Cosa temono i global bond?

Il debito governativo e quello corporate a livello mondiale sono sottotono, dicono gli analisti di Morningstar, a causa delle decisioni delle Banche centrali e delle tensioni politiche ed economiche internazionali.

Marco Caprotti 30/07/2018 | 16:04

Non sono state settimane esaltanti, le ultime, per le categorie Morningstar dedicate ai bond globali e al debito corporate mondiale. Il primo segmento in un mese (fino al 26 luglio e calcolato in euro) ha segnato +0,1%. Il secondo ha registrato un progresso dello 0,3%.

La fase di stanca per il debito non nasce però ora. “Negli Stati Uniti, gli investitori stanno facendo ancora i conti con i due rialzi dei tassi operati dalla Federal Reserve, mentre si preparano a nuove strette che saranno figlie di un’inflazione che cresce più delle attese e di una disoccupazione in continuo calo”, spiega Irene Ruiz Espejo, fund analyst di Morningstar.

In Europa, intanto, la Banca centrale non è rimasta completamente inerte. L’Eurotower ha annunciato a giugno che il programma di Quantitative easing sarà gradualmente eliminato entro la fine dell’anno. Sui tassi, invece, l’atteggiamento resta da “colomba”, visto che il presidente dell’istituto, Mario Draghi, ha già detto che il costo del denaro non sarà toccato. “A livello globale, comunque, gli investitori continuano a osservare le tensioni politiche e quelle commerciali – sotto la lente ci sono la quesione dei dazi Usa e i problemi di Argentina e Turchia - che potrebbero avere un effetto sugli scambi economici internazionali”, dice Ruiz Espejo. “Gli spread si sono allargati un po’ in tutti i segmenti del credito, anche se il movimento si è fatto notare soprattutto fra la carta investment grade”.

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Info autore

Marco Caprotti

Marco Caprotti  è Giornalista di Morningstar in Italia.

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