Perché cercare la cedola tra i farmaceutici?

Vantaggio competitivo sostenibile nel lungo periodo e un ottimo track record nel pagamento dei dividendi, dicono gli analisti di Morningstar, sono le due caratteristiche che li rendono appetibili in ottica di income investing.

Francesco Lavecchia 21/01/2022 | 06:45
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Cosa rende i titoli farmaceutici interessanti anche da un punto di vista della cedola? In un recente report di Morningstar sul settore healthcare, gli analisti hanno messo a fuoco i punti di forza del segmento pharma in ottica di income investing: una forte posizione di vantaggio competitivo (Economic moat nella misura di Ampio) ed elevate aspettative di crescita della cedola per effetto di una significativa espansione degli utili futuri.

I punti di forza del settore farmaceutico
Secondo lo studio di Damien Conover, Direttore della ricerca azionaria di Morningstar, le grandi società farmaceutiche, in particolare quelle del segmento biopharma, possono contare su un portafoglio di brevetti che si esauriranno in periodi di tempo diversi e in differenti aree geografiche, oltre che diversificato per patologie. Questo consente loro di macinare flussi di cassa con grande costanza, realizzare elevati rendimenti del capitale per un lungo periodo di tempo e, sul fronte dei dividendi, di avere una cedola sostenibile. Queste aziende, infatti, hanno una grossa liquidità a disposizione per finanziare le attività di Ricerca & Sviluppo che garantiscono la possibilità di mantenere un portafoglio brevetti ricco e diversificato e un payout ratio che in media si attesta attorno al 50% per le aziende del settore.

La percentuale, dice Conover nel suo report, dovrebbe mantenersi stazionaria nei prossimi 10 anni, ma la crescita degli utili delle società farmaceutiche farà da traino a quella della cedola. A sostegno di questa tesi ci sono i dati relativi ai tagli al dividendo effettuati nell’ultimo decennio, che mostrano come Schering-Plough e la Pfizer siano state le uniche due società a ridurlo. Anche se nel caso di Pfizer la decisione è stata motivata dalla necessità di finanziare un’acquisizione.

Conover segnala solo due aziende che farebbero eccezione in questa prospettiva di crescita costante del dividendo: GlaxoSmithKline e AstraZeneca. La prima viene da un decennio in cui non è riuscita ad aumentare la cedola, un segnale preoccupante che avrebbe dovuto già far riflettere gli investitori sulla possibilità di un taglio, considerando la tendenza del settore. In più, Glaxo è in procinto di dismettere il segmento consumer health (farmaci da banco). Per queste ragioni le attese sono per una riduzione del 30% nel 2022. Il caso di AstraZeneca è diverso, se è vero che anche il gruppo britannico ha avuto un decennio di dividendi statici, le prospettive di crescita futura della cedola sono alte perché supportate da una pipeline di prodotti molto ricca che, dicono gli analisti, dovrebbe sostenere il progresso degli utili negli anni a venire.

Le migliori idee di investimento 
All’interno dell’industria farmaceutica, che mediamente è scontata sul mercato del 15% rispetto al fair value (relativamente ai titoli coperti dall’analisi Morningstar), troviamo titoli che riescono ad abbinare ampi margini di apprezzamento e una cedola generosa e sostenibile nel tempo. Conover, nel suo report, indica Roche e Merck come le due migliori idee di investimento di Morningstar nel comparto. “Roche è un'azienda che è davvero ben posizionata nel segmento oncologico, un’area in cui è in grado di esercitare al meglio il suo potere di determinazione dei prezzi”, spiega nella sua analisi. “L'altra cosa che ci piace molto è la sua esposizione al ramo della diagnostica, poiché quello che stiamo vedendo ultimamente è l’importanza di questo asset nello sviluppo di farmaci molto specifici. L’azienda ha sempre aumentato la cedola negli ultimi 10 anni e ipotizziamo che possa mantenere questo trend positivo considerate le nostre ipotesi di una crescita media degli utili del 10% nei prossimi cinque anni. Il titolo offre uno yield del 2,5% ed è scontato del 20% rispetto al fair value di 460 franchi svizzeri (report aggiornato al 4 gennaio 2022). Merck, dal canto suo, ha un prodotto chiave chiamato Keytruda, un farmaco immuno-oncologico utilizzato per molti tipi di cancro, incluso quello ai polmoni. Il suo brevetto non scadrà prima del 2028-2032, a seconda dei vari paesi in cui viene commercializzato, e questo significa che rappresenta un grande driver di crescita per l'azienda, sia dal punto di vista del fatturato che da quello degli utili, considerato che si tratta di un prodotto ad elevati margini di profitto. Anche in questo caso la cedola promette di essere sostenibile, considerato che il gruppo statunitense è sempre stato in grado di aumentarla negli ultimi 10 anni. Inoltre, il titolo garantisce un dividend yield del 3,2% ed è scambiato a un rapporto Prezzo/Fair value di 0,87 (report aggiornato al 23 dicembre 2021)”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Titoli citati nell'articolo

Nome TitoloPrezzoCambio (%)Morningstar Rating
AstraZeneca PLC10.494,00 GBX2,38Rating
GlaxoSmithKline PLC1.764,00 GBX1,87Rating
Merck & Co Inc93,55 USD1,59Rating
Roche Holding AG319,70 CHF0,88Rating

Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia