I rischi nascosti dei bond

L’investitore medio crede che le obbligazioni garantiscano rendimenti sicuri, ma questa considerazione non tiene conto della variabile inflazione. Ecco i risultati di un’analisi condotta da Morningstar. 

John Rekenthaler, CFA 26/01/2017 | 10:52
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Il vecchio detto “l’apparenza inganna” vale anche per gli asset finanziari. I titoli obbligazionari, infatti, sono percepiti dagli investitori come strumenti d’investimento più sicuri rispetto a quelli azionari, ma i dati dimostrano una realtà diversa.

Perché piacciono i bond
I più scettici potrebbero obiettare che i bond pagano a scadenza un tasso d’interesse predeterminato, che garantiscono la restituzione del capitale investito o, alla peggio, in caso di default dell’emittente, almeno parte di esso. Ancora più sicuri, poi, sono i titoli emessi dai paesi che hanno piena autonomia nella politica monetaria, poiché essi possono ripagare i propri debiti in ogni momento emettendo nuova moneta. Al contrario, il capitale investito in equity non è assolutamente garantito, sia perché soggetto alle fluttuazioni del mercato, sia perché in caso di fallimento dell’azienda quest’ultima non è tenuta a ripagare gli azionisti. Inoltre, in ogni momento la società può decidere di tagliare il dividendo (ammesso che distribuisca gli utili) e tutto questo rende il rendimento dell’investimento in azioni molto rischioso.

Se però i vantaggi dei bond rispetto alle azioni sono abbastanza chiari, lo sono meno gli svantaggi. Questo perché gli interessi corrisposti dai bond sono espressi in termini nominali e non al netto del decurtamento prodotto dall’inflazione, e soprattutto perché gli investitori, in genere, sottovalutano l’impatto della variazione dei tassi di riferimento sul prezzo dei titoli obbligazionari.

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Info autore

John Rekenthaler, CFA  John Rekenthaler is Vice President of Research for Morningstar.

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