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Fondi attivi bocciati al test 2020

Secondo un rapporto Morningstar, solo la metà degli active manager ha superato gli indicizzati nel sell-off di un anno fa e durante il successivo rally.

James Gard 06/04/2021 | 10:11
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Morningstar active passive Barometer

I gestori di fondi attivi non sono riusciti a sfruttare a loro vantaggio la volatilità del mercato azionario del 2020. In base all’ultimo Barometro Morningstar dei fondi attivi e passivi, solo la metà degli active fund è riuscita a superare gli indicizzati durante il sell-off e la ripresa del 2020.

I numeri sono ancora peggiori sul lungo termine, con appena il 25% dei fondi attivi che fa meglio delle controparti passive su 10 anni. In alcune categorie, i tassi di successo sono disastrosi: negli Azionari Usa larg-cap growth, nessun fondo attivo ha battuto la controparte passiva nell’ultimo decennio. Non c'è da meravigliarsi, quindi, della crescente popolarità delle strategie indicizzate tra gli investitori europei.

Morningstar produce il Barometro due volte l'anno e copre quasi 21.000 fondi attivi e passivi in tutta Europa per un patrimonio di circa 4.400 miliardi di euro. Il precedente rapporto è stato pubblicato a settembre. Sei mesi dopo, la tendenza è la stessa. Nel 2020, su 65 categorie analizzate, solo il 50,2% dei fondi attivi ha battuto i passivi. La percentuale è in calo rispetto al 52,4% della prima metà del 2020, un periodo caratterizzato da forte volatilità a causa della pandemia di Covid 19. In 63 categorie, gli investitori avrebbero fatto meglio a scegliere un fondo passivo piuttosto che uno attivo.

La categoria peggiore è stata US Large-Cap Growth Equity, dove nessun fondo attivo ha superato i passivi in 10 anni. Solo il 6% dei fondi US Large-Cap Blend è riuscito a sovraperformare, il 15,3% dei comparti US Large-Cap Value e il 26,1% degli US Small-Cap Equity.

Il tasso di successo dei fondi attivi nel 2020

Il trionfo dei fondi passivi statunitensi
La performance stellare di alcuni dei più grandi titoli del mercato statunitense negli ultimi anni ha indubbiamente reso difficile la sovraperformance dei gestori attivi. L'S&P 500 è salito di circa il 200% in 10 anni e Tesla è cresciuta del 700% solo l'anno scorso, mentre giganti della tecnologia come Amazon, Alphabet e Facebook hanno goduto di anni di forti rendimenti.

Le small cap statunitensi, tuttavia, non si sono comportate nello stesso modo, il che dovrebbe significare che i gestori di fondi attivi possono trovare opportunità nascoste e sovraperformare. In realtà, questo è avvenuto nel 2020, ma nel lungo periodo i fondi indicizzati hanno fatto meglio anche tra gli azionari a medio-piccola capitalizzazione.

Si pensa anche che il Giappone sia un "mercato da stockpicker", ma ancora una volta i risultati suggeriscono il contrario: su 10 anni, circa l'88% dei fondi passivi a grande capitalizzazione ha battuto gli attivi. Gli indicizzati hanno ancora fatto meglio su periodi di uno, tre e cinque anni. Solo nel 2020 l'equilibrio si è spostato verso le strategie attive per i fondi small/mid-Cap, ma solo marginalmente, dato che il 56,8% dei fondi attivi ha sovraperformato.

Uno dei mercati migliori l’anno scorso è stato quello coreano. Anche qui nessun fondo attivo è riuscito a sovraperformare su un periodo di 10 anni e solo il 27,3% è stato in grado di farlo nel 2020. All'estremità opposta dello spettro, un impressionante 97% dei fondi azionari attivi russi ha battuto gli indicizzati nel 2020, un anno di volatilità per un paese che è molto dipendente dal petrolio. Altri mercati in cui i fondi attivi hanno trionfato negli ultimi 12 mesi includono Austria, Hong Kong e Norvegia.

La sopravvivenza del più forte
In molte categorie, la scarsa performance porta alla chiusura dei fondi o alla fusione con altri. I comparti attivi hanno pagato un prezzo più alto rispetto agli indicizzati da questo punto di vista. Morningstar misura il tasso di "sopravvivenza" delle categorie di fondi per determinare la percentuale di quelli che hanno superato la prova del tempo.  In 10 anni, circa il 90% dei fondi attivi nello spazio mid-cap del Regno Unito è sopravvissuto - tre volte il tasso di sopravvivenza dei fondi attivi nella categoria Large-Cap del Regno Unito. Guardando a un arco temporale più breve, tutti i fondi della coorte mid-cap sono sopravvissuti al 2020, rispetto al 92,6% dei fondi large-cap gestiti attivamente.

La resilienza dei fondi a media capitalizzazione del Regno Unito nel corso del decennio è ancora più notevole se confrontata con altre categorie: solo il 14% dei fondi olandesi e il 20% di quelli brasiliani hanno raggiunto il loro decimo compleanno. Più vicino a casa, solo il 26% dei fondi in titoli di stato britannici e il 31% dei fondi a grande capitalizzazione britannici hanno raggiunto il traguardo dei 10 anni.

Il tasso di successo dei fondi attivi UK Mid cap

“Il barometro attivo/passivo è un utile strumento di misurazione che può aiutare gli investitori a calcolare le probabilità di successo dei fondi attivi", dice Dimitar Boyadzhiev, analista senior di Morningstar Europe. "Il sell-off causato dal Coronavirus e il successivo rimbalzo hanno messo alla prova la teoria secondo cui i fondi attivi sono generalmente in grado di navigare meglio nella volatilità del mercato rispetto agli indicizzati".

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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James Gard  Editor di Morningstar