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I fondi pensione rialzano la testa

Nel primo semestre dell’anno, i prodotti di previdenza complementare hanno segnato significativi recuperi dopo l’andamento non positivo del 2018. Le adesioni sono cresciute del 2,1% e il patrimonio del 4,5%.

Valerio Baselli 08/08/2019 | 12:11

Per i mercati finanziari azionari il primo semestre del 2019 è stato uno dei più positivi di sempre. Pur con oscillazioni di rilievo, i valori sono risaliti in modo generalizzato rispetto a quelli di fine 2018. I rendimenti delle obbligazioni governative dei paesi sviluppati sono in generale scesi, il che ha aumentato il loro valore di mercato. Per i titoli italiani, i premi al rischio sovrano hanno mostrato ampie oscillazioni, tendendo però alla riduzione nell’ultima parte del semestre.

Secondo gli ultimi dati della Covip (la commissione di vigilanza sui fondi pensione), nel primo semestre del 2019, i rendimenti aggregati, al netto dei costi di gestione e della fiscalità, sono stati in media molto positivi per tutte le tipologie di forme pensionistiche: 4,7% e 5,5%, rispettivamente, per i fondi negoziali e i fondi aperti; 6,9% per i PIP “nuovi” unit linked. Anche scendendo nel dettaglio dei rendimenti medi per linea d’investimento, si trovano solo performance positive. Si va infatti dallo 0,6% medio della linea obbligazionaria pura dei fondi negoziali al 10,1% della linea azionaria dei PIP. Il tutto a fronte di una rivalutazione del Trattamento di fine rapporto (Tfr) nello stesso periodo dell’1%.

L’incidenza dei recenti andamenti dei mercati finanziari risulta ovviamante marginale su un periodo di osservazione più ampio. Se si osserva l’ultimo decennio, comunque, i rendimenti medi annui composti di tutte le forme pensionistiche complementari si mantengono ampiamente positivi: in tale periodo (31 dicembre 2008 – 30 giugno 2019), i risultati medi sono pari al 3,7% per i fondi negoziali, al 4,1% per i fondi aperti e al 4% per i PIP unit linked. Nello stesso periodo, la rivalutazione media annua composta del Tfr è stata pari al 2%.

Le adesioni
Al 30 giugno 2019, il numero complessivo di posizioni in essere presso le forme pensionistiche complementari è di 8,9 milioni; al netto delle uscite, la crescita dall’inizio dell’anno è stata del 2,1%. A tale numero di posizioni, che include anche quelle relative a coloro che aderiscono contemporaneamente a più forme, corrisponde un totale degli iscritti che può essere stimato in circa 8,12 milioni di individui. Nei fondi negoziali si sono registrate 75.000 iscrizioni in più (2,5%), portando il totale alla fine del semestre a poco più di tre milioni. Circa metà della crescita netta ha riguardato il fondo rivolto ai lavoratori del settore edile che, pur avendo attivato tale meccanismo già dal 2015, continua a raccogliere adesioni contrattuali per effetto della forte mobilità occupazionale che caratterizza il settore di riferimento. Nelle forme pensionistiche di mercato offerte da intermediari finanziari, i fondi aperti totalizzano 1,5 milioni di posizioni, crescendo di 41.000 unità (2,8%) rispetto alla fine dell’anno precedente. Nei PIP “nuovi”, il totale degli iscritti è di 3,34 milioni; la crescita nel semestre è stata di 66.000 unità (2%).

Le risorse in gestione
Le risorse complessivamente destinate alle prestazioni ammontano, alla fine di giugno, a 174,7 miliardi di euro, su del 4,5% rispetto a fine 2018. Il dato non tiene conto delle variazioni nel periodo dei fondi pensione preesistenti e dei PIP “vecchi”. Il patrimonio dei negoziali, 53,9 miliardi di euro, risulta in crescita del 7%. Le risorse accumulate presso i fondi aperti corrispondono a 21,4 miliardi, mentre i PIP “nuovi” totalizzano 33 miliardi. Nel semestre l’aumento è stato, rispettivamente, del 9,1 e del 7,5%.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar.

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