4 rischi che non sempre sono nel radar degli investitori

Evitare i pericoli in Borsa è impossibile. Soprattutto se si vogliono ottenere buoni rendimenti. Valutare anche quelli meno conosciuti e calibrarli all’interno del portafoglio, dicono gli analisti di Morningstar, è la sfida da affrontare.

Marco Caprotti 07/07/2021 | 10:44
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rischio

Un proverbio cinese recita che non ci si può rifiutare di mangiare solo perché c’è il rischio di restare soffocati. Il principio vale anche in finanza, dove una premessa fondamentale della teoria degli investimenti dice che per ottenere buoni rendimenti bisogna affrontare un certo livello di pericolo.

Ma ci sono rischi e rischi e questi possono dipendere dagli obiettivi personali, dalla propria situazione finanziaria o da eventi improvvisi che possono capitare nella vita.

Alcuni dei rischi che gli investitori sono pronti ad affrontare sono abbastanza conosciuti come la volatilità, o quelli legati ai paesi emergenti. Ma ci sono elementi di incertezza che, spesso, non sono nel radar degli investitori, soprattutto di quelli cosiddetti retail. Eccone alcuni.

Il rendimento corretto per il rischio
Il rendimento corretto per il rischio è una evoluzione della semplice classificazione degli investimenti in base alla cronologia dei rendimenti. Le misure comunemente utilizzate includono l'indice di Sharpe,  o il Morningstar Rating per i fondi (lo Star rating). “I professionisti degli investimenti spesso preferiscono misure di rendimento aggiustate per il rischio perché mostrano se i rendimenti sono stati sufficientemente alti da compensare il rischio”, spiega Josh Charlson, Senior fund analyst di Morningstar. “Un punto debole di queste misure è che sono retrospettive e  quindi è necessario essere cauti nell'applicarle ai risultati futuri”.

Non Normal risk
Un punto debole delle misure di rischio tradizionali è che presuppongono rendimenti normali per asset particolari (come alcuni investimenti alternativi) o eventi anomali (i cosiddetti cigni neri). “In effetti, una critica ad alcuni modelli di valutazione del rischio nel 2008 è stata che non hanno tenuto conto delle ingenti perdite che si sarebbero potuto verificare nel mercato dei mutui”, spiega Charlson.

Ma prevedere la possibilità di eventi rari è un'impresa difficile. “I crolli del mercato si sono verificati più frequentemente di quanto i dati siano stati in grado di prevedere”, spiega Paul Kaplan, direttore della ricerca di Morningstar.

Crolli dei mercati nella storia
crolli mercati

Valuation risk
Le precedenti misure di rischio sono calcolate sulle performance passate degli investimenti. Il valuation risk, invece, cerca di essere più lungimirante. “In sostanza, il rischio di valutazione dice che potresti aver pagato di più per un investimento rispetto al suo valore fondamentale e che il suo prezzo alla fine scenderà per allinearvisi. Può anche riferirsi a interi mercati gonfiati da un'eccessiva esuberanza (si pensi alla bolla tecnologica nel 1999 o al settore immobiliare nel 2006)”. Le misure di valutazione comunemente usate per le azioni includono il rapporto price/earning o il price/book.

Rischio di concentrazione
Il rischio di concentrazione è un elemento fondamentale sia per i singoli fondi che per un portafoglio più ampio. “La diversificazione è probabilmente lo strumento più importante per ridurre il rischio”, spiega Charlson. “Un fondo concentrato che detiene un basso numero di azioni è soggetto a un rischio maggiore perché può essere condizionato negativamente da poche società che stanno andando male”.

Allo stesso tempo, i fondi più concentrati possono avere maggiori potenzialità di sovraperformare. “Gli investitori dovrebbero essere attenti a non allocare importi considerevoli del loro portafoglio in un singolo gestore, uno stile di investimento o un settore e stare attenti a non avere partecipazioni concentrate in pochi titoli.”, spiega Charlson.

Non evitare il rischio
Detto tutto questo, bisogna anche aggiungere che il rischio non è qualcosa da evitare del tutto se si vogliono ottenere rendimenti migliori. “Valutare quali rischi correre e calibrarli adeguatamente è la sfida dell'investitore”, dice Charlson. “Incrociare diverse metriche di rischio e approfondire le analisi sugli eventi inaspettati probabilmente metterà l’investitore nella direzione giusta per raggiungere i suoi obiettivi. Infine, un orizzonte temporale lungo è il sistema migliore per mitigare molti di questi pericoli dei rischi elencati”.

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.