I fondi pensione pagano la pandemia

Complice il crollo di questa primavera, nei primi nove mesi dell’anno i comparti di previdenza complementare hanno segnato in gran parte performance negative. Ma sul lungo periodo risultano ancora vincenti.

Valerio Baselli 03/12/2020 | 08:13

Rodney wide articl

I fondi pensione hanno proseguito nel terzo trimestre dell’anno il recupero già inziato nel secondo. I mercati finanziari hanno infatti mantenuto un andamento positivo tra luglio e settembre. I rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine sono rimasti stabili nelle principali economie, con i differenziali di rendimento dei titoli governativi italiani rispetto ai titoli tedeschi ulteriormente diminuiti, portandosi al di sotto dei livelli di fine 2019. Rispetto a giugno, i listini azionari sono saliti negli Stati Uniti e in Giappone, anche superando i valori di fine 2019, mentre sono rimasti intorno ai valori raggiunti all’inizio dell’estate nella zona euro. La volatilità è rimasta intorno ai valori di giugno, dopo essersi ridotta in modo consistente rispetto a marzo. Tuttavia, il primo trimestre dell’anno – in particolare il drammatico mese di marzo – pesa ancora molto sulle performance da inizio anno.

Secondo gli ultimi dati della Covip (Commissione di vigilanza sui fondi pensione), nei primi nove mesi del 2020 i rendimenti medi sono stati in generale deludenti. Al netto dei costi di gestione e della fiscalità, i fondi negoziali hanno guadagnato lo 0,2%, i fondi pensioni aperti hanno perso lo 0,9% e i PIP di tipo unit linked il 4,7%. Entrando nel dettaglio delle diverse linee d’investimento, si va dal -7,8% segnato in media dai PIP unit linked azionari puri al +1,4% dei fondi aperti obbligazionari puri. Nello stesso periodo, il TFR si è rivalutato dello 0,9%.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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