Flussi ETF, 2019 da record

Il patrimonio gestito dei replicanti europei è balzato del 40% l’anno passato, anche grazie a una raccolta mai vista prima, trainata dai prodotti obbligazionari.

Valerio Baselli 13/01/2020 | 09:49

Chiunque avesse ritenuto il 2017 un anno irripetibile per l’industria europea degli Exchange traded fund dovrà ricredersi. I replicanti quotati domiciliati nel Vecchio continente hanno appena chiuso il miglior anno solare della loro (breve) storia. Allo scorso 31 dicembre, secondo le stime di Morningstar, il patrimonio gestito era di 923 miliardi di euro, contro i 658 miliardi di fine 2018.

Merito del rally dei mercati, certo, ma anche dei 107 miliardi di raccolta netta incassati l’anno passato, record storico. I fondi passivi quotati (monetari esclusi) hanno segnato nel 2019 una crescita organica del 16,5%. Per fare un confronto, i fondi attivi hanno registrato una crescita organica dell’1,1% tra novembre 2018 e novembre 2019 (i dati di dicembre non sono ancora disponibili per i comparti attivi).

Evoluzione del patrimonio gestito dagli ETF europei a dieci anni

Raccolta netta annuale degli ETF europei a dieci anni
 
Fonte: Morningstar Direct.

Scendendo nel dettaglio delle asset class, si nota come i flussi siano stati trainati dai prodotti azionari (45,8 miliardi) e in particolare obbligazionari (54 miliardi), con quest’ultimi che hanno in pratica raddoppiato il precedente record di raccolta del 2017.

L’enorme domanda per prodotti a reddito fisso dimostra bene come i bisogni degli investitori stiano cambiando e con essi il mercato dei replicanti. Nell’attuale contesto di bassi tassi di interesse, gli investitori stanno infatti sostituendo i fondi gestiti attivamente nei segmenti obbligazionari core (in pratica i titoli di Stato) con tracker molto più economici, e allo stesso tempo stanno investendo sempre di più in ETF obbligazionari high yield, ad esempio sui mercati emergenti.

I prodotti azionari, invece, hanno segnato un anno ben al di sotto dei record visti nel 2017 (61,5 miliardi di euro incassati allora). Gli ETF esposti alle materie prime hanno visto una forte domanda, trainati in particolare dal rally dell’oro, anche se con numeri lontani dal record del 2016, in questo caso.

Lato emittenti, il leader di mercato iShares è stato quello che ha beneficiato più di tutti nel 2019, con oltre 49 miliardi di euro di flussi netti. Cosa abbastanza sorprendente, 35 miliardi di flussi hanno riguardato ETF obbligazioni e solo 12,7 miliardi prodotti azionari.

Al secondo posto in termini di raccolta troviamo UBS, con 14 miliardi incassati. L’UBS ETF MSCI Emerging Markets è stato il fondo più venduto (2,5 miliardi di euro di flussi netti). Segue Amundi con 8,8 miliardi di raccolta nel 2019; anche in questo caso l’Amundi IS MSCI Emerging Markets è stato il prodotto con più successo con oltre due miliardi di flussi incassati l’anno passato. La scorsa primavera Amundi ha lanciato una serie di ETF a prezzi molto competitivi (la gamma Amundi Prime) che però per il momento non trovano spazio tra i replicanti più venduti dal gestore francese.

La quota di mercato di iShares è passata dal 43,25% alla fine del 2018 al 44,34% alla fine del 2019. Allo stesso tempo, la quota di mercato di Xtrackers, il secondo maggiore fornitore in Europa, è invece scesa dall’11,26% al 10,66%. Anche la quota di mercato di Lyxor è diminuita l'anno scorso. I provider di medie dimensioni come UBS e Amundi sono stati invece in grado di crescere.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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