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Il punto di Morningstar sullo stop alle cedole bancarie

La sospensione della distribuzione dei dividendi raccomandata dalla Bce farà salire il Tier 1 degli istituti di credito dell’Eurozona. In futuro, però, potrebbero dover essere più generosi con gli azionisti.  

Johann Scholtz 01/04/2020 | 15:30
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Il taglio della cedola fa bene ai bilanci delle banche europee. In base alle nostre stime la sospensione del pagamento della cedola del 2019 comporterà un risparmio di 21 miliardi di euro per i 14 istituti coperti dalla nostra analisi. Se consideriamo il valore mediano del nostro campione, il Tier 1 ratio (rapporto tra il capitale sociale e gli asset pesate per il loro rischio) è visto in crescita dello 0,6% al 13,4%.

Cosa hanno deciso le banche
Le banche che pagano dividendi infra-annuali, come quelle spagnole e del Benelux, sospenderanno il pagamento della cedola del primo semestre del 2020, mentre al momento non è chiaro come si comporteranno gli istituti di credito dei paesi nordici e del Regno Unito. I gruppi bancari svizzeri hanno deciso di liquidare la cedola del 2019. Inoltre, Credit Suisse ha annunciato la sospensione del suo programma di buyback e UBS difficilmente estenderà il piano di riacquisto di azioni proprie nella seconda parte del 2020.

La raccomandazione rivolta dalla Banca centrale europea a tutti gli istituti di credito dell’Eurozona a sospendere il pagamento dei dividendi e il riacquisto di azioni proprie almeno fino ottobre 2020 non ci ha colto di sorpresa, anche perché alcune delle banche coperte dalla nostra analisi avevano già preso questa decisione autonomamente. Apprezziamo questo atteggiamento prudente nel remunerare gli azionisti in un periodo in cui c’è grossa incertezza su quelle che potrebbero essere le necessità future di capitale. Tuttavia, avremmo preferito che le banche fossero arrivate a prendere questa decisione da sole, e non perché in qualche modo condizionate dalle indicazioni della Bce.

Conseguenze nel lungo periodo
Nel lungo periodo, comunque, questo intervento da parte dell’Eurotower potrebbe costare caro agli istituti di credito dell’Eurozona che potrebbero trovarsi nella condizione di dover pagare dividendi più generosi agli azionisti per ricompensarli del rischio di un possibile nuovo stop alla cedola. In realtà, l’aumento del dividend yield appena prima del tonfo delle Borse suggeriva che il mercato aveva già incorporato parte di questo rischio nelle sue valutazioni.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

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Info autore

Johann Scholtz  E' Equity Analyst di Morningstar.