Fondi settoriali, meglio l’approccio attivo o passivo?

Mentre in alcune asset class l’evidenza empirica mostra un chiaro vantaggio di un approccio sull’altro, nei comparti azionari esposti a un’unica industria i risultati sono più sfaccettati.

Valerio Baselli 28/03/2018 | 10:04

Gli investimenti passivi hanno fatto molta strada, non smettono di attirare flussi e sono ormai disponibili nella quasi totalità delle classi di attivi, delle regioni o dei settori. L’entusiasmo degli investitori verso la semplice replica di un indice è dovuto ad alcune caratteristiche chiave di tali prodotti, su tutti, i costi bassi e la trasparenza. I fondi azionari settoriali non sono certo sfuggiti a tale tendenza e la proporzione di offerte indicizzate all’interno delle categorie settoriali di Morningstar è andata via via crescendo negli ultimi dieci anni. In alcuni casi, i lanci di fondi indicizzati hanno addirittura superato quelli di prodotti passivi. È il caso della categoria Azionari Settore Servizi Finanziari, la quale ha visto in Europa negli ultimi cinque anni il lancio di nove comparti passivi contro otto fondi attivi e dove i prodotti indicizzati pesano ormai per il 40% dell’offerta.

La tabella sottostante confronta la performance di alcune categorie azionarie settoriali (che includono anche fondi indicizzati aperti ed Exchange traded fund) con i risultati registrati solo dai fondi gestiti attivamente e da quelli passivi, su diversi orizzonti temporali (tre, cinque e dieci anni con dati a fine febbraio 2018). 

In confronto a due categorie molto ampie e liquide come quelle relative ai fondi azionari Europa large-cap blend e ai fondi Usa large-cap blend (dove i prodotti passivi battono quasi sempre la media di categoria e i loro concorrenti attivi, soprattutto sul mercato americano; clicca qui per approfondire), i risultati dei settoriali sono più sfaccettati. Certo, queste categorie hanno un numero di prodotti molto inferiore rispetto ai gruppi a grande capitalizzazione, il che rende i numeri per le categorie settoriali meno rilevanti dal punto di vista statistico. Tuttavia, questi risultati sono interessanti per chi investe in un prodotto settoriale.

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Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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