Meglio un bond o un fondo obbligazionario?

Le singole emissioni costano meno e danno garanzie sul rendimento. Le gestioni promettono una maggiore diversificazione e una bassa esposizione al rischio di default.

John Rekenthaler, CFA 21/01/2021 | 08:25
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bond

Quando si investe nel reddito fisso è meglio puntare sulle singole emissioni o è preferibile affidarsi a un fondo comune di investimento? A questa domanda non c’è una risposta che vada bene per tutte le tipologie di risparmiatori. Entrambi gli strumenti hanno dei vantaggi e degli svantaggi. Di seguito i motivi per cui preferire le singole obbligazioni e quelli per i quali è meglio affidarsi a un gestore.

A favore delle obbligazioni

Costi inferiori
L'acquisto diretto di obbligazioni costa meno che possedere fondi obbligazionari gestiti attivamente. Ormai le commissioni di transazione del broker, alla stregua di quelle per l’acquisto di titoli azionari, si è ridotta quasi a zero. Una spesa significativa, invece, è quella rappresenta dalla differenza non dichiarata tra ciò che il broker ha pagato per l'obbligazione e ciò che addebita sul nostro conto per la sua vendita. Il margine di profitto del broker è più alto delle spese correnti di un comparto obbligazionario corporate gestito attivamente. Tuttavia, dato che tale commissione viene prelevata ogni anno, mentre il markup sulla singola obbligazione viene pagato solo al momento dell’acquisto, possedere il fondo per 10 anni costa molto di più di un bond decennale che viene detenuto fino alla data di scadenza.

Garanzie sul rendimento
Un altro vantaggio dei bond è che l’investitore sa con certezza quale sarà il suo rendimento. Certo, il prezzo del titolo può variare, ma questo è un fattore irrilevante se si detiene l’obbligazione fino a scadenza. Al contrario, i rendimenti dei fondi obbligazionari oscillano e non è possibile conoscere l'eventuale prezzo al quale si venderanno le quote. Inoltre, se la società di gestione decidesse di liquidare o fondere il comparto l'investitore si troverebbe ad essere proprietario di qualcosa che non ha acquistato.

A favore dei fondi obbligazionari

Semplicità dell’investimento
Il motivo principale per cui gli investitori scelgono fondi obbligazionari rispetto ai singoli bond è la semplicità. In genere i piccoli risparmiatori cercano un solo comparto che possiede titoli a medio termine e di alta qualità. Sul mercato c’è un’abbondante offerta di questi prodotti e, con rare eccezioni, ogni anno le loro performance variano entro di un paio di punti percentuali l'uno dall'altro, o rispetto ai principali indici obbligazionari. Per questo motivo chi acquista fondi di questo tipo li mette di solito nel cassetto considerandoli investimenti di lungo periodo.

È vero, non tutti gli investitori sono uguali. C’è chi ha necessità di puntare a un rendimento più elevato o di proteggersi dal rischio di tasso di interesse, oppure di diversificare l’esposizione geografica. Per questo un unico fondo potrebbe non essere sufficiente. Ad ogni modo, il principio di base non cambia: è più facile aggiungere in portafoglio dei fondi piuttosto che delle singole obbligazioni. 

Minore esposizione al rischio default
Abbiamo già detto di come i possessori di quote di un fondo possano essere sorpresi dalla decisione della società di gestione di fondere il comparto in cui si è investito con un altro. Tuttavia, in questo caso le conseguenze per l’investitore non vanno oltre il fastidio di dover ritoccare il proprio portafoglio. E anche quando si registrano declassamenti del merito creditizio, a meno che non avvengano a ondate come durante i periodi di recessione, esse non producono effetti significativi su portafogli diversificati. Diverso, invece, è il discorso per chi investe direttamente in obbligazioni.

Tendenzialmente chi ha acquista bond investment grade dovrebbe essere tutelato da questo tipo di eventualità, ma chi ha deciso di esporsi a titoli con merito creditizio basso perché attratto dai rendimenti più elevati potrebbe trovarsi davanti al rischio di perdere il capitale investito a causa dell’insolvenza dell’emittente.

 

 

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

John Rekenthaler, CFA  John Rekenthaler is Vice President of Research for Morningstar.