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50 giorni di guerra in Ucraina: i rischi sui mercati europei

Le Borse del Vecchio continente hanno valutazioni migliori di Wall Street, ma tra gli investitori prevale il nervosismo. La BCE lascia i tassi fermi. Sguardo rivolto al secondo turno elettorale in Francia.

Sara Silano 14/04/2022 | 15:30
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I mercati azionari europei sono a sconto, ma gli investitori si muovono con cautela e nervosismo.

Dopo 50 giorni dall’inizio dell’invasione russa in Ucraina, le Borse del Vecchio continente perdono circa l’1,34% (indice Morningstar Europe), mostrando una certa fatica a recuperare a differenza dell’equity globale che nello stesso periodo segna +4,63%. Per l’Eurozona il bilancio è ancora più pesante (-3,32%). D’altra parte, il Vecchio continente è la regione più direttamente impattata dalle conseguenze del conflitto.

L’altra faccia della medaglia dell’andamento delle Borse europee è il fatto che, proprio per i ribassi degli ultimi mesi, le valutazioni sono più attraenti che negli Stati Uniti. Gli analisti di Morningstar stimano uno sconto del 6% contro il 2% di Wall Street. Circa la metà dei titoli coperti dalla ricerca Morningstar ha quattro o cinque stelle, il che indica la possibilità di un apprezzamento delle quotazioni (clicca qui per la metodologia). Eppure, gli investitori sono nervosi.

La Banca centrale europea, che nella riunione odierna (14 aprile) ha lasciato i tassi invariati, si trova nella difficile situazione di dover bilanciare l’aumento dell’inflazione con i rischi di recessione. A marzo, l’indice dei prezzi è salito sopra le aspettative, al 7,5%, per cui molti operatori di mercato non escludono un possibile rialzo dei tassi entro l’anno. Secondo i sondaggi condotti da J.P. Morgan asset management, gli investitori detengono posizioni di duration breve nei tassi europei, proprio sulla base di questa convinzione.

I rischi per gli investitori
L’invasione russa in Ucraina sta avendo molteplici effetti sulle piazze finanziarie europee che guardano con preoccupazione ai rischi per la crescita economica e alla capacità degli stati di affrontare il problema di milioni di persone che stanno lasciando le zone di conflitto. Un secondo ordine di questioni riguarda l’aumento dei prezzi energetici e dei beni alimentari, dal momento che il Vecchio continente è fortemente dipendente dalla Russia per il gas e il petrolio e dall’Ucraina per il grano.

Il mix di aumento dell’inflazione, rallentamento economico e possibili rialzi dei tassi di interesse non piace ai mercati, che lo hanno dimostrato con la volatilità delle ultime settimane. “Il detto ‘dalla padella alla brace’ non è mai stato di maggior attualità sui mercati azionari”, dice Michael Field, senior equity analyst di Morningstar. “Il 2022 era stato etichettato come l’anno del ritorno alla normalità, dopo quasi due anni di pandemia. Ma questo non è accaduto e siamo passati da una crisi macro-economica a un’altra con l’invasione dell’Ucraina a fine febbraio”.

Incertezza per le elezioni francesi
Le presidenziali in Francia hanno aggiunto un ulteriore elemento di nervosismo sui mercati. L’esito della prima tornata elettorale ha mostrato che l’attuale presidente, Emmanuel Macron, non ha ottenuto l’ampio consenso che ci si aspettava. Il distacco dell’avversaria, Marine Le Pen, la leader del partito politico di estrema destra Rassemblement National, è stato di “appena” quattro punti percentuali. “Con Le Pen eletta nel secondo round di votazione il 24 aprile, prevediamo tre principali effetti”, afferma Marco Oprandi, responsabile dei Cross asset solutions di Cirdan Capital. “Il primo è un incremento dello spread dei titoli di stato francesi a 10 anni rispetto al benchmark tedesco (Bund decennale). Inoltre, stimiamo che il mercato azionario francese sconterebbe forti ribassi, con il CAC40 che potrebbe registrare un decremento di oltre il 5%. Infine, ciò avrebbe un impatto anche sul fronte delle valute, indebolendo l’euro. In altre parole, con Le Pen all’Eliseo la Francia potrebbe rischiare di perdere leadership in Europa”.

Idee di investimento in mercati volatili
Il nervosismo dei mercati è più che comprensibile in una situazione che presenta numerosi rischi economici e politici. Gli investitori, tuttavia, devono tenere conto che non tutte le aziende sono esposte nello stesso modo. Un aspetto fondamentale, suggeriscono gli analisti di Morningstar, è la resilienza dei modelli di business delle imprese, che spesso è frutto di un ampio vantaggio competitivo (Economic moat). Un altro fattore da tenere in considerazione sono le valutazioni. Il grafico qui sotto mostra la ripartizione delle aziende nei diversi settori, in base allo Stock Rating, con le barre blu e verdi che indicano dove ci sono più titoli a sconto.

Distribuzione del Morningstar Stock Rating per settori (4-5 stelle indicano i titoli più sottovalutati)

 Valutazioni dei titoli europei per settore in base al Morningstar rating

Vediamo alcuni dei settori nel radar dei ricercatori di Morningstar.

Infrastrutture e beni di consumo difensivi
Prendiamo il caso dell’inflazione. Ci sono aziende che hanno clausole nei contratti in essere con i clienti o un potere contrattuale che permette loro di passare gli aumenti sui clienti.  “Nella nostra copertura di imprese europee”, spiega Field, “gli operatori delle torri di comunicazione, alcuni produttori di beni di consumo difensivi di fascia alta, come Diageo, Pernod Ricard e L’Oreal, e quelli del settore infrastrutture tra gli industriali, come Vinci, ne sono un esempio”.

Utilities
L’aumento dei prezzi energetici è un’altra grande fonte di preoccupazione per gli investitori. Visto da un altro punto di vista, però, il settore dei servizi di pubblica utilità diversificati (utilities) potrebbe essere beneficiario di tali incrementi. Inoltre, con un dividend yield intorno al 4,5% è considerato dai ricercatori di Morningstar come uno dei segmenti più attraenti per chi è alla ricerca di alti dividendi.

Fintech e assicurazioni
L’invasione russa in Ucraina ha penalizzato i corsi azionari dei titoli finanziari europei, che avevano avuto un inizio di anno positivo. Nonostante la loro esposizione diretta alle zone di conflitto sia limitata, le quotazioni delle imprese del settore soffrono per l’aumento dell’inflazione e per i timori di rallentamento economico. Tuttavia, gli analisti di Morningstar pensano ci siano delle opportunità in segmenti come il fintech e le assicurazioni (in particolare le polizze personali).

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
Diageo PLC3.866,50 GBX1,54Rating
L'Oreal SA357,90 EUR0,87Rating
Pernod Ricard SA190,60 EUR0,00
Vinci SA97,84 EUR1,26Rating

Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia