Fondi, diversificare è un po’ più facile

PORTAFOGLI ROBUSTI. Abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione tra le principali categorie Morningstar a uno, tre e cinque anni, aggiornati a fine settembre.

Valerio Baselli 25/10/2023 | 10:47
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Diversificazione

Come ci ha insegnato il padre della Moderna teoria di portafoglio, nonché premio Nobel Harry Markowitz, scomparso lo scorso 22 giugno, più un portafoglio finanziario è composto da titoli di natura diversa, più in generale si abbassa il grado di rischio.

L’asset allocation, infatti, non deve essere giudicata solo dalle performance, ma anche dall’equilibrio che riesce a trovare tra rischio e rendimento nel lungo periodo. Un rapporto che, per sua natura, è precario e mutevole e che perciò deve essere continuamente ricercato tramite l’attività di ribilanciamento degli investimenti.

Più semplice a dirsi che a farsi. Dati alla mano, diversificare la propria allocazione di capitale sta diventando sempre più difficile. Il 2022, ad esempio, è stato uno degli anni peggiori di sempre per il classico portafoglio 60/40, composto cioè da azioni per il 60% e da obbligazioni per il restante 40%. Ma come ha spiegato Giulio Renzi-Ricci di Vanguard Europe in questa video intervista, la più classica delle allocazioni tra azioni e obbligazioni è ancora attuale e utilizzabile. Ciò che conta sono le correlazioni tra diverse classi di attivi.

L’anno passato abbiamo assistito a un crollo generalizzato di quasi tutti gli investimenti, siano stati essi azionari od obbligazionari, e in parte questa monodirezionalità ha continuato anche nei primi nove mesi del 2023. Insomma, non c’è molto da stupirsi se negli ultimi due anni la correlazione tra le varie asset class è salita e in alcuni casi anche di parecchio.

L’analisi
A livello generale, le categorie azionarie e quelle obbligazionarie hanno leggermente diminuito i loro coefficienti di correlazione rispetto all’anno passato; tuttavia, restiamo molto distanti dalla situazione pre-invasione russa in Ucraina.

Basti pensare che il 2021 vedeva ben 28 casi di coefficienti di correlazione negativi, mentre nel 2022 ce n’era solo uno. Negli ultimi 12 mesi (a fine settembre), invece, si vedono tre casi di correlazione negativa e altri sei sostanzialmente prossimi allo zero. Insomma, alcune asset class si sono mosse in maniera decorrelata.

Tra le categorie a reddito fisso, quelle dei fondi obbligazionari high yield in dollari e degli obbligazionari diversificati in dollari sono le due che hanno offerto maggior diversificazione. La seconda, ad esempio, presenta un coefficiente di correlazione a un anno di appena lo 0,03 rispetto ai fondi obbligazionari high yield in euro e del -0,20 rispetto alle strategie azionarie Eurozona large-cap.

In linea generale, i fondi azionari America latina hanno diminuito la loro correlazione con le altre categorie nel corso degli ultimi cinque anni, in particolare con gli azionari emergenti asiatici.

Guardando le tabelle, anche solo visivamente si nota come le categorie Morningstar, azionarie e obbligazionarie, abbiano in generale aumentato la correlazione tra di loro nell’ultimo anno (per interpretarle si possono seguire i colori: più la casella tende al verde, più la correlazione sarà elevata; al contrario, più la casella tende al rosso, più il coefficiente sarà negativo).

Calcolare il coefficiente di correlazione del proprio portafoglio è un esercizio piuttosto complesso. Per avere un’idea di ordine generale, che comunque può già essere molto utile a evitare eventuali sovrapposizioni, abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione delle 14 principali categorie Morningstar, a uno, tre e cinque anni, aggiornati al 30 settembre 2023.

Le categorie oggetto dell’analisi sono le seguenti (i numeri corrispondono a quelli che appaiono nelle tabelle):

  1. Obbligazionari Corporate EUR
  2. Obbligazionari Governativi EUR
  3. Obbligazionari High Yield EUR
  4. Obbligazionari Inflation-Linked EUR
  5. Obbligazionari Corporate USD
  6. Obbligazionari High Yield USD
  7. Obbligazionari Diversificati USD
  8. Obbligazionari Paesi Emergenti
  9. Azionari Europa Large Cap Blend
  10. Azionari Eurozona Large Cap 
  11. Azionari Giappone Large Cap
  12. Azionari USA Large Cap Blend
  13. Azionari Asia-Pacifico ex. Giappone
  14. Azionari America Latina

 

Il coefficiente di correlazione misura in che modo la performance di uno strumento influenza l’andamento di un altro: varia tra -1 e +1. Un coefficiente pari a 0 indica che non vi è alcuna correlazione tra i due fondi. Un coefficiente pari a 1 segnala che c'è una correlazione positiva perfetta, il che significa che i due strumenti si muovono assieme: se uno sale del 10%, lo fa anche l’altro e viceversa. Ovviamente, in caso di perfetta correlazione negativa (uguale -1) il rapporto è inverso: se il primo sale del 10%, il secondo perde il 10%.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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