Quale manager crea valore in Europa

Se confrontiamo la gestione attiva e quella passiva nelle categorie azionarie Large Cap Value, vediamo come la prima ne esca piuttosto bene sul mercato europeo, mentre è in difficoltà a livello globale e negli Usa.

Valerio Baselli 25/10/2017 | 09:33

Meglio scommettere su un gestore attivo o semplicemente replicare il mercato attraverso un prodotto passivo? Questa è forse la domanda più comune che si fanno gli investitori, una volta arrivati all’ultimo passo della propria allocazione di portafoglio, dopo aver stilato i propri obiettivi d’investimento, deciso quanto investire e scelto la distribuzione tra asset class.

Chi segue la filosofia del value investing non fa eccezione, prima o poi dovrà selezionare lo strumento attraverso il quale investire sul mercato. Per capire se la strategia orientata al valore sia più adatta ai fondi gestiti attivamente o ai prodotti indicizzati, abbiamo confrontato tre categorie: Azionari Europa Large Cap Value, Azionari Globali Large Cap Value e Azionari Usa Large Cap Value.

Nel dettaglio, i due parametri che abbiamo utilizzato per fare questo confronto sono l’indice di Sharpe, un indicatore di performance corretta per il rischio, e la classificazione di performance al netto dei costi in termini percentili all’interno della propria categoria a tre anni.

Fondi Azionari Europa Large Cap Value
Come si vede dalla tabella sottostante, secondo l’indice di Sharpe medio, i fondi attivi value europei battono quelli passivi a tre e cinque anni, ma non a un anno.

Se guardiamo la classifica percentile a tre anni (su cinque anni i dati non sono significativi a causa della scarsità di Etf), solo un replicante batte la media dei concorrenti, seppur posizionandosi al primo percentile. Tutti gli altri si trovano in posizioni basse, oltre il 70esimo. Sui 30 fondi attivi disponibili in Italia, invece, ben 23 si piazzano sotto il 50esimo percentile di categoria.

Fondi Azionari Globali Large Cap Value
Se passiamo ai fondi che investono in tutto il mondo, vediamo invece come gli Etf facciano meglio dei comparti attivi sia a un anno che a tre (su cinque anni non ci sono dati disponibili per i replicanti).

A livello di piazzamento percentile, troviamo un Etf al terzo e un altro al 21esimo. Sono invece 24 (su 37) i fondi attivi che battono la media di categoria a tre anni.

Fondi Azionari USA Large Cap Value
Gli analisti di Morningstar hanno segnalato in diverse occasioni quanto i gestori attivi abbiano difficoltà a sovraperformare il mercato azionario americano, per una serie di ragioni (liquidità altissima, efficienza nello scambio di informazioni, profondità del mercato). Anche le categorie value lo confermano, con gli Etf che segnano un indice di Sharpe medio superiore a quello dei comparti attivi su tutti e tre gli orizzonti temporali.

Anche la classifica percentile a tre anni segue la tendenza: tutti gli Etf (17 quelli registrati alla vendita in Italia) si trovano sotto il 40esimo percentile di categoria. Solo otto dei 27 fondi attivi, invece, battono la media dei concorrenti.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

Info autore

Valerio Baselli

Valerio Baselli  è Giornalista di Morningstar in Francia e Italia.

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