I settoriali corrono. Meglio diversificare

Energia, finanziari, private equity e risorse naturali sono fra i segmenti migliori da inizio anno. Quando si hanno in portafoglio asset così concentrati, dicono gli analisti di Morningstar, è meglio controllare di non essere sbilanciati.

Marco Caprotti 14/10/2021 | 10:48
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venture agtech

Alcuni fondi settoriali stanno regalando buone soddisfazioni agli investitori. Segmenti come l’energia (+45,5% in euro), il private equity (+37%), i servizi finanziari (+26,5%) e le risorse naturali (+25,7%) da inizio anno (fino al 12 ottobre) sono nella top ten delle categorie Morningstar in termini di performance. E, come ogni volta che si ha a che fare con strumenti molto concentranti su una sola asset class, ha senso chiedersi se gli investitori che li hanno in portafoglio siano adeguatamente diversificati.

Fondi settoriali a confronto
categorie a confronto
Dati in euro aggiornati al 12 ottobre 2021

“I fondi settoriali consentono agli investitori di possedere un particolare segmento di mercato e possono essere utilizzati per sovra o sottopesare settori e industrie, in linea con i propri obiettivi di investimento”, spiega Sachin Nagarajan, data journalist di Morningstar. “Prima di investire in un fondo settoriale, però, ha senso determinare innanzitutto quanta esposizione si ha già su quel segmento. Potrebbe essere più alta di quanto si pensi”.

Prendiamo, a titolo di esempio, il caso di un investitore che abbia uno strumento che gli dà una forte (o completa) esposizione all’azionario Usa e che aggiunga, attraverso un sector fund, dei titoli tecnologici. Considerando che il paniere Morningstar US Market è composto per il 25% da società technology (al 30 settembre 2021), l’ipotetico investitore rischierebbe di trovarsi eccessivamente esposto a un singolo comparto del mercato.

Esposizione settoriale indice Morningstar US Market
settori indice
Fonte: Morningstar Direct

“Dal punto di vista strategico, sarebbe meglio compensare l'esposizione tecnologica del paniere investendo in settori che costituiscono porzioni più piccole dell'indice generale”, dice Nagarajan.

Come diversificare
Se, in teoria, il processo di diversificazione sembra semplice, nella pratica la questione cambia. Diversificare significa avere molti investimenti differenti nel proprio portafoglio. In questo modo, quando un segmento sta andando bene, quella parte del portafoglio compensa quelle che procedono a rilento. Nel complesso, però, mano a mano che l'intera economia migliorerà, il portafoglio crescerà con essa.

Con questo in mente, verrebbe da pensare che convenga acquistare azioni e fondi che abbraccino molti settori. Ma ci sono almeno due motivi per cui non conviene farlo. Il più intuitivo è perché per molti investitori sarebbe troppo costoso.

L’altra ragione è che spesso non si riesce a dare il giusto peso ad un nuovo asset all’interno del portafoglio.

“Diversificare il portafoglio in maniera eccessiva probabilmente non porterà a risultati migliori e può anche essere controproducente”, spiega Amy C. Arnott, Portfolio strategist di Morningstar. “Spesso si legge dei vantaggi teorici di una classe di attività e si decide di aggiungerla al portafoglio, ma poi si finisce per dargli solo una posizione marginale. Sicuramente la diversificazione, sia all'interno che tra le diverse classi di attività, può migliorare i rendimenti a lungo termine. Ma se si vuole adottare questa strategia per ridurre i rischi, bisogna essere sicuri che la posizione sia abbastanza grande da contare”.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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