Il 2019 in Borsa visto dagli indici Morningstar

I mercati sviluppati battono gli emergenti. Usa in vetrina, seguiti da Europa e Giappone. Tra i settori brillano i tecnologici e gli industriali che recuperano dopo il pessimo 2018.

Francesco Lavecchia 16/12/2019 | 10:05

Listini Usa ancora protagonisti nel 2019. Wall Street si riconferma al top realizzando un guadagno vicino al 30% (in euro all’11 dicembre 2019) dopo essere stata la migliore nel riuscire a limitare le perdite (-2,12% in euro) in un anno negativo per tutte le Borse mondiali come il 2018. Complessivamente la stagione borsistica è stata positiva in tutte le regioni e in particolare nei mercati sviluppati che hanno largamente sovraperformato quelli emergenti.

Figura 1: Indici dei mercati internazionali

Fonte dati: Morningstar Direct, dati in euro all'11 dicembre 2019

 

Tecnologia, salute e finanza spingono Wall Street
Nonostante l’ombra della guerra dei dazi abbia costantemente aleggiato sui listini newyorkesi, l’indice Morningstar US Market ha potuto beneficiare dell’ottima intonazione dei settori tecnologia, salute e finanza (il cui peso è rispettivamente pari al 20%, 14% e 16%) che da inizio anno hanno registrato forti guadagni. I titoli hi-tech sono saliti di oltre il 40% anche grazie alle performance stellari di Microsoft (+55,94%) e di Apple (+79%), quelli healthcare hanno fatto segnare +20%, mentre il comparto finanziario ha maturato un +31% grazie ai risultati di alcuni colossi come Berkshire Hathaway, Visa e JP Morgan che hanno realizzato guadagni superiori al 40%.

Tra gli altri mercati sviluppati, l’Europa batte il Giappone di misura salendo del +21%, mentre il Regno Unito resta un po’ più attardato fermandosi attorno al +16%. A spingere il Vecchio continente sono stati soprattutto i titoli tecnologici e dell’healthcare, tra i migliori anche in questa regione, e il buon andamento delle Borse di Zurigo, Parigi e Francoforte che incidono sull’indice Morningstar DM Europe exUk per il 60% della sua capitalizzazione di mercato.

Uk su grazie ai consumer defensive
Il listino londinese ha invece tratto vantaggio dalla buona intonazione del settore beni di consumo difensivi. Tra le prime 10 posizioni dell’indice Morningstar UK si contano ben quattro titoli consumer defensive (Diageo, British American Tobacco, Unilever e Reckitt Benckiser Group) che pesano complessivamente per oltre il 10% della market cap del benchmark e che da inizio anno hanno guadagnato tra il 10% e il 34%. A frenare il mercato giapponese, rispetto a quello Usa e del Vecchio continente, è stato il negativo andamento di alcuni titoli di peso tra quelli del settore beni di consumo difensivi come Seven & i Holdings Co Ltd (-9%), Meiji Holdings Co (-12%) e la cattiva intonazione della maggior parte dei produttori di auto e motocicli e del settore utility.

Tra i mercati emergenti si sono messe in evidenza le Borse dell’est Europa. L’indice Morningstar EM Europe doppia da inizio anno la performance dei mercati in via di sviluppo (Morningstar EM) grazie agli elevati guadagni realizzati delle compagnie energetiche russe come Gazprom, PJSC Lukoil, NOVATEK, e Tatneft che pesano per il 30% sulla capitalizzazione di mercato. La regione Africa e Medio Oriente si conferma anche quest’anno fanalino di coda guadagnando poco più del 2% a causa delle perdite accumulate dalle stock scambiate sul listino di Johannesburg che pesano per circa il 60% della market cap dell’indice Morningstar Middle East & Africa.

Tecnologici in grande spolvero
Relativamente ai settori, a livello globale sono i tecnologici ad aver realizzato da inizio anno i guadagni maggiori (+39%) grazie ai forti rialzi di alcuni big del comparto come Microsoft, Apple, Alphabet, Facebook e Intel che insieme pesano per circa il 30% sulla capitalizzazione di mercato dell’indice Morningstar Global Technologies. Seguono gli industriali, che al momento registrano un rialzo del 26% dopo il pesante passivo accusato lo scorso anno, e i beni di consumo ciclici e difensivi. Gli unici comparti che sono stati in grado di dare continuità ai guadagni dello scorso anno sono state le utility (+17% dopo il +3,20% del 2018) e i titoli dell’healthcare (+20% dopo il +5% del 2018).

Figura 2: Indici settoriali globali

Fonte dati: Morningstar Direct, dati in euro all'11 dicembre

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Info autore

Francesco Lavecchia

Francesco Lavecchia  è Research Editor di Morningstar in Italia

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