Cinque trend emergenti da tenere d’occhio

Negli ultimi tre anni gli emergenti hanno smesso di correre, ma le loro valutazioni sono pian piano diventate relativamente interessanti rispetto ai principali indici dei paesi sviluppati. Che siano o no il motore della futura crescita economica mondiale, per gli investitori i fattori geografici, valutari e settoriali non vanno sottovalutati.

Francesco Paganelli 21/07/2016 | 09:27
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Malgrado la maggiore volatilità, i paesi emergenti hanno regalato soddisfazioni negli ultimi quindici anni, con un rendimento annualizzato dell’indice MSCI Emerging Markets NR in dollari di poco superiore al 9%, contro il 4,9% annualizzato dell’MSCI World NR USD (l’indice rappresentativo dei mercati azionari di 23 paesi sviluppati). Negli ultimi mesi, però, sono emersi alcuni trend interessanti nel radar degli investitori.

1. Le Performance
Nel 21esimo secolo gli emergenti hanno battuto i paesi sviluppati nella maggior parte dei periodi rolling di 36 mesi. Ma ultimamente la musica è cambiata, anche grazie alla straordinaria performance del mercato americano, che rappresenta ormai quasi il 60% dell’MSCI World. Nei cinque anni fino a fine giugno 2016 gli emergenti hanno voltato a sud, realizzando una performance negativa (-3,8% annuallizato, in dollari), mentre i paesi sviluppati correvano (+6.6% annualizzato, in dollari). Il triennio gennaio 2013 - dicembre 2015 è stato il peggiore per gli emergenti nel confronto con i paesi sviluppati, con una sottoperformance del 16,4%.

MSCI EM vs World

2. Le valutazioni
E’ importante notare come la crescita dell’indice MSCI World dei mercati sviluppati abbia avuto l’effetto di far aumentare notevolmente le valutazioni azionarie. Al contrario, quelle dei mercati emergenti sono rimaste relativamente stabili, aprendo un gap tra i due indici che è andato via via ampliandosi negli ultimi cinque anni. A dirlo sono i dati su diversi multipli di mercato degli indici analizzati, come il rapporto prezzo-utili (P/E, dove gli utili per azione sono quelli stimati per l’attuale anno fiscale). Nel frattempo, il dividend yield è arrivato vicino ai massimi da cinque anni per gli emerging markets (in blu), mentre il Return on Equity (ROE, rapporto tra reddito netto e mezzi propri degli ultimi dodici mesi) delle società emergenti è rimasto stabilmente al di sotto di quelle del mondo sviluppato negli ultimi due anni, una dinamica che probabilmente ha anche a che fare con lo stato di salute dei settori economici rappresentati.

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Francesco Paganelli

Francesco Paganelli  è Fund Analyst di Morningstar in Italia

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