L’outlook di Morningstar

Gli analisti di Morningstar Investment Management hanno fiducia nei mercati azionari di Germania e Corea del Sud. L’equity Usa continuerà a macinare utili ma è troppo costoso. Sul fronte obbligazionario, le occasioni migliori sono nel debito emergente.

Francesco Lavecchia 17/12/2019 | 09:42

Il rimedio all’incertezza dei mercati è il valore. Gli analisti di Morningstar Investment Management, nel loro outlook di lungo periodo (caratteristico di MIM), sottolineano come i mercati stiano vivendo da tempo in un contesto straordinario: l’economia mondiale stenta a ripartire nonostante gli stimoli da parte della Banche centrali, il rallentamento della Cina dura ormai da diversi trimestri e anche i dati di molte economie sviluppate come Stati Uniti, Germania e Regno Unito, sono in peggioramento. A dimostrazione che la guerra commerciale sta danneggiando tutti. Intanto, la curva negativa dei rendimenti dei titoli di Stato Usa indica che il rischio di una nuova fase di recessione è sempre dietro l’angolo.

Per quanto ancora si protrarrà questa fase di mercato straordinaria? E’ difficile fare delle previsioni, dicono gli analisti di MIM, e cercare quindi di indovinare il momento in cui le Borse caleranno. La cosa più saggia che un investitore possa fare, aggiungono, è allocare i capitali facendosi guidare dalle valutazioni degli asset.

Fiducia nella Germania e nella Corea del Sud
Relativamente al mercato azionario, i listini sui quali gli analisti di MIM hanno una maggior fiducia in un’ottica di lungo periodo sono quelli di Germania e Corea del sud. Il mercato tedesco, nonostante risenta del difficile momento dell’economia domestica, continua a essere uno dei più attraenti sia in prospettiva di un miglioramento del ciclo che in termini di valutazioni, dato che al momento il rapporto Prezzo/Fair value (P/FV) medio della Borsa di Francoforte è pari a 0,92. La Corea del sud è stata particolarmente penalizzata delle tensioni commerciali tra Usa e Cina, ma le attuali quotazioni di mercato scontano già le ripercussioni della guerra dei dazi e sono tra le più vantaggiose (P/FV di 0,9).

Fiducia moderata da parte egli analisti di MIM nei mercati del Regno Unito, Europa e in quelli emergenti. L’azionario britannico è spaccato in due: da una parte le società multinazionali che presentano ampi margini di miglioramento degli utili; dall’altra le piccole e medie imprese che dipendono maggiormente dal mercato domestico e che continueranno a soffrire delle incertezze politiche ed economiche del paese. L’Europa (ex-Regno Unito) non è un mercato omogeneo sia in termini di fondamentali che di valutazioni. Per questo, dicono gli analisti, conviene guardare alle opportunità presenti nei diversi settori. Tra gli emerging markets, i paesi dell’Europa emergente e quelli asiatici sono le regioni con le migliori prospettive future.

Il mercato su cui gli analisti di MIM hanno scarsa fiducia è quello Usa, dove i margini di profitto delle società continuano a essere molto buoni, ma i corsi azionari non sono convenienti. Il futuro andamento del Giappone, le cui valutazioni si attestano attorno alla parità rispetto al fair value, dipenderà invece dall’esito delle riforme strutturali attese dal Governo. 

Il mercato obbligazionario
Il quadro del mercato obbligazionario sembra complessivamente più negativo. Il segmento in cui gli analisti hanno maggiore fiducia è quello del debito emergente, particolarmente attraente per via degli alti rendimenti offerti. Mentre i titoli governativi Usa, sebbene abbiano un ritorno basso che copre il rischio di inflazione, sono ritenuti utili solo in un’ottica di strategia difensiva. L’offerta delle altre regioni, sia governativa che corporate, non garantisce invece un adeguato rapporto rischio-rendimento.

 

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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