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Fondi con giudizio positivo ma costi alti

Ci sono strumenti che possono avere un Analyst rating positivo, ma spese correnti maggiori rispetto alla media della loro categoria.

Marco Caprotti 17/09/2019 | 09:51

Nel mondo dei fondi di investimento si dice sempre che non si può sapere quali saranno le performance di un portafoglio, mentre i costi sono l’unica cosa sicura. Diversi studi, tra l’altro, dimostrano come i costi siano la variante che più di altre determina il rendimento di un portafoglio.

“Le spese sono uno degli elementi più facili che gli investitori nei fondi possono controllare”, spiega David Kathman, Senior manager research analyst di Morningstar Research Services. I costi sono anche uno dei pillar (gli altri sono: Processo, Team di gestione, Società di gestione e Performance) su cui i fund analyst di Morningstar basano i loro giudizi qualitativi (Gold, Silver, Bronze, Neutral e Negative).

“Basse commissioni possono migliorare l’Analyst rating perché danno un vantaggio immediato a uno strumento rispetto a uno più costoso”, dice Kathman. “Tuttavia ci sono casi in cui un fondo ha un buon giudizio grazie, ad esempio, ai pillar Team e Processo ma presenta costi alti”.

In basso trovate una selezione di fondi che hanno un rating Silver o Bronze, un giudizio positivo per quanto riguarda Processo, Team e Performance, ma che hanno anche un valutazione negativa per quanto riguarda i costi. Abbiamo preso in considerazione cinque categorie: Azionari globali large cap blend, Azionari Europa large cap blend, Azionari Usa large cap blend, Azionari emergenti globali e Obbligazionari globali.

Alcune precisazioni
-Le analisi relative ai costi (riportati nei KIID alla voce Ongoing charges, o spese correnti) sono stata fatte dai fund analyst sulle classi cosiddette clean (senza commissioni di distribuzione). Non sempre sono disponibili in Italia e il profilo commisionale, da noi, potrebbe essere diverso.

-Nelle categorie in cui sono presenti più fondi con Analyst rating positivo e giudizio sui costi negativo è stato preso in considerazione lo strumento con le spese correnti più alte.

-La metodologia per l’assegnazione dell’Analyst rating sta per cambiare. Per quanto riguarda i costi, oggi il giudizio è fondato sul posizionamento di un fondo rispetto a un gruppo omogeneo di concorrenti. Nella nuova versione metodologica, che sarà effettiva da fine ottobre, verranno dedotte le spese dalla stima di quanto valore potrebbe generare prima delle commissioni. Inoltre, l’Analyst rating sarà assegnato a livello di singola classe.

Azionari globali Large cap blend
Investec GSF Global Strategy Equity C Inc USD (Silver). “Le spese correnti per la classe retail clean (IX  Inc USD, disponibile in Italia) si piazzano nel secondo più costoso quintile dei fondi azionari globali con lo stesso profilo commissionale. Per questo consideriamo il fondo relativamente costoso”, spiega Peter Brunt, fund analyst di Morningstar in un report del 24 ottobre 2018. “Il disciplinato processo di investimento è basato sul modello quantitativo 4Factor di Investec. Questo valuta il momentum degli utili, il valore, gli elementi di analisi tecnica e la strategia dell’azienda. Il modello è continuamente aggiornato per assicurare che rimanga il più efficace possibile e che si basi sui dati più rilevanti. Come per tutti i processi fondati su fattori quantitativi, il fondo è suscettibile di fare peggio del mercato nelle fasi di flessione e sovraperformare quando le Borse salgono”.

