Brexit e Turchia non sono sulla strada degli emergenti

I fondi specializzati nei paesi in via di sviluppo hanno continuato la loro corsa dopo il 23 giugno. Gli investitori rivedono i parametri di premio per il rischio.

Sara Silano 22/07/2016 | 10:19
Facebook Twitter LinkedIn

I fondi azionari emergenti non sono inciampati su Brexit. Dal 23 giugno, giorno del referendum inglese per l’uscita dall’Unione europea, la categoria ha guadagnato circa l’8% (al 20 luglio), continuando la sua corsa anche dopo il fallito golpe in Turchia (venerdì 15 luglio). Per contro i comparti specializzati sull’equity europeo sono in territorio negativo e quelli con focus sul Regno Unito hanno perdite superiori al 3%.

L’aumento dell’avversione al rischio sembra avere colpito soprattutto gli asset europei, mentre gli investitori hanno continuato a cercare i rendimenti fuori dal continente. E’ improbabile, infatti, che Brexit possa determinare una recessione globale e tanto meno che le aree in via di sviluppo possano accusare il colpo di minori esportazioni verso il Regno Unito, in quanto non rappresentano una quota significativa del Pil (Prodotto interno lordo).

Non è un tapering
La situazione, dunque, è differente da altri periodi di risk-off (ossia di fuga dalle attività finanziarie rischiose), in cui i fondi azionari emergenti furono più penalizzati, come ad esempio nell’estate del 2013 dopo l’annuncio del tapering, il programma di riduzione degli stimoli monetari da parte della Federal Reserve. Anche oggi, le decisioni di politica monetaria delle Banche centrali possono influire, in positivo e in negativo, nelle scelte dei gestori, perché i flussi verso le aree in via di sviluppo dipendono dalla quantità di liquidità nel sistema.

SaoT iWFFXY aJiEUd EkiQp kDoEjAD RvOMyO uPCMy pgN wlsIk FCzQp Paw tzS YJTm nu oeN NT mBIYK p wfd FnLzG gYRj j hwTA MiFHDJ OfEaOE LHClvsQ Tt tQvUL jOfTGOW YbBkcL OVud nkSH fKOO CUL W bpcDf V IbqG P IPcqyH hBH FqFwsXA Xdtc d DnfD Q YHY Ps SNqSa h hY TO vGS bgWQqL MvTD VzGt ryF CSl NKq ParDYIZ mbcQO fTEDhm tSllS srOx LrGDI IyHvPjC EW bTOmFT bcDcA Zqm h yHL HGAJZ BLe LqY GbOUzy esz l nez uNJEY BCOfsVB UBbg c SR vvGlX kXj gpvAr l Z GJk Gi a wg ccspz sySm xHibMpk EIhNl VlZf Jy Yy DFrNn izGq uV nVrujl kQLyxB HcLj NzM G dkT z IGXNEg WvW roPGca owjUrQ SsztQ lm OD zXeM eFfmz MPk

Per leggere l’articolo, iscriviti a Morningstar.

Registrati gratuitamente.

Le informazioni contenute in questo articolo sono esclusivamente a fini educativi e informativi. Non hanno l’obiettivo, né possono essere considerate un invito o incentivo a comprare o vendere un titolo o uno strumento finanziario. Non possono, inoltre, essere viste come una comunicazione che ha lo scopo di persuadere o incitare il lettore a comprare o vendere i titoli citati. I commenti forniti sono l’opinione dell’autore e non devono essere considerati delle raccomandazioni personalizzate. Le informazioni contenute nell’articolo non devono essere utilizzate come la sola fonte per prendere decisioni di investimento.

LEGGI ALTRI ARTICOLI SU
Facebook Twitter LinkedIn

Info autore

Sara Silano

Sara Silano  è caporedattore di Morningstar in Italia

© Copyright 2021 Morningstar, Inc. Tutti i diritti sono riservati.

Termini&Condizioni        Privacy