Fondi, 5 cose da sapere in tempi di pandemia

Quando i mercati entrano in modalità di vendita, pochi titoli si salvano. Poi tornano le differenze, ad esempio tra azioni più e meno volatili o tra growth e value. Ma per i gestori attivi non è facile battere gli index fund. E la sostenibilità diventa sempre più un tema vincente.

Sara Silano 08/04/2020 | 10:00

Fondi, 5 cosa da sapere

Il crollo dei mercati causato dalla paura per la diffusione del Coronavirus su scala globale è stato rapido e violento. Marzo 2020 sarà ricordato dagli operatori finanziari come il mese in cui investitori, governi e banche centrali si sono trovati ad affrontare situazioni senza precedenti. Ma quali possono essere le chiavi di lettura di quanto è accaduto per coloro che non hanno intenti speculativi? Morningstar ne ha identificate cinque.

Il difficile lavoro dei gestori attivi
Per i gestori azionari attivi è stato difficile battere gli strumenti passivi nel primo trimestre 2020, anche se non sono mancate le eccezioni. I ricercatori di Morningstar Investment Management (MIM) hanno calcolato che le strategie orientate alla crescita sono mediamente riuscite a produrre ritorni superiori agli index fund corrispondenti nel primo trimestre 2020 in diverse categorie (Europa, Usa, globale). Per contro, i fondi azionari value attivi hanno fatto decisamente peggio dei passivi (vedi tabella sotto). La ragione principale, spiegano gli analisti, è il proseguimento del trend che si è visto negli ultimi anni, caratterizzato da una sottoperformance del settore industriale e finanziario e da forti rialzi delle grandi società tecnologiche. Gli active manager hanno prodotto mediamente ritorni in eccesso negativi anche sui mercati azionari emergenti e asiatici, incluso il Giappone, anche se c’è stato chi è riuscito a generare valore per i propri sottoscrittori.

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Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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