Sustainability Atlas: valutazione delle prassi ESG dei paesi di tutto il mondo

RICERCA MORNINGSTAR IN PILLOLE. Il Morningstar Sustainability Atlas classifica le prassi ESG dei vari Paesi in base alla valutazione dei rispettivi livelli di carbon risk.

Valerio Baselli 01/06/2020 | 15:21
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A causa della pandemia, i mercati finanziari hanno archiviato uno dei peggiori trimestri della storia. In questo scenario, i fondi azionari con buone credenziali ambientali, sociali e di governance si sono dimostrati un porto sicuro per gli investitori: la ricerca Morningstar mostra che nel primo trimestre del 2020, e in particolare a marzo, i fondi azionari sostenibili hanno, nel complesso, generato una performance migliore di quella dei fondi che replicano gli indici di mercato tradizionali.

Naturalmente, ciò non significa che i fondi azionari ESG possano evitare le perdite quando i mercati azionari attraversano una fase di correzione. Malgrado questo, quest’ultima crisi ha indubbiamente dimostrato che gli investimenti sostenibili hanno reagito meglio dei fondi tradizionali al ribasso dei mercati.

Secondo l’ultima edizione del Morningstar Sustainability Atlas i Paesi europei, in particolare quelli del Nord Europa, sono all’avanguardia nell’adozione delle prassi ESG. Un’indicazione in un certo senso prevedibile, poiché queste nazioni sono da sempre un passo avanti su questo fronte, ma non sono le uniche a presentare profili di sostenibilità eccezionalmente solidi. I consulenti finanziari e i gestori patrimoniali possono utilizzare questi dati per individuare i Paesi che offrono le migliori opportunità di investimento ESG, nonché i maggiori rischi.

Nell’ultima edizione del Sustainability Atlas, Morningstar valuta i profili di sostenibilità di 48 mercati azionari globali analizzando i vari costituenti dei suoi indici Paese. I punteggi assegnati a ciascuna società sono tratti da Sustainalytics, che fornisce anche i dati per elaborare il Morningstar Sustainability Rating ™ dei fondi.

Questo articolo presenta alcune importanti osservazioni circa le prassi ESG di vari Paesi del mondo.

Primi i Paesi Bassi, ultimi gli emergenti
Ancora una volta, come nelle precedenti edizioni del Sustainability Atlas, i Paesi nordici e l’Eurozona dominano la classifica di sostenibilità: In particolare i Paesi Bassi vantano il miglior punteggio complessivo, seguiti da Finlandia e Svezia. Hong Kong domina la classifica dei mercati non europei, e anche Taiwan si attesta nel primo quintile.

Tuttavia, il punteggio di sostenibilità di molti grandi mercati asiatici è basso: il Giappone e la Cina si posizionano nel terzo quintile e la Corea del Sud nel quarto. In fondo alla graduatoria, nell’ultimo quintile, troviamo un gruppo di Paesi del Medio Oriente, dell’America Latina e dell’Europa Orientale, tra i quali spiccano Russia e Brasile. La classifica completa è riportata nel grafico qui sotto.

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Altri dati salienti riguardano, ad esempio, il fatto che:

  • la posizione dei Paesi bassi quale mercato azionario più sostenibile del mondo è dovuta alla presenza di società di servizi di informazione come Wolters Kluwer (WTKWY) e del produttore di semiconduttori ASML Holding (ASML), che è il principale componente del benchmark e una delle aziende leader del proprio settore in ambito ESG.
  • La Finlandia, ex campione del mondo della sostenibilità, oggi è scesa al secondo posto. Questo Paese mantiene un ottimo punteggio grazie alla presenza di società come Nokia (NOK), tra i leader del settore hardware globale, e Kone (KNYJF), un’altra società di punta, questa volta nel settore dei macchinari industriali.
  • Gli Stati Uniti occupano il tredicesimo posto, su un totale di 48 nella classifica complessiva. A livello nazionale, il punteggio del Paese beneficia della presenza di aziende come Microsoft (MSFT), Berkshire Hathaway (BRK.A) e Visa (V), considerate all’avanguardia nel campo della sostenibilità. D’altro canto, società come Amazon (AMZN), Facebook (FB), e Johnson & Johnson (JNJ) sono esposte a un livello di rischio ESG ritenuto elevato.
  • La Cina si attesta a metà classifica, con un punteggio complessivo che si colloca nel terzo quintile in base al Morningstar Sustainability Rating. I due principali componenti del Morningstar China Index, Alibaba (BABA) e Tencent (TCEHY), evidenziano un’esposizione media ai rischi ESG. La casa di software per il tempo libero NetEase (NTES) e la società di istruzione e tecnologie didattiche TAL Education (TAL) sono le uniche aziende importanti del benchmark con una bassa esposizione al rischio ESG.
  • La Russia è seconda nel Morningstar ESG Managed Risk Score (che valuta la capacità di un Paese di gestire i rischi ESG a cui è esposto), ma a causa della forte esposizione del suo mercato interno al settore dell’energia, nella graduatoria generale occupa solo il terzultimo posto.

Stesso discorso anche per l’Italia, che pur classificandosi al terzo posto nell’ESG Managed Risk, a causa dell’elevata esposizione a gravi rischi ESG di importanti società nazionali come Enel (ESOCF) e Eni (EIPAF) retrocede al quindicesimo posto nel Morningstar® Portfolio Sustainability Score™ complessivo.

I paesi con buone prassi ESG presentano un carbon risk inferiore?
I mercati dell’Europa Occidentale come Svizzera, Paesi Bassi, Danimarca, Svezia, Belgio e Francia mostrano uno dei più bassi livelli di carbon risk, così come il Sudafrica e gli Stati Uniti. Il grafico con la classifica generale è riportato in basso.
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Gli Stati Uniti sono il secondo Paese al mondo per emissioni di carbonio ma, in termini di valore, solo una modesta quota del mercato azionario nazionale è esposto ai rischi che derivano dalla transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio. Questo perché le aziende dei settori sanitario e tecnologico rappresentano oltre il 37% della capitalizzazione del mercato azionario americano e i titoli finanziari quasi il 14%, mentre l’energia ha una quota del 2,5% circa soltanto.

Situazione diametralmente opposta per l’indice russo, la cui capitalizzazione di mercato è costituita per quasi il 55% da titoli dell’energia e per questo presenta il rischio carbonio più elevato a livello mondiale.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Scarica il "Morningstar Sustainability Atlas" per ulteriori analisi sui profili di sostenibilità dei singoli paesi.

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Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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