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Economia italiana in stagnazione, ma la Borsa corre

Il paniere dedicato al Belpaese da inizio anno ha guadagnato il 30%. Nelle ultime settimane hanno tenuto banco la fusione Psa-Fca e l’addio di Unicredit a Mediobanca. Le previsioni congiunturali, intanto, sono state riviste al ribasso.

Marco Caprotti 28/11/2019 | 09:56

Borsa brillante, ma quadro macro in deterioramento. È questo, in sintesi, il quadro finanziario ed economico che sta mostrando l’Italia. Una immagine, va detto, che il Belpaese condivide con il resto del Vecchio continente dove, a fronte di buoni risultati dei listini, spinti anche dall’ottimismo sul prosieguo della politica accomodante della Banca centrale europea sotto la nuova gestione di Christine Lagarde, fa da contraltare un quadro congiunturale in peggioramento.

L’indice Morningstar relativo all’Italia in un mese (fino al 26 novembre e calcolato in euro) è cresciuto del 4,2%, portando a +29,9% la performance da inizio anno.

Indice Morningstar Italy
Italia

Dati in euro aggiornati al 26 novembre 2019
Fonte: Morningstar Direct

Dal punto di vista borsistico, le notizie che nel periodo hanno animato Piazza Affari sono state soprattutto due:
-l’avvio dei colloqui che, nel comparto auto, porteranno a una fusione fra la francese Psa Peugeot e l’italo-americana Fca;

-L’uscita di Unicredit da Mediobanca (con un incasso di circa 800 milioni per la sua quota dell’8%) che, secondo i boatos di Borsa, potrebbe portare a nuove manovre su Generali, di cui piazzetta Cuccia ha in mano il 13% circa.

Italia in stagnazione
Dal punto di vista macro, indicativo è il titolo che ha dato la Commissione europea nel suo ultimo studio (pubblicato il 7 di novembre) sulla situazione della regione alla parte che riguarda la Penisola: “"L'Italia fatica a uscire dalla stagnazione".

-Le stime sul Pil italiano sono state tagliate, per il 2020, dal precedente +0,7% a +0,4%. 

-È stato confermato il ritmo di crescita +0,1% per il 2019

-Per il 2021 si prevede un rialzo del Pil al tasso dello 0,7%.

Sul fronte dei conti pubblici, la Commissione prevede un aumento della spesa pubblica, per misure decise in precedenza come il reddito di cittadinanza e di Quota 100 sulle pensioni.

In generale, Bruxelles prevede peggioramenti sia del deficit strutturale, sia del debito pubblico nel prossimo anno:
-Il rapporto debito-Pil dell'Italia salirà dal 134,8% del 2018 al 136,2% nel 2019, al 136,8% nel 2020, fino al 137,4% nel 2021.

-Il deficit nominale dell'Italia salirà dal 2,2% del Pil del 2019 al 2,3% nel 2020 e al 2,7% nel 2021.

-Il deficit strutturale dell'Italia peggiorerà nel 2020 al 2,5% Pil dalla flessione attesa al 2,2% nel 2019. Nel 2018 è stata del 2,4%.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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