Correlazioni, l’Europa emergente balla da sola

PORTAFOGLI ROBUSTI. Abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione tra i mercati azionari delle principali aree geografiche a uno, tre e cinque anni, aggiornati a fine gennaio.

Valerio Baselli 07/02/2024 | 09:15
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Correlazione

La diversificazione è un concetto che assume diverse forme. Oltre a investire in molteplici asset class, un altro piano su cui è necessario differenziare le proprie scelte è quello geografico. Non a caso, la ripartizione per Paesi o per regioni è tra le informazioni principali quando si esamina un portafoglio finanziario.

In un mondo sempre più globalizzato è fondamentale avere un’idea di come i vari Paesi a cui si è esposti si influenzino a vicenda, in modo da evitare di investire in regioni soggette a movimenti molto simili.  

Le tabelle sottostanti, ad esempio, certificano come nel corso degli ultimi tre anni i tassi di correlazione tra i vari mercati azionari internazionali siano in generale aumentati, tranne in un caso: quello dell’Europa emergente. Questo per molteplici ragioni, in particolare una congiuntura economica disallineata da quella occidentale e lo scoppio della guerra in Ucraina.

Da notare, però, che nelle tre tabelle troviamo una sola correlazione negativa, quella a tre anni tra l’America latina e (appunto) l’Europa emergente. Un situazione ben diversa da quella registrata, ad esempio, a fine giugno 2022, quando tra le correlazioni a un anno ce n’erano ben 13 negative. Insomma, i mercati azionari hanno aumentato di molto la loro correlazione nel corso degli ultimi 18 mesi, soprattutto quelli cinese e indiano.

Il tasso di correlazione tra l’indice Morningstar China e il Morningstar US, infatti, è passato dallo 0,19 a tre anni allo 0,60 negli ultimi 12 mesi. O ancora, quello tra il mercato cinese e quello indiano è passato da 0,08 a 0,45 nello stesso lasso di tempo.

I mercati dell’Europa emergente, invece, continuano a restare tra i più indicati per diversificare, anche rispetto ad altre aree in via di sviluppo. La correlazione a 12 mesi tra l’indice EM Europe e quello dedicato ai mercati globali, ad esempio, è solo dello 0,19, mentre quella con i mercati emergenti globali (Morningstar Emerging Markets) appena dello 0,14.

Sempre molto interconnesse tra loro, invece, le aree sviluppate. I mercati internazionali e quello americano hanno avuto un tasso di correlazione dello 0,99 nell’ultimo anno (0,98 a tre e cinque anni); in linea generale, Usa, Europa, zona euro e mercati internazionali hanno delle correlazioni superiori allo 0,86 su tutti i periodi temporali.

Le aree geografiche oggetto dell’analisi sono elencate di seguito. I numeri corrispondono a quelle che appaiono nelle tabelle (più la casella tende al verde, più la correlazione è elevata; al contrario, più la casella tende al rosso, più il coefficiente è negativo).

 

  1. Morningstar Global Markets
  2. Morningstar US Market
  3. Morningstar Eurozone
  4. Morningstar Europe
  5. Morningstar EM Europe
  6. Morningstar UK
  7. Morningstar Asia ex Japan             
  8. Morningstar Japan
  9. Morningstar China
  10. Morningstar EM Americas
  11. Morningstar Global EM
  12. Morningstar Global Real Estate
  13. Morningstar India

 

 

Il coefficiente di correlazione è un parametro che misura in che modo la performance di uno strumento influenza l’andamento di un altro. Varia tra -1 e +1. Un coefficiente pari a 0 indica che non vi è alcuna relazione tra le performance dei due settori. Un coefficiente pari a 1 significa che c'è una correlazione positiva perfetta, il che significa che i due indici si muovono assieme, se uno sale del 10%, lo fa anche l’altro, e viceversa. Ovviamente, in caso di perfetta correlazione negativa (uguale -1) il rapporto è inverso: se il primo sale del 10%, il secondo perde il 10%.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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