Cercare rendimento quando l’inflazione cresce

L’aumento del carovita rischia di incidere sull’income delle azioni e delle obbligazioni. Quest’anno, dicono i responsabili degli investimenti di MIM, nelle scelte di portafoglio bisognerà essere selettivi.

Marco Caprotti 19/01/2022 | 09:02
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binocolo

Sono tempi difficili per chi va alla ricerca di income. E quando si parla di pericoli per gli investitori che si dedicano a questa attività, l’inflazione può essere messa sicuramente in cima alla lista.

Per quanto riguarda gli Stati Uniti, l’ultimo dato reso noto dal Labor Department dice che il Cpi (Consumer price index) nel 2021 è cresciuto del 7%, il massimo progresso annuale dal 1982. Le previsioni di Morningstar sono per un rallentamento a partire da metà 2022 per arrivare a una media del 3,6% l'anno prossimo.

Andamento dell’inflazione Usa 2018-2021
 

Nel Vecchio continente, secondo i dati finali diffusi da Eurostat, il tasso di inflazione annuo dell'area dell'euro è stato del 5% a dicembre 2021, rispetto al 4,9% di novembre. Un anno prima, il tasso era stato del -0,3%. L'inflazione annua dell'Unione Europea è stato del 5,3% a dicembre 2021, rispetto al 5,2% di novembre. Un anno prima, il tasso era stato dello 0,3%.

“Quando l'inflazione si materializza l’impatto può essere pesante in diversi segmenti di investimento”, spiega Marta Norton, Chief Investment Officer Americas di Morningstar Investment Management (MIM). “Gli investitori con orizzonti temporali di breve periodo, che di solito hanno una maggiore esposizione alle obbligazioni, sono particolarmente vulnerabili. Una parte significativa del rendimento totale generato dalle obbligazioni deriva dal reddito che, per la maggior parte dei bond, è predeterminato (da qui il termine “reddito fisso” con cui comunemente ci si riferisce agli strumenti di debito). Con l'aumento dell'inflazione, il reddito fisso dato dai bond vale meno”, dice Norton.

Per difendersi, gli investitori di solito vendono le obbligazioni, spingendo i prezzi al ribasso e danneggiando ulteriormente i rendimenti. Ma non sono solo i bondholder a soffrire durante i periodi di inflazione. “I mercati azionari, ad esempio, pur non avendo gli stessi problemi del reddito fisso, subiscono l’inflazione. Anche il loro rendimento totale può essere in pericolo”, dice Norton. “I dividendi distribuiti dalle aziende valgono meno e gli utili possono risentire dei costi maggiori delle materie prime, in particolare se le società non sono in grado di trasferire gli aumenti sui consumatori. Quando i guadagni vanno sotto pressione, cala la capacità di generare rendimenti superiori all'inflazione”.

Come muoversi?
In una situazione del genere, come conviene muoversi per cercare rendimento? “L'approccio all’income nel 2022 richiede una strategia selettiva”, dice Mike Coop, Chief Investment Officer, Europe Middle-East & Africa di MIM. “In genere quando si va a caccia di rendimento si cerca di orientare i portafogli verso classi di attività che danno income più elevato, come titoli ad alto dividendo e il debito dei mercati emergenti. Tuttavia, alcuni degli asset più popolari possono comportare  significativi rischi di ribasso e talvolta non mostrano nessuna possibilità di crescita”.

Secondo il responsabile degli investimenti di MIM le obbligazioni a più lunga scadenza non saranno uno strumento che servirà agli investitori affamati di reddito nel 2022. “In generale pensiamo che la ricerca esasperata del rendimento in questo momento sia un peccato capitale”, spiega Coop. “Se viene portata all'estremo fa aumentare i rischi, soprattutto se non si comprende appieno ciò che si è messo in portafoglio e qual è il suo scopo. La pazienza sarà fondamentale, poiché sarà difficile, se non impossibile, ottenere rendimenti superiori al 4% nel 2022 senza accettare rischi significativi”.

Secondo Coop gli investitori dovranno concentrarsi su tre fattori:

-La crescita dell’income.

-Una certa crescita del capitale per stare al passo con l'inflazione.

-La tenuta delle cedole, considerando che i tagli ai dividendi sono un problema da evitare.

“Cerchiamo queste caratteristiche in tutti i nostri portafogli, non solo nelle strategie income, perché le fonti di reddito sono un driver dei rendimenti e, generalmente, danno risultati affidabili”, dice Coop. “A livello settoriale le banche sono una fonte di reddito abbastanza popolare, sono un'area che generalmente troviamo interessante ed è rappresentata in molti portafogli. Quando si tratta di solidità, anche i settori azionari difensivi come i beni di prima necessità, l’healthcare e le utility sono aree naturalmente orientate a dare income. I rendimenti al momento non sono elevati in termini assoluti, ma aiutano a compensare il rischio e appaiono sostenibili nel tempo”.

Versione aggiornata con i dati finali dell'inflazione area euro e Unione europea a dicembre 2021 e con la sostituzione del grafico sull'andamento dell'inflazione. 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.