Meno estero nei portafogli delle famiglie italiane

Secondo Banca d’Italia, l’ammontare di investimenti oltreconfine si è più che dimezzato rispetto alla media del quadriennio. E un’analisi su dati Morningstar rivela che il 75% è concentrato in 10 paesi, con gli Stati Uniti in testa.

Sara Silano 31/05/2019 | 16:23
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Lo scorso 31 maggio avevamo anticipato alcuni dati dello studio di Banca d'Italia dal titolo Households’ investments in foreign mutual funds made transparent - Questioni di economia e finanza, curato da Massimo Coletta e Raffaele Santioni. L'analisi completa è ora disponibile nella sezione Pubblicazioni dell'istituto centrale. Riproponiamo di seguito l'articolo, mentre nelle prossime settimane pubblicheremo ulteriori approfondimenti.

Qualcosa è cambiato nel portafoglio delle famiglie italiane nel 2018. Non solo per il calo delle attività finanziarie, che è stato più pronunciato rispetto al resto dell’area euro (-4,4%, pari a oltre 190 miliardi, secondo i dati di Banca d’Italia), ma anche per l’esposizione all’estero. Secondo i dati contenuti nella Relazione annuale del governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, presentata oggi, 31 maggio, l’ammontare si è più che dimezzato rispetto alla media del quadriennio precedente, fermandosi a 46 miliardi di euro.

Le ragioni, si legge, sono state “la progressiva riduzione del programma ampliato di acquisto di attività finanziarie dell’Eurosistema (Expanded Asset Purchase Programme, APP) e il rallentamento dei rimborsi netti di obbligazioni bancarie retail (dovuto al minore ammontare di titoli giunti a scadenza). Nell’ultima parte del 2018, inoltre, la diminuzione è stata accentuata dal rialzo dei rendimenti sui titoli italiani.

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Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

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