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La correzione causata dal Coronavirus e le 3 lezioni sui liquid alternatives

RICERCA MORNINGSTAR IN PILLOLE. Abbiamo analizzato l'andamento di questo complesso segmento durante la fase di ribasso dei mercati.

Francesco Paganelli 29/05/2020 | 17:35
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La pandemia di Covid-19 ha causato una forte destabilizzazione dei mercati finanziari globali durante il primo trimestre 2020. Benché gli investimenti alternativi liquidi puntino a generare rendimenti meno correlati con le oscillazioni di mercato e dunque a fornire diversificazione, il primo trimestre ha comunque messo a dura prova il settore.

Nel nostro recente rapporto intitolato “Test pandemico degli strumenti alternativi liquidi”, sintetizziamo l'impatto della correzione di mercato sui fondi appartenenti alle diverse categorie alternative Morningstar.

In termini generali, i fondi alternativi europei soggetti alla direttiva OICVM non sono rimasti incolumi: il fondo mediano ha infatti registrato una perdita del 6% nel primo trimestre. Ciononostante, la maggior parte ha mostrato una tenuta migliore delle controparti azionarie o multi-asset, e circa un fondo su sette è riuscito a terminare il trimestre in territorio positivo.

L'universo dei fondi alternativi OICVM ha registrato una crescita vertiginosa nell'ultimo decennio ed è più globalizzato che mai in termini di operatori di mercato. Tuttavia, rimane un mercato giovane e in continua evoluzione: circa metà dei fondi oggi in circolazione è stata lanciata nel 2016 o successivamente. Pertanto molte strategie hanno una storia limitata e sono in poche a poter vantare un track record che copra un ciclo di mercato completo.

Riteniamo quindi che la correzione causata dal Covid-19 rappresenti un monito importante circa l'andamento di questi fondi nelle fasi ribassiste. Gli investitori possono fare tesoro di questa lezione per comprendere e destreggiarsi meglio in un universo d'investimento molto eterogeneo.

1. Gli investimenti alternativi liquidi non sono tutti uguali

Gli investimenti alternativi liquidi sono strumenti poliedrici. Questo gruppo molto variegato presenta differenze significative in termini di mandati, fattori di rendimento e approccio al rischio: tutti elementi che incidono sulla capacità di diversificare realmente un portafoglio. La dispersione delle performance nel primo trimestre 2020 ne è la riprova.

Alcune strategie, come i fondi trend following e market-neutral, hanno protetto complessivamente bene il capitale, essendo prodotti strutturalmente meglio congegnati per generare buone performance in un mercato ribassista. Di contro, molte altre strategie sono state letteralmente travolte dall'azzeramento della propensione al rischio. Ciò dimostra che gli investitori non possono considerare gli investimenti alternativi come appartenenti ad un unico gruppo omogeneo, ma devono valutare ogni strategia separatamente.

2. La dispersione dei rendimenti richiede un'attenta selezione dei gestori

La dispersione dei rendimenti ha mostrato ampie variazioni nelle varie categorie.

Le strategie long-short credit ed event-driven hanno mostrato livelli di dispersione relativamente contenuti, in quanto i fondi in queste categorie hanno risentito di fattori comuni che hanno frenato le performance. Ad esempio, a marzo molti gestori long-short credit sono stati penalizzati dall'ampliamento dei differenziali creditizi nei segmenti delle obbligazioni high yield e dei mercati emergenti, mentre le strategie event-driven sono state colpite dall'aumento degli spread sulle operazioni (la differenza tra il corso azionario corrente di una società acquisita e il prezzo d'offerta di una fusione o di un'offerta di acquisizione).

Altre aree, tuttavia, hanno registrato livelli di dispersione molto più pronunciati. I fondi della categoria Morningstar global macro hanno conseguito risultati estremamente eterogenei, in ragione delle differenze più marcate nelle procedure e nel posizionamento di questi prodotti. Pertanto, il più delle volte è l'abilità dei gestori a fare la differenza in termini di dispersione dei rendimenti.

3. Strategie e tattiche incidono entrambe sulle performance

I fondi unconstrained o absolute return rappresentano la categoria più popolare di investimenti alternativi liquidi. I gestori che operano in questo settore affollato seguono approcci d'investimento tra i più variegati, e il recente shock di mercato ha messo a nudo o amplificato queste differenze.

Alcuni gestori molto flessibili sono riusciti a usare il loro margine di manovra per proteggere i portafogli. Inversamente, i gestori dei fondi che fanno maggiore affidamento sull'asset allocation strategica o che adottano esclusivamente strategie sistematiche hanno sofferto durante la fase di turbolenza.

Benché qualche rapido aggiustamento tattico abbia aiutato alcuni gestori a superare questa ondata di volatilità, gli investitori di lungo termine devono prestare maggiore attenzione alla qualità e alla ripetibilità del processo d'investimento di un fondo senza concentrarsi in maniera ossessiva sui risultati di breve termine.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Per maggiori informazioni sugli investimenti alternativi liquidi scarica la versione integrale del nostro report

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Info autore

Francesco Paganelli

Francesco Paganelli  è Fund Analyst di Morningstar in Italia