teresa Gioffreda: Un saluto a tutti da parte mia. Di fatto, i temi che hanno caratterizzato il 2022 caratterizzeranno anche il 2023. Ovviamente, per quanto riguarda la guerra possiamo soltanto augurarci tutti che ci siano notizie migliori. Noi guardiamo al lato economico e quindi all’inflazione, alla crescita, proprio per comprendere quale sarà la direzione delle banche centrali e quindi dei mercati.

Nel nostro scenario economico non andremo verso una recessione, ma un rallentamento economico, quindi le economie resisteranno meglio di quanto in realtà gli asset manager in questo momento si aspettano. Questo non è necessariamente positivo per i mercati perché vuol dire che i tassi di interesse magari rimarranno così alti un po’ più a lungo. Quindi, una politica monetaria che rimane restrittiva nel breve, magari arriva a una pausa nel corso dell’anno, senza arrivare necessariamente a dei tagli dei tassi di interesse.

Sarà importante e necessario guardare dal punto di vista dei dati economici il calo dell’inflazione dei servizi negli Stati Uniti, perché quello ci potrà indicare un dato del lavoro meno forte e quindi una direzione un po’ più accomodante della banca centrale. Dal lato della crescita, vediamo un mercato immobiliare già in calo, vendite al dettaglio e produzione industriale in rallentamento, ma i dati del lavoro continuano ad essere solidi, il reddito disponibile delle famiglie è anche sostenuto da un calo dei prezzi dell’energia. Tutti questi fattori ci indicano una certa resilienza dell’economia.

Anche in Europa questo calo dei prezzi dell’energia è stato positivo. Il fatto che l’Europa sia stata in grado di approvvigionarsi in termini di energia è un dato positivo per la crescita economica. E non da ultimo le notizie che sono arrivate dalla Cina, già alla fine dello scorso anno, quindi a partire da novembre con i dati di abbandono della politica zero-Covid; a dicembre poi le conferme dei sostegni da parte delle autorità di politica cinese ci portano comunque a un miglioramento dell’outlook della crescita economica di questo Paese, quindi un’inversione di tendenza rispetto all’anno scorso. Siamo appena arrivati all’inizio delle festività del nuovo anno e sarà importante questa volta guardare ai dati di mobilità, dei viaggi e del turismo, che arriveranno nelle prossime settimane.

Silano: Gli investitori devono mantenere un atteggiamento prudente o osare un po’ di più sui mercati?

Gioffreda: Noi in questo momento siamo ancora cauti sul mercato azionario e preferiamo il mercato obbligazionario. Di fatto, anche se le politiche monetarie saranno ancora restrittive, quindi nel breve possiamo ancora vedere una salita dei rendimenti, i livelli assoluti raggiunti ci portano già, dal punto di vista matematico, ad avere un cuscinetto maggiore in caso di salita dei tassi di interesse. I tassi di interesse devono salire molto più di quanto sono saliti l’anno scorso per arrivare a un rendimento totale negativo a fine anno, quindi questo è un dato positivo per le obbligazioni.

Poi quest’anno ci aspettiamo che, con un un’inflazione in calo, le azioni e obbligazioni tornino a muoversi in maniera diversificata, quindi decorrelata, al contrario dei movimenti che abbiamo avuto lo scorso anno che sono stati tutti nella stessa direzione.

Se guardiamo ai dati più recenti, abbiamo visto il rallentamento, ma abbiamo anche i dati che ci vengono dalla stagione degli utili che è appena iniziata. In questo momento, abbiamo soltanto poco meno del 15% delle aziende dell’S&P che ha riportato i dati – anche aziende finanziarie e di altri settori. Vediamo che ci sono meno aziende che battono le stime e, comunque, con solo poco più del 2%. Di fatto, un insieme di stagione degli utili, che può non essere soddisfacente rispetto al passato, e dati economici in rallentamento può portare, secondo noi, a un calo dei mercati azionari. Per questo la nostra preferenza è ancora per le obbligazioni.

Silano: Dove pensate ci siano le migliori opportunità sui mercati?

Gioffreda: Dicevamo obbligazioni: vediamo delle curve dei rendimenti che sono piatte, quindi la differenza di rendimento tra la parte breve e lunga non è tanta, quindi preferiamo per ora rimanere sulla parte breve della curva. Titoli di qualità, quindi, vuol dire titoli di Stato, titoli con rating più alto, investment grade. Di fatto, con una politica monetaria della banca centrale americana che va verso una pausa e con una ripresa economica della Cina, ci aspettiamo una minore forza da parte del dollaro e questo può essere positivo anche per alcuni mercati obbligazionari dei paesi emergenti.

Passando invece alla parte azionaria, la nostra preferenza va sicuramente sulla Cina e di conseguenza anche sulla parte emerging market in generale. Cina e Paesi emergenti hanno sottoperformato negli ultimi anni, quindi anche se la Cina è salita abbastanza negli ultimi mesi le valutazioni sono ancora interessanti a nostro avviso, quindi rimaniamo positivi su questa parte. Invece, riteniamo che siano più cari, ad esempio, gli Stati Uniti, ovviamente in termini di valutazioni, quindi preferiamo sottopesare quest’area geografica. Siamo un po’ più neutrali sull’Europa.

Sulla parte valutaria, in realtà, anche con il cambiamento che c’è stato da parte della Banca del Giappone, siamo diventati un po’ più positivi sullo yen. In realtà, anche in termini di diversificazione, continuiamo a inserire nel portafoglio le materie prime che potrebbero beneficiare anche di una maggiore crescita economica in Cina.

Silano: Teresa Gioffreda, grazie mille per la sua disponibilità oggi. Per Morningstar sono Sara Silano, grazie per averci seguito.

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Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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