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Coronavirus, l’effetto su M&A in nord America e in Europa

Il valore delle operazioni in Usa nel primo trimestre è sceso. Difficoltà nel reperire i finanziamenti e distanziamento sociale influiranno sull’attività nei prossimi mesi. Fa eccezione il settore healthcare. Nel Vecchio continente l’attività nel 2020 era iniziata di corsa. Ora le operazioni sono bloccate, ma ci sono buone prospettive nel segmento IT.

Marco Caprotti 27/05/2020 | 11:45
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L’emergenza Coronavirus sta frenando l’attività di fusione e acquisizione in nord America e in Europa.

Per quanto riguarda l’area americana, il rallentamento del merger & acquisition (M&A), si innesta in un periodo complesso per questo tipo di operazioni. Nei primi tre mesi dell’anno sono stati chiusi 3.169 deal per un valore totale di 400,8 miliardi di dollari. Si tratta di variazioni, rispettivamente, del +2,6% e -21,5%.

Andamento attività di M&A in nord America dal 2007
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“Il calo nel valore poteva essere maggiore. Ma il risultato è stato mitigato dal fatto che molte operazioni erano state negoziate prima che il virus diventasse una pandemia globale”, spiega Stephen-George Davis, analista di PitchBook. “Ci aspettiamo che, a causa dell’emergenza sanitaria, la situazione peggiori nei prossimi trimestri, anche perché abbiamo visto un progressivo rallentamento già sul finale del trimestre”.

Stop alle fusioni?
A complicare la situzione potrebbe intervenire anche la legge. Le senatrice Elizabeth Warren e la deputata Alexandria Ocasio-Cortez, ad esempio, hanno chiesto la discussione del cosiddetto Pandemic Anti-Monopoly Act, un provvedimento che in Usa dovrebbe congelare il takeover di società con oltre 100 milioni di guadagni e di istituzioni finanziarie con una capitalizzazione di mercato superiore ai 100 milioni per tutta la durata dell’emergenza.

La proposta è simile quella presentata dal deputato repubblicano David Cicilline, a capo dell’House Antitrust Committee. L’obbiettivo dei due provvedimenti è quello di bloccare operazioni speculative in un momento in cui le valutazioni di molte società, sia nel mercato public che in quello private, stanno crollando a causa delle ripercussioni economiche dell’emergenza sanitaria.

Tiene l’healthcare
Ma, forse, di provvedimenti del genere non ci sarà bisogno. “Il virus sta portando alla cancellazione di molte operazioni già annunciate in quasi tutti i settori”, dice Davis. “L’healthcare è stato il solo comparto a vedere un aumento dell’attività rispetto al primo trimestre dell’anno scorso, in linea peraltro con quanto sta accadendo da anni. La pandemia globale, inoltre, sta dimostrando come il comparto Salute possa esssere un asset da difesa contro la recessione per cui è possibile che le operazioni di M&A in questo universo continuino”.

In generale ci sono comunque altri elementi da considerare per analizzare il futuro di questo tipo di attività. “Uno potrebbe essere la difficoltà nel trovare i finanziamenti per fare un’acquisizione”, dice l’analista. “Un altro fattore è il distanziamento sociale: gli incontri di persona, infatti, sono un elemento fondamentale nell’M&A. Anche se è difficile prevedere quanto questa situazione di nuova normalità durerà, crediamo che i deal continueranno a diminuire e la situazione non si stabilizzerà almeno fino a quando le aziende non avranno un po’ più di certezze per quanto riguarda gli utili futuri”.

Andamento M&A per settori in Usa dal 2007
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L’Europa frena
Gli effetti della pandemia si faranno sentire anche nelle M&A in Europa dove l’attività stava mostrando un buon stato di salute. Nel primo trimestre dell’anno sono state chiuse 2.677 transazioni per un valore di 281,3 miliardi di euro. Si tratta di progressi, rispettivamente del 15,6% e dell’11% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso.

“Due elementi hanno contribuito al risultato del quarter”, spiega Nalin Patel, analista di PitchBook. “Il primo è che la maggior parte delle operazioni erano state negoziate nel 2019, quando le prospettive per l’economia sembravano buone. Il secondo è l’alto numero di transazioni con un valore compreso fra uno e cinque miliardi”.

Andamento attività M&A in Europa dal 2007
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L’arrivo del coronavirus in Europa ha rimesso in discussione le prospettive, portando le operazioni di M&A praticamente a zero. “Nei prossimi mesi questo tipo di transazioni procederà molto a rilento”, dice l’analista. “Diverse società ora sono concentrate nella gestione degli effetti della crisi e non possono provare a crescere attraverso acquisizioni. Alcuni advisor nel settore M&A con cui abbiamo parlato ci hanno detto che il 90% dei loro mandati è stato congelato”.

IT in controtendenza
Un settore che potrebbe non fermarsi è quello dell’information technology. “Le società IT specializzate nella fornitura di servizi e nella cyber-sicurezza sembrano potersi difendere meglio dai rischi di una recessione”, dice Patel. “Le persone stanno utilizzando soluzioni online a livelli mai visti prima, mentre le aziende hanno bisogno di proteggersi da nuovi rischi tecnologici e di poter gestire l’attività in maniera sicura. Le società che si occupano di sicurezza elettronica in ambito finanziario nel breve termine potrebbero andare alla ricerca di piccole aziende IT innovative da acquistare”.

Andamento attività M&A per settore in Europa dal 2007
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Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.