Azionari Europa Large cap blend
Fidelity European A-Acc-EUR (Silver). “Le commissioni dell’1,09% (dato del 2017) per la clean share class Y (disponibile anche in Italia) sono più alte della media per le classi dello stesso tipo nell’universo europeo”, spiega Mathieu Caquineau in un report del 28 novembre 2018. “Il fondo unisce azioni con caratteristiche growth e value e spesso si trova posizionato nella colonna Blend della Morningstar Style Box. “Il portafoglio è principalmente investito in large cap ma c’è la tendenza a sovrappesare le mid cap, uno dei territori di caccia preferiti dal gestore. Il portafoglio è ben diversificato fra i paesi e i settori. Questo approccio è pensato per fare relativamente bene in diverse situazioni di mercato. Storicamente ha funzionato e il gestore ha dimostrato una buona abilità nel navigare sia nelle fasi di rialzo che di ribasso dei mercati”.

Azionari Usa Large cap blend
BBH Lux Core Select X (Bronze). “La maggior parte degli asset di BBH Lux Core Select è nella classe I (disponibile anche in Italia) le cui spese correnti dell’1,15% sono alte comparate con altri strumenti istituzionali o share class senza retrocessioni nelle categorie equity Usa”, spiega Natalia Wolfstetter, fund analyst di Morningstar, in un report del 24 luglio 2019. “La strategia del fondo enfatizza le società finanziariamente forti i cui titoli trattano al di sotto del valore intrinseco. Questo approccio risk-averse spesso non ha pagato durante lunghe fasi di Toro nelle quali i titoli più rischiosi e costosi hanno cercato di guidare i rialzi. Il portafoglio concentrato in 25-30 nomi ha fatto in modo che il fondo ricevesse un paio di spallate, anche nei periodi favorevoli del mercato. Tuttavia la strategia è stata una delle migliori della categoria Morningstar durante i ribassi dei mercati nel 2008, nel 2011 e nel quarto trimestre del 2018”.

Azionari emergenti globali
AS SICAV I Em Mkts Eq S Acc USD (Bronze). “Le commissioni del fondo sono le più alte fra i concorrenti”, spiega Andrew Daniels, fund analyst di Morningstar in un report del 20 dicembre 2018. “La clean share class X Acc (disponibile anche in Italia) ha spese correnti dell’1,28% (a novembre 2018). Per fare un confronto, l’ongoing charge mediano per la stessa classe nella categoria è dell’1,07%.  Per oltre due decenni, Aberdeen ha applicato un approccio paziente e di tipo bottom up concentrato su qualità e valore. Storicamente i gestori hanno preferito esporsi alla Cina attraverso i nomi di Hong Kong, soprattutto per preoccupazioni legate alla trasparenza e alla corporate governance. Tuttavia il team ha rivisto il suo pensiero su molti titoli cinesi nel 2017, anche a causa delle scarse performance, e da allora si è comportato in maniera più aggressiva”.

Obbligazionario globale
Templeton Global Bond C(Acc)USD (Silver). “La clean share class di questo fondo – Z(Acc) USD, non disponibile in Italia – secondo il KIID (giugno 2018) ha spese correnti dell’1,10%. E’ un dato significativamente più alto dello 0,67% delle classi simili nella categoria Global bond”, spiega Wing Chan, fund analyst di Morningstar in un report del 18 ottobre 2018. “Fin dall’inizio del suo mandato il gestore ha utilizzato un approccio agnostico nei confronti del benchmark costruendo il portafoglio basandosi sulle meticolose ricerche del team di analisti che incorporano feedback da parte di investitori che operano sui mercati locali. Il gruppo, che ha un approccio contrarian, cerca di trovare opportunità prima degli altri per poi osservare come si sviluppano nel corso degli anni. Il fondo si differenzia dalla categoria Global bond per il fatto di evitare il debito high yield dei mercati sviluppati. Il team, invece, si è concentrato molto sul debito dei mercati emergenti. Il gestore ha mostrato anche una predisposizione ad acquistare debito sovrano che il resto del mercato evita. Il fondo ha dimostrato di saper fare bene nel lungo termine, ma alcuni dei temi chiave di investimento, a volte, hanno remato contro e hanno pesato sui risultati di lungo periodo”. Le spese correnti per lo strumento venduto in Italia sono del 2,18% contro una media di categoria dell’1,24%.

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Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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