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Correlazione mercati, Est Europa e Cina ballano da sole

PORTAFOGLI ROBUSTI. Abbiamo calcolato i coefficienti di correlazione tra le principali aree geografiche a uno, tre e cinque anni, aggiornati a fine giugno.

Valerio Baselli 10/08/2022 | 09:25
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Correlazioni

La diversificazione è un concetto che assume diverse forme. Oltre a investire in molteplici asset class, un altro piano su cui è necessario differenziare le proprie scelte è quello geografico. Non a caso, la ripartizione per Paesi o per regioni è tra le informazioni principali quando si esamina un portafoglio finanziario.

In un mondo sempre più globalizzato è fondamentale avere un’idea di come i vari Paesi a cui si è esposti si influenzino a vicenda, in modo da evitare di investire in regioni soggette a movimenti molto simili.  

Le tabelle sottostanti, ad esempio, certificano come nel corso degli ultimi tre anni i tassi di correlazione tra i vari mercati azionari internazionali siano in generale diminuiti.

Per ragioni molto diverse tra loro (da un lato una congiuntura economica disallineata da quella occidentale e dall’altro lo scoppio della guerra in Ucraina) i casi più eclatanti sono quelli dell’Europa emergente e della Cina. 

Il tasso di correlazione tra l’indice Morningstar EM Europe e il Morningstar EM Americas, ad esempio, è passato dallo 0,25 a tre anni al -0,51 negli ultimi 12 mesi. I Paesi dell’America latina, almeno in parte, hanno infatti tratto beneficio dal boom dei prezzi delle commodity energetiche e agricole, essendo la regione soprattutto costituita da economie esportatrici di materie prime. Allo stesso tempo, il conflitto armato ha fatto crollare i valori di mercato delle Borse est europee. 

La Cina, dal canto suo, mostra correlazioni positive a un anno solo in tre casi su 12: con l’Europa emergente, con i mercati globali in via di sviluppo e con la regione asiatica Giappone escluso. La correlazione del mercato azionario cinese con i mercati globali è passata dallo 0,40 a tre anni al -0,12 negli ultimi 12 mesi.

Interessante notare come invece l’altro gigante asiatico, l’India – seppur anch’essa abbia diminuito la propria correlazione con gli altri mercati internazionali nel corso degli ultimi tre anni – presenti l’unico tasso negativo proprio con la Cina.

Sempre molto interconnessi tra loro, invece, le aree sviluppate. I mercati internazionali e quello americano hanno avuto un tasso di correlazione dello 0,99 nell’ultimo anno (0,98 a cinque anni); in linea generale, Usa, Europa, zona euro e mercati internazionali hanno delle correlazioni superiori allo 0,93 su tutti i periodi temporali.

Le aree geografiche oggetto dell’analisi sono elencate di seguito. I numeri corrispondono a quelle che appaiono nelle tabelle (più la casella tende al verde, più la correlazione è elevata; al contrario, più la casella tende al rosso, più il coefficiente è negativo).

  1. Morningstar Global Markets
  2. Morningstar US Market
  3. Morningstar Eurozone
  4. Morningstar Europe
  5. Morningstar EM Europe
  6. Morningstar UK
  7. Morningstar Asia ex Japan             
  8. Morningstar Japan
  9. Morningstar China
  10. Morningstar EM Americas
  11. Morningstar EM
  12. Morningstar Global Real Estate
  13. Morningstar India

Il coefficiente di correlazione è un parametro che misura in che modo la performance di uno strumento influenza l’andamento di un altro. Varia tra -1 e +1. Un coefficiente pari a 0 indica che non vi è alcuna relazione tra le performance dei due settori. Un coefficiente pari a 1 significa che c'è una correlazione positiva perfetta, il che significa che i due indici si muovono assieme, se uno sale del 10%, lo fa anche l’altro, e viceversa. Ovviamente, in caso di perfetta correlazione negativa (uguale -1) il rapporto è inverso: se il primo sale del 10%, il secondo perde il 10%.

L'analisi è stata realizzata con la piattaforma per professionisti finanziari, Morningstar Direct. Clicca qui per saperne di più sulle sue funzionalità.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